Il leader storico della Casa della legalità di Genova, Christian Abbondanza

La Casa della legalità di Genova è il punto di riferimento storico in Liguria per capire il peso delle mafie nel Nord Italia. I veleni di Pitelli, dell’Acna di Cengio e della Stoppani, gli affari della ‘ndrangheta sul litorale ligure, i contatti con la politica e l’affarismo che si infila tra i grandi appalti e il business del turismo sono i temi dei dossier che l’associazione ha prodotto. Denunce che hanno avuto come conseguenza alcune intimidazioni – che hanno colpito anche direttamente il leader storico della Casa della legalità Christian Abbondanza -, divenute negli ultimi mesi pesanti ed insostenibili, rendendo pesante il clima a Genova.

“Avviso ai mafiosi: le vostre minacce non ci fermeranno, siete voi nel mirino”, si legge sul sito dell’associazione, che domani, alle ore 15, presso la sale del Munizioniere di Palazzo Ducale, risponde al clima di intimidazione organizzando un incontro di solidarietà con Abbondanza. Essere visibili a tutti e sconfiggere l’isolamento sono i migliori antidoti in questi casi. “I segnali che giungono sono fortemente preoccupanti – si legge nell’appello – e confermano una segnalazione che ci giunse prima dei pesanti e violenti episodi delle ultime settimane”. La tutela “radiocollegata” scattata a primavera per Christian Abbondanza da parte della Prefettura di Genova non è sufficiente da sola per garantire la sicurezza alla Casa della legalità: “Ci è stato segnalato che le cosche ormai vicine al proprio capolinea, dopo le inchieste partite ed alimentate dalle nostre denunce di anni ed anni, vorrebbero rispondere “chiudendo la partita” con il Presidente della Casa della Legalità entro la fine dell’anno”, prosegue l’appello, riferendo qualcosa che è più di una sensazione.

“Ieri sono usciti alcuni esponenti della cosca Pellegrino – racconta a ilfattoquotidiano.it Christian Abbondanza – e in questo momento c’è un conflitto aperto tra le famiglie di ‘ndrangheta; una situazione preoccupante, ma noi non ci vogliamo fermare”. Le associazioni antimafia sono sempre di più nel mirino delle cosche, che temono a volte più la visibilità che viene dalle denunce che l’azione dei magistrati: “Loro ritengono che il sottoscritto sia il problema, per loro il responsabile dei sequestri e delle inchieste non è la Procura o il Ros ma sono io, ed è una cosa curiosa”, spiega il presidente della Casa della legalità di Genova.

All’appello hanno finora aderito tanti esponenti dell’antimafia dall’intero paese. Tra i tanti Rosario Crocetta (europarlamentare ed ex sindaco di Gela), Giuseppe Lumia, Angela Napoli, Andrea Orlando (deputato della Commissione Parlamentare Antimafia), Enrico Musso (senatore della Commissione Parlamentare Antimafia), Alfredo Galasso, Lirio Abbate, Dario Fo e Franca Rame, Vittorio Malagutti, Patrizia Gentilini (Medici per l’Ambiente) e il Movimento a cinque stelle.