Dobbiamo ringraziare Michele Emiliano per averci fatto partecipare a ciò che stava accadendo nell’incontro con Monti. Lì dove il presidente del Consiglio stava spiegando la manovra alle parti sociali, grazie ai cinguettii di Emiliano ci siamo sentiti coinvolti.

Se non capiamo che i tempi sono cambiati e che la politica (professori o no) deve partire da un rapporto più aperto e immediato; se continuiamo a trasformare gli episodi del mondo politico in reality (lacrime o no); se pensiamo ancora che Porta a Porta sia meglio di Twitter; se non capiamo che la democrazia diretta passa anche per l’informazione diretta, allora non abbiamo capito niente di questo momento che sta sconvolgendo il mondo e cambiando completamente i rapporti tra le persone e tra cittadini e istituzioni.

Forse è difficile, visto che quello dei “professori” è il governo più vecchio della storia d’Italia: ha un’età media di 63 anni. Poteva essere una reale occasione di rinnovamento se si fosse lasciato spazio alle nuove generazioni. Magari prendendo esempio dalla Svezia, dove il ministro dell’economia (tra i più apprezzati d’Europa, seppur conservatore) ha appena 43 anni.

Sarà per questo che Monti preferisce Vespa ai cinguettii?