Dalle macerie alla vita attraverso un bando internazionale in Rete, per raccogliere idee e ricostruire. Le rovine sono quelle di Auletta, comune della provincia di Salerno devastato dal terremoto in Irpinia del 1980 che dopo trentuno anni diventeranno luogo di accoglienza e spazio per la cultura. Per dimostrare che la buona gestione del denaro pubblico, troppo spesso sprecato, può dare ottimi risultati. “co/Auletta (co/A) – le tue idee abitano qui”, è l’iniziativa voluta dal Comune di Auletta, dalla Fondazione MidA Musei integrati dell’Ambiente e coordinata da Rena – Rete per l’eccellenza nazionale per completare il Parco a Ruderi del comune salernitano e recuperare il centro storico devastato dal sisma. Il concorso sarà presentato alla presenza di Stefano Caldoro, presidente della regione Campania, sabato alle 10, presso il Centro digitale Pico – Palazzo dell’Innovazione e della Conoscenza di Napoli e sarà trasmesso in streaming anche dal Fatto quotidiano.

Le idee saranno raccolte nei 60 giorni successivi e le migliori discusse insieme alla popolazione, alla giuria e ed eventuali stakeholders nazionali e internazionali, a febbraio 2012 nel corso di un workshop di tre giorni che si terrà ad Auletta. Durante l’incontro i progettisti potranno effettuare di persona sopralluoghi per verificare la fattibilità tecnica e paesaggistica delle proposte, modificandole alla luce delle obiezioni e dei suggerimenti della comunità locale. Un metodo che porterà al confronto e alla contaminazione sul campo tra chi “propone” e chi “vive” Auletta, per raggiungere una sintesi da adottare sul territorio.

“Lanciare il bando in rete è il modo più democratico, globale e orizzontale per premiare le idee migliori”, spiega Antonello Caporale, giornalista di Repubblica tra i fondatori del MidA. “Non ci interessa sapere che lavoro fai, il colore della pelle o il grado di istruzione. Vogliamo solo mostrare che anche nel sud Italia, luogo di sottosviluppo ed elevato malaffare, un appalto pubblico può produrre qualità ed eccellenza”. La Fondazione MiDA infatti è a partecipazione totalmente pubblica e include la Regione Campania, Regione Basilicata, Provincia di Salerno e i comuni di Auletta e Pertosa. Gli incarichi, come previsto dallo statuto, sono a titolo gratuito e la missione è quella di “convertire i manufatti dello spreco del dopo-sisma a impianti museali al chiuso e all’aperto, e realizzare un modello di gestione finanziaria totalmente autonomo da contributi pubblici”. Il “polmone finanziario” è costituito dal ricavato della gestione delle Grotte dell’Angelo, un complesso naturalistico che ogni anno attrae 100mila visitatori. Il ricavato serve a coprire la gestione del sito e le attività museali e di ricerca connesse, tra cui un Osservatorio permanente sul doposisma diretto da Caporale che ogni anno mette a disposizione alcune borse di studio. Le indagini e le analisi sviluppate vengono poi presentate in un rapporto annuale e nel corso del festival sul Sentimento dei luoghi.

“Oltre al dolore, il terremoto dell’Irpinia ha prodotto quintali di macerie e di cemento buttato”, prosegue Caporale. “Abbiamo pensato di consolidare i ruderi del centro storico di Auletta, oggi disabitato, e di costruire dentro a questo parco di morte 15 suite abitative a lunga permanenza oltre a un centro per scambi culturali”. Con un finanziamento disponibile di 2,5 milioni di euro, oltre ad ultimare la costruzione del Parco a Ruderi, MIdA quest’anno aprirà la scuola di Paesologia diretta da Franco Arminio, e una scuola del pane. Traguardi possibili anche grazie alla disponibilità di Pertosa e Auletta che hanno realizzato, conclude Caporale, un “federalismo avanzato”. “Le grotte dell’Angelo erano in compartecipazione dei due comuni che hanno conferito tutto il patrimonio pubblico immobiliare e le grotte alla fondazione, che ora le gestisce – osserva-. MIdA quindi, oltre a pagare i dipendenti, finanzia attività collaterali, tra cui la scuola di rafting, un auditorium e progetti di agricoltura sostenibile”.

Al concorso per Auletta è invitato a partecipare chiunque abbia competenze in ambito di trasformazione urbana, dai progettisti agli scienziati sociali. E la collaborazione interdisciplinare, come quella tra chi sceglierà a febbraio, è la condizione ideale per presentare un progetto innovativo e sostenibile.