Giorgio Van Straten consigliere della Rai, in quota Pd, sulle pagine de La Stampa ha lanciato un allarme grande come una casa: “Se in Rai non invertiamo la rotta meglio andare tutti a casa”. Si parla di indebitamento con le banche di 600 / 700 milioni di euro e un passivo che potrebbe raggiungere i 350 milioni. Il dg Lei ha dichiarato che sta lavorando per portare la Rai nel 2012 al pareggio di bilancio.

Mi auguro che ciò non avvenga con le forbici (già usate abbondantemente da Masi) e che di fatto indebolirebbe la programmazione di chi ha già un budget scarso come Rai 3, l’unica rete generalista che, assieme a La 7 (+ 1, 60 %), negli ultimi due anni ha aumentato l’ascolto della prima serata (+ 0, 12) contro il -3, 76 % di Rai 1 e il -1, 61 di Canale 5. Oppure meglio eliminare Rai International, la televisione dedicata agli italiani all’estero, che risolvere l’imbarazzante Tg 1, sempre più in caduta libera, battuto clamorosamente domenica scorsa dal Tg 5 di oltre 1 milione di telespettatori.

L’Osservatorio tg di Articolo 21 denuncia che un anno fa, il tg di Minzolini aveva 6 milioni e 200 mila telespettatori contro i 4 milioni e rotti di domenica. È stato nominato il nuovo sottosegretario alla Comunicazione, Paolo Peluffo al posto di Romani, che in questi anni ha tenuto sotto schiaffo la Rai, si è occupato, in particolare, di fare la guerra in Europa a Sky per impedirle l’accesso al digitale terrestre (provate a indovinare a favore di chi?) e a distribuire frequenze digitali gratuite, inventandosi il beauty contest, gara di bellezza (il governo Monti può ancora intervenire, così la prossima manovra sarebbe di 8 e non di 11 miliardi). Peluzzo, esperto del settore e soprattutto non “dipendente” di Mediaset (stretto collaboratore del presidente Ciampi), potrebbe mettere fine all’evasione del canone agganciandolo alla bolletta dell’energia elettrica, come previsto dall’ultimo contratto di Servizio firmato tra il ministero e la Rai.

Ho visto il programma di Fiorello su Rai 1: mi è molto piaciuto. Complimenti a lui, agli autori e a chi lo ha riportato in Rai. Fiore si è confermato un grande artista, completo. Le critiche che gli sono arrivate, soprattutto da una certa sinistra, sono prevenute e penose. Lunedì ho fatto un sogno, durato solo il tempo di una canzone, quella di Giorgia, usata per i titoli di coda, poi Vespa con il suo Porta a Porta mi ha riportato alla realtà. Nulla è cambiato: Vieni via con me con Fazio e Saviano andrà in onda su La 7 e per Celentano non c’è spazio in Rai.

Il Fatto Quotidiano, 30 novembre 2011