Finalmente la Rai ha deciso di fronteggiare la grave crisi che rischia di condurla a morte e così ha deciso di approntare un Piano straordinario per recuperare ascolti, soldi, pubblicità, credibilità.

Siamo in grado di anticiparne i contenuti in esclusiva per il Fatto.

In primo luogo e senza attendere le decisioni dei giudici sulle carte di credito, si procederà alla immediata nomina di un nuovo direttore al Tg1 per bloccare la continua emorragia di notizie e di ascolti. Per corrispondere al nuovo clima politico sarà indetto un pubblico concorso, saranno valutate le biografie e sarà scelto un candidato che abbia già dato prova di saper resistere ad ogni forma di pressione; nella valutazione finale conteranno le notizie date, non quelle cancellate.

Subito dopo, il nuovo direttore reintegrerà i giornalisti rimossi o messi in condizione di non nuocere, e leggerà un editoriale per scusarsi con tutti i cittadini ai quali è stato negato per anni persino il diritto alla replica, a cominciare dai terremotati dell’Aquila o da quelle migliaia di donne e di uomini che firmarono l’appello lanciato da Valigia Blu per chiedere invano la rettifica di quel titolo: “Assolto Mills” che, ancora oggi, rappresenta un monumento alla faziosità e conflitto di interessi.

Non contento e per segnare una ulteriore discontinuità , il gruppo dirigente della Rai ha già disposto l’immediato reintegro di Santoro, di Travaglio, della Guzzanti, della Dandini, di Luttazzi, di Saviano, di Formigli, di Vauro, di Ruotolo, di D’Averio, insomma di tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono stati accompagnati alla porta per obbedire agli editti bulgari dell’allora presidente del consiglio, nonché proprietario della azienda concorrente…

Naturalmente nulla di tutto questo è accaduto e forse mai accadrà.

In compenso hanno deciso di tagliare alcuni uffici di corrispondenza, vogliono colpire Rainews e svendere alcuni palazzi storici, a cominciare dalla sede Rai di Torino per finire con quella di Venezia. Per questo abbiamo deciso di sottoscrivere l’appello lanciato da decine di associazioni, per questo ve lo proponiamo con l’invito a farlo girare e a sottoscriverlo.