La disinvoltura con cui il governo Monti gestisce il delicato tema del conflitto d’interessi si manifesta in tutta la sua leggiadria nel caso del nuovo sottosegretario ai Trasporti Guido Improta. Fino a ieri era capo delle relazioni istituzionali dell’Alitalia, e ancora la compagnia aerea non era in grado di dire se in seguito alla prestigiosa nomina il 45 enne manager avrebbe optato per l’aspettativa o le dimissioni.

Il caso Improta si capisce al volo leggendo l’ordine di servizio firmato il 10 febbraio 2009 dal presidente dell’Alitalia, Roberto Colaninno: “È istituita, alle dirette dipendenze del presidente, l’unità organizzativa Relazioni Istituzionali”, si legge, “la cui responsabilità è affidata a Guido Improta, che avrà l’obiettivo di favorire la tutela degli interessi del Gruppo presso le autorità nazionali, le istituzioni centrali e le amministrazioni locali”. Ecco fatto. Da oggi Improta, gestendo anche la delega all’aviazione civile, potrebbe “favorire la tutela degli interessi” dell’Alitalia, anziché andando al ministero a perorare la sua causa, prendendo direttamente le decisioni giuste come sottosegretario.

Processo alle intenzioni, certo, ma il concetto stesso di conflitto d’interessi non è altro che diffidare per principio dall’onestà del singolo come garanzia di correttezza. Per esempio, la compagnie aeree concorrenti dell’Alitalia, o le stesse società aeroportuali, in conflitto naturale con l’aviolinea di Colaninno, potrebbero storcere il naso davanti all’obbligo di fidarsi della correttezza di Improta quando arbitrerà partite da milioni di euro.

Del nuovo sottosegretario si sa poco, nel bene e nel male. Non è persona chiacchierata né ha quel profilo di super tecnico che dovrebbe caratterizzare la squadra di Mario Monti. Negli anni ’90 è entrato nella squadra di Francesco Rutelli, allora sindaco di Roma, come direttore dell’Apt (azienda di promozione turistica). All’inizio del 2006 è entrato in Alitalia, ma pochi mesi dopo è andato in aspettativa per seguire Rutelli come capo di gabinetto al ministero dei Beni culturali. Dopo la caduta del governo Prodi, a fine 2008 è tornato al suo impiego, affiancando Colaninno nel lancio della nuova Alitalia, operazione che ha avuto come grande regista l’allora numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, che oggi ritrova Improta come suo vice ai Trasporti, fortissimamente voluto da Rutelli tra gli scampoli di lottizzazione ottenuti dal suo partitino Api.

Il Fatto Quotidiano, 30 novembre 2011