A fare concorrenza all’impennata dello spread in Italia ci pensa il trend delle pratiche commerciali scorrette. Lo denuncia Adiconsum, che registra un più 50 per cento nei reclami dei consumatori danneggiati rispetto al 2010, con oltre 150mila reclami totali previsti entro la fine dell’anno. Cittadini vittime di clausole nascoste, confusione contrattuale o truffe belle e buone nell’ormai liberalizzato mercato dell’energia e del gas.

Attivazione di contratti non richiesti, firme contraffatte e falsificate sui contratti a carico di ignari consumatori, doppie fatturazioni, non riconoscimento dei recessi fatti entro i termini, errori seriali di fatturazione, mancate letture e conguagli stratosferici, mancata attivazione del bonus energia e gas agli aventi diritto. Questi sono solo alcuni esempi delle cosiddette “pratiche commerciali scorrette”, che costano ai cittadini italiani vari milioni di euro l’anno. Vittime preferite, neanche a dirlo, gli anziani, ma non solo. Difficile anche per un giovane leggere con attenzione tutte le clausole di un contratto di fornitura luce e gas, specie quando si è di fretta e si crede nella buona fede del sorridente fornitore.

Sta di fatto che le associazioni dei consumatori ricevono ogni giorno centinaia di segnalazioni sia attraverso la propria rete di sportelli che attraverso il numero verde dell’acquirente unico, e buona parte di queste, almeno il 20 per cento, rappresentano palesemente delle pratiche commerciali scorrette. “L’escalation di queste pratiche sta demolendo la concorrenza nel mercato dell’energia. Servono più tutele per i consumatori e bisogna intervenire anche sul Codice di Condotta Commerciale e sull’informativa dei consumatori”, esclama Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum.

La liberalizzazione del mercato dell’energia (2007) e del gas (2003) avrebbe dovuto portare un po’ d’aria fresca nel mercato italiano, spezzando i vecchi monopoli e comportando per il cittadino consumatore un concreto risparmio grazie alla possibilità di scegliere l’offerta economica più vantaggiosa. Il problema è che, come spesso succede in Italia, l’opportunità è diventata fregatura, o meglio è restata opportunità solo per qualcuno. Comportamenti commerciali scorretti, situazioni di doppie fatturazioni e difficoltà nel passaggio da un venditore all’altro sono sono alcuni esempi delle fregature che si sono scatenate sull’ignaro cittadino. Sta di fatto che sempre più consumatori lamentano un’aggressività commerciale crescente da parte dei differenti fornitori, che nei migliori dei casi generano confusione, nel peggiore disservizi e truffe.

Tant’è che si è resa indispensabile la creazione di un apposito sportello chiamato “Energia: Diritti a viva voce” coordinato da Mauro Zanini di Federconsumatori con tanto di sportelli informativi, numero verde e application per l’i-Phone. Alla faccia della semplificazione, si dirà, ma in un modo o nell’altro il cittadino si deve pur difendere.

Esasperate le associazioni dei consumatori nazionali, che hanno addirittura scritto una lettera all’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con delle proposte per combattere queste pratiche commerciali scorrette. Qualche esempio? L’informativa sull’esistenza di possibili nuove offerte o contratti dovrebbe essere la stessa che viene utilizzata per gli interventi tecnici con un avviso di almeno una settimana; bisogna contemplare l’annullamento di contratti stipulati da minori o da persone anziane qualora lo richiedano; il venditore subentrante dovrebbe inviare la prima bolletta entro 70 giorni massimo dall’attivazione del contratto con un consumo stimato, se necessario, di non più 40 giorni. Semplici accorgimenti che, secondo le associazioni, restituirebbero un po di senso a queste liberalizzazioni introdotte come una manna per il consumatore. Intanto, nel caso ci si sentisse vittima di qualche fregatura, non resta che chiamare l’ 800 82 12 12.