Una BlueCar

Si chiama “AutoLib” ed è il progetto dalle grandi ambizioni, che mira a rivoluzionare il sistema di trasporto della metropoli di Parigi. “Vogliamo inventare una nuova concezione dello spostamento in ambito urbano”, sono le parole con cui il sindaco Bertrand Delanoe ha inaugurato il sistema di auto elettriche a noleggio che saranno disponibili 7 giorni su 7, 24 ore su 24 nella Capitale francese. Una rivoluzione ecologica, capace di far prendere una boccata d’aria a una metropoli in affanno per quanto riguarda il traffico e perché no, lanciare una soluzione applicabile altrove nel mondo. È questa l’immagine che si vuole trasmettere, ma a poche ore dal lancio ufficiale non mancano i dubbi di ecologisti e cittadini.

L’idea è quella del car sharing, simile al sistema di biciclette a noleggio, il noto Vélib’, che permette agli abbonati di trovare a ogni fermata della metropolitana una serie di biciclette utilizzabili liberamente. Ed è proprio dal successo di Vélib’, che è partita la sfida delle auto elettriche in centro città. L’intento? Cambiare la concezione dell’auto, da mezzo personale a mezzo utilizzato solo in certi momenti e in condivisione con altri. Gli abbonati riceveranno una carta magnetica, che fatta passare su un dispositivo presente sulla portiera permette di entrare nell’auto. A disposizione degli utenti una BlueCar, 4 posti e 250 kilometri di autonomia e la possibilità di arrivare fino a 130 km/h.

I più critici rimangono gli ecologisti, primo fra tutti il partito Europe ecologie Les Verts guidato dalla candidata alle presidenziali Eva Joly, che sottolinea come l’enorme costo dell’operazione (25 milioni di euro solo per Parigi), parta da un presupposto sbagliato: quello di aumentare il numero di vetture in circolazione invece di incentivare i cittadini a utilizzare mezzi pubblici e servizi collettivi. “Le macchine elettriche non rimpiazzeranno mai tutte le vetture – hanno dichiarato i portavoce del partito – Il progetto rischia di rimanere una goccia nel mare, dal grande costo e dalle scarse soluzioni”. Più macchine in circolazione, parcheggi riservati e maggiore confusione: questi gli attacchi principali al progetto. E l’investimento in termini di denaro, aumenta le discussioni: 50.000 euro i fondi a disposizione per ogni stazione, con un budget totale di 250 milioni di euro. Le associazioni cittadine, rinforzano le critiche: “Mentre la situazione mondiale – ha dichiarato il portavoce de “Les Amis de la Terre Paris” – spinge all’uscita dal nucleare e alla riduzione dell’emissione dei gas che provocano l’effetto serra, il progetto Autolib va nella direzione opposta”. Non della stessa opinione i promotori del progetto, che hanno come obiettivo la riduzione di 22 500 veicoli, la liberazione di 18mila posti parcheggio e una diminuzione annuale di 1.258.740 km percorsi e di 261.818 tonnellate di emissione di CO2.

Dopo due mesi di prova, durante i quali è stato possibile testare in varie parti della metropoli parigina le prime vetture, capire come funzionano e informarsi sui diversi abbonamenti, il servizio è pronto per il lancio ufficiale. Da lunedì 5 dicembre infatti, Autolib comincerà a funzionare a pieno ritmo. Sessantasei le auto in circolazione per ora, con 250 stazioni in tutta la zona di Parigi, ma l’idea è quella di un aumento progressivo: nel periodo che va da dicembre 2011 fino a giugno 2012, si procederà infatti ad immettere nuove macchine elettriche, fino ad arrivare ad un totale di 3000 per 508 stazioni in 46 comuni. E il tutto ad un prezzo molto limitato: 144 euro l’abbonamento annuale, più una tariffa che va dai 5 ai 15 euro per il tempo d’utilizzazione. Le BlueCar a quattro posti sono prodotte da Bolloré in collaborazione con il designer italiano Pininfarina, che nel giugno scorso ha ricevuto il premio proprio a Parigi di “personalità italiana dell’anno”, per aver contribuito alla realizzazione di Autolib’. Un progetto francese dunque, ma realizzato nello stabilimento di Bairo Canavese (Torino), grazie alla collaborazione Bolloré, Pininfarina, Cecomb.

La scommessa delle auto elettriche però non è delle più facili da vincere. Non mancano le paure, in attesa che molte delle condizioni vengano soddisfatte. La macchina BlueCar infatti, funziona con una batteria LMP, litio-metallo-polimero, una scommessa su cui il miliardario Vincent Bolloré punta da anni con grandi difficoltà ad entrare nel mercato. Risale al 2006 la costruzione della prima Blue Car e attualmente il gruppo è in grado di costruire circa 2500 vetture elettriche per anno. Con la costruzione di nuove officine specializzate, il gruppo avrà la possibilità di costruirne 30 000 entro il 2014. Con quali entrate? L’instabilità del progetto risiede su questo punto: incertezza del guadagno che dipende esclusivamente dal successo o meno della batteria LMP. Il contratto parla chiaro, il fallimento dell’operazione ricadrebbe su Bolloré, ma anche naturalmente, un eventuale guadagno.