Ha lanciato sul mercato l’eau de parfum “I love bunga bunga”, ma prima glielo hanno sequestrato come prodotto contraffatto e poi dissequestrato. Silvio Berlusconi proprio non gli porta fortuna. Alfonso Piscitelli, imprenditore del settore dei profumi, originario di Santa Maria a Vico nel casertano, è un innamorato deluso dell’ex presidente del Consiglio: “Mi aspettavo cose diverse da un imprenditore. Non lo voterò più. Anzi non andrò proprio a votare”. E aggiunge: “Sarà un caso, ma i miei guai sono iniziati quando ho lanciato un altro profumo legato a Berlusconi “Club Forza Italia”. Piscitelli, amministratore delegato della “Profumi e profumi srl” ha il suo quartier generale in un appartamento di Arpaia (Bn). Al piano terra, tempo fa c’era una profumeria che la Guardia di Finanza gli ha chiuso. Alla fine di ottobre le Fiamme gialle gli hanno fatto un ennesimo sequestro dei suoi prodotti. Questa volta ad Aversa, dove cinquecento confezioni del suo “I love bunga bunga”, sono state tolte dal mercato come “merce contraffatta”, salvo dissequestrarli una settimana fa. “Sono un perseguitato – spiega Piscitelli – ce l’hanno con me perché sono bravo a creare profumi. I nostri prodotti, che facciamo anche per conto terzi, si trovano nei negozi di via Montenapoleone a Milano. Sono le multinazionali del settore che mi vogliono distruggere.

Ma non riusciranno a fermarmi perché ho ragione da vendere”. Ma come nasce questa idea imprenditoriale che si muove sul terreno della politica, mutuandone i linguaggi e i comportamenti e contribuendo a stratificarli nell’immaginario collettivo? “Abbiamo riflettuto sul fatto che diverse persone – spiega Piscitelli – parlando alle rispettive compagne, dicevano: ‘sai, stasera usciamo andiamo a mangiare e che ne dici di fare poi un bel bunga bunga?’ Questo modo sfacciato di dire le cose produce una certa irritabilità in alcune donne. Perciò abbiamo pensato che tali proposte potessero arrivare attraverso un profumo. Di fronte al quale una donna può anche rifiutare l’avance con diplomazia”. Insomma, un vero e proprio invito ad andare a letto attraverso il profumo. Dalle parole di Piscitelli emerge anche un’altra intricata storia che va avanti da una decina d’anni e sembra destinata a protrarsi ancora nel tempo. L’imprenditore è finito nel mirino delle multinazionali del settore perché mette in vendita profumi con fragranze simili alle marche famose. C’è chi non glielo perdona e perciò subisce sequestri a raffica. Per ovviare, ha deciso di scrivere su ogni confezione anche le sentenze dei tribunali italiani che hanno provveduto a dissequestrare i suoi profumi.

“Inutile dire quanto ci danneggia tutto questo – afferma ancora l’imprenditore – perché i venditori al dettaglio non vogliono avere a che fare con noi. Temono che la Guardia di Finanza vada ad ispezionare anche i loro conti quando incrociano le nostre fatture”. Piscitelli, mostra anche un documento. “E’ una fattura pro forma di 200 miliardi di euro che ho fatto ad una multinazionale francese. Sono convinto di avere ragione e di vincere il processo contro questa società. E dimostrerò che gli altri contro di me vincono solo le battaglie. La guerra la vinco io. Perché l’onestà e la dignità non possono perdere”, dice Piscitelli con un pizzico di orgoglio. E non demorde. A breve, ispirato dalle “attività” dell’ex presidente del Consiglio, si prepara a lanciare un nuovo profumo: “Forza Gnocca” con un sapore molto particolare: “All’essenza di vulva”, promette.