Bene i T-Days, anzi benissimo. Sono stati migliaia i bolognesi che hanno passeggiato per le vie chiuse al traffico del centro cittadino, e si sono potuti gustare, ad esempio, la novità di una via Indipendenza silenziosa e senza più auto e motorini. Tra quelle migliaia però non ci sono i disabili gravi, che protestano e si dicono indignati contro l’organizzazione della due giorni anti traffico che li ha esclusi dall’accesso alla zona a T, l’asse centrale composto da via Rizzoli, Ugo Bassi e Indipendenza.

“E’ una vergogna – dice Nadia D’Arco del movimento disabili rinnovamento democratico – proprio a partire da ieri, giornata internazionale dedicata ai disabili, noi non possiamo entrare in centro. In nessuna delle metropoli italiane viene fatto divieto ai cittadini disabili motori gravi di circolare con l’unico mezzo a loro possibile: la propria auto, magari attrezzata per consentire di muoversi. Prendiamo atto che anche il nostro Comune si adegua alla nuova tendenza di considerare le persone con disabilità un disturbo alla immagine di efficienza”.

“Eppure le soluzioni ci sarebbero – conclude D’Arco – usare il cortile interno di Palazzo D’Accursio per fare parcheggiare chi non può spostarsi senza l’auto e da lì prevedere un servizio speciale di accompagnamento, o più semplicemente bisognerebbe fare entrare i disabili con la loro auto nel centro. Si tratterebbe davvero di poche decine di persone, eppure per loro sarebbe importante. I vigili che abbiamo contattato non sapevano davvero cosa dirci, a parte indirizzarci verso i parcheggi”.

Parole durissime anche quella di Daniela Mignogna, una delle organizzatrici della giornata di indignazione dei disabili e delle loro famiglie del 29 ottobre scorso: “Bologna è sempre stata attenta ai problemi sociali ma quest’anno, col sindaco Merola, ha dimostrato una caduta di stile o peggio, un cinismo insopportabile e deprecabile. Il sindaco ha fatto chiudere al traffico la cosiddetta zona T del centro per favorire pedoni e bici e ha dichiarato di volere fare vincere il bene comune. Ora – continua Mignogna – vorrei sapere il “bene comune” come viene interpretato da questo distratto e disinformato sindaco, che impedisce alle persone che non possono muoversi in bici e tanto meno sulle proprie gambe di entrare in quella zona centrale pur avendo il contrassegno handicap, calpestando ogni fondamentale diritto acquisito”.

“Se c’è necessità di potenziare la comunicazione lo faremo certamente – risponde l’assessore alla mobilità Andrea Colombo – ribadiamo però di avere istituito delle piazzole riservate ai disabili proprio in Piazza Roosevelt, quindi in zona centralissima. Tutti i diritti di accesso sono e saranno garantiti”. “Non tutti possono arrivare in Piazza Roosevelt e poi continuare a piedi o in sedia a rotelle, molti disabili sono compromessi dal punto di vista fisico e cognitivo, il Comune sta discriminando loro e le loro famiglie, ci ripensi”, è la replica di Daniela Mignogna.