L'attaccante del Napoli Ezequiel Lavezzi

“Se un’ospite della mia città finisce rapinata, mi dispiace moltissimo. Anche se ritengo questo rischio comune ad altre metropoli italiane ed europee. Però non ha senso che alcuni napoletani si offendano per una frase dettata dalla rabbia di un attimo”. Luigi De Magistris, il sindaco di Napoli, prende lo scudo e para l’assalto dei suoi concittadini che non hanno particolarmente gradito le parole di Yanina Screpante, lady Lavezzi, che, dopo essere stata rapinata in via Petrarca dell’orologio d’oro che portava al polso, ha consegnato ad un cinguettìo di Twitter il proprio malumore. “Ciudad de mierda”, tanto per essere diretti e non venire fraintesi. Poi, le scuse. Che arrivano dopo aver preso atto del grande polverone che aveva alzato con una frase che evidentemente non faceva prigionieri.

Oggi De Magistris si confessa in un’intervista a Repubblica e dice: “E’ legittimo per chi subisce un reato, un atto di violenza a mano armata, esprimere l’amarezza, anche in modo impetuoso e colorito. Ovviamente mi spiace per la vittima, a prescindere dalla sua identità e ruolo”. L’aveva già detto il presidente del Napoli De Laurentiis, lo ribadisce il sindaco, giusto per calmare le acque e riportare tutto al suo posto: “Continuo a ritenere, dati alla mano, che Napoli sconti quei problemi di sicurezza tipici di una grande città, vedi Roma o Milano, e anche europea”. Vero, ma qui è in ballo, tra l’altro, la permanenza in maglia azzurra di uno dei campioni più osannati dalla tifoseria napoletana. Lo stesso Ezequiel Lavezzi che quando prende la palla accende l’entusiasmo di una regione intera e che probabilmente non avrà preso bene il fatto accaduto alla fidanzata. In più, va anche detto che non è una prima assoluta. Perché prima dell’aggressione ai danni di lady Lavezzi, era toccato alle signore Cavani e Hamsik (altri due pezzi da novanta dell’arsenale gestito dal tecnico Mazzarri) passare un brutto quarto d’ora per ragioni simili.

Furto con scasso per l’abitazione della famiglia Cavani a Lucrino, nel comune di Pozzuoli. Il campione uruguayano era impegnato con la Nazionale e ha saputo quanto era successo soltanto via telefono. La casa era vuota, anche moglie e figlio erano in Sudamerica. I ladri hanno trafugato alcuni oggetti di valore, i carabinieri non hanno voluto e potuto fornire ulteriori dettagli. Non c’è stato contatto, non c’è stata violenza. Ma lady Cavani non ha voluto sentire ragioni e ha deciso di trasferirsi a Napoli. Lucrino era stato battezzato dai tifosi partenopei “Il principato di Cavani”, ora non lo è più. Ancora più recente l’esperienza non proprio carina che ha visto come protagonista la moglie del centrocampista slovacco, peraltro in dolce attesa. La sua Bmw è stata fermata da un gruppo di persone che armate di pistola le hanno imposto l’alt. Lei è scesa, spaventatissima come immaginabile, e l’auto se n’è andata. Aveva l’antifurto satellitare, è stata poi ritrovata a Giugliano. Hasmik era stato rapinato di un rolex d’oro nel 2008, poi restituito.

Insomma, il problema esiste e in qualche modo va affrontato. De Magistris abbassa i toni dello scontro e promette di migliorare le cose. Tra qualche mese, Napoli ospiterà le regate della Coppa America e tutto dovrà scorrere via come l’olio, senza intoppi né incidenti. Ne va del buon nome della città. “Gli appassionati di vela dovranno sentirsi al sicuro, ci stiamo già muovendo per garantire loro la massima sicurezza”, ha fatto sapere il sindaco a Repubblica. Mentre alcuni blog dei tifosi napoletani consigliano alla signora Lavezzi di provare a passeggiare con un rolex d’oro nei quartieri più disagiati di Buenos Aires. Come dire, ce n’è per tutti, Napoli sconta i problemi delle grandi metropoli, punto e a capo.