Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd

“Leggo di gente che dice che ora bisogna fare presto, fare presto. Gente che non dà a Monti neanche una settimana di tempo, quando gli ultimi tre anni li ha passati in un sonno totale e non ha messo mai la sveglia….”. E uno sfogo l’intervento del segretario del Pd Pier Luigi Bersani a conclusione della Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la piccola impresa organizzata a Monza. “Consentitemi uno sfoghino”, continua, “lasciatecelo dire a noi che è da tre anni che diciamo che stiamo andando nei guai” mentre “negli ultimi otto mesi non aveva fatto nulla”.

Detto questo, continua il segretario davanti alla platea di piccoli imprenditori brianzoli “ognuno si prende la sua quota di responsabilità. Noi la nostra ce la prendiamo. Quindi, sì occorre fare presto, ma consentendo ragionevolezza e tempi necessari per predisporre la manovra”. Stesso ragionamento per la recessione che, secondo quanto scritto dall’agenzia di rating Fitch, sta già colpendo il nostro paese: “E’ vero siamo in recessione; ma è da anni che il Pd denuncia la crisi verso la quale si stava andando incontro senza però venire ascoltati”.

Nel merito dei provvedimenti è entrato il responsabile economico del Pd Stefano Fassina, che si è detto contrario all’aumento dell’Iva e una nuova manovra correttiva, che “metterebbe in sofferenza il sistema bancario con la contrazione del credito alle imprese e avrebbe effetti sulla finanza pubblica”. Stefano Fassina, responsabile economico del Pd da giorni nel mirino della componente liberal del partito per le sue posizioni ritenute troppo di sinistra, dice la sua alla Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la piccola impresa organizzata a Monza.

La manovra correttiva, che è nell’agenda del governo di Mario Monti, aggiunge “aggraverebbe il circolo vizioso in atto”. L’Italia ha “problemi di liquidità, non di solvibilità del debito” e le manovre fatte finora “porteranno al pareggio di bilancio nel 2013 ed avere nel 2014 un avanzo strutturale del 6%”.

Le misure di sostegno all’economia devono mirare piuttosto a sostenere la domanda interna, europea e nazionale. “Il primo problema è far ripartire la domanda, sostenere i consumi”, aggiunge Fassina. “La strada maestra è l’equità: deve dare di più chi ha di più”. Le priorità partono dal credito, “una vera emergenza che porta dietro di sé anche il rischio di usura”. Poi “le pubbliche amministrazioni, il fisco, la liberalizzazione dei mercati, l’internazionalizzazione e l’energia”. Senza dimenticare la riforma dei costi della politica (qui il documento completo con le proposte economiche del Pd presentate a Monza).

Il dirigente del Pd affronta anche il terreno delicato del lavoro, dove più evidenti emergone le diverse posizioni interne al partito. “Non c’è rischio di spaccatura”, assicura, “nel Pd siamo tutti convinti di poter combattere la precarietà con lo sviluppo, la riforma del welfare. E su questo sicuramente troveremo una intesa. Con Ichino è capitolo chiuso”, afferma Fassina, riferenedosi alla recente polemica con il giuslavorista.

A questo proposito Fassina cita l’incontro tra il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e le rappresentanze sindacali della Fiat: “E’ molto preoccupante quello che sta succedendo e abbiamo molto apprezzata la posizione del ministro del Welfare Fornero e la convocazione di oggi del ministro Passera. La Fiat è una vicenda che va affrontata e risolta garantendo il successo della Fabbrica Italia e allo stesso tempo garantendo i diritti dei lavoratori”. Dall’incontro di oggi Fassina auspica che “escano, oltre misure come ammortizzatori sociali, anche delle indicazioni sulla politica industriale per trovare prospettive concrete per lo sviluppo”.

Quanto al sostegno all’esecutivo di Monti, dipenderà “dai provvedimenti che porterà in parlamento, dopo il passaggio con le parti sociali. Noi faremo le nostre proposte e ci assumeremo le nostre responsabilità come forza politica che sostiene un governo di emergenza nazionale”.

Sulle polemiche interne al partito è intervenuto il vicesegretario Enrico Letta, anche lui ospite all’incontro di Monza: “Il Paese è in una fase nuova, siamo tutti in una terra incognita”. E quindi “è naturale che si discuta. Lo si fa in tutto il mondo, in tutta Europa ed è naturale anche nel Pd” (qui il video).