Non si esce vivi dagli anni ’80! Se pensavate di averla fatta franca con la dipartita di Franz Ferdinand e compagnia bella non avevate fatto i conti con la nuova ondata di gruppi provenienti da ogni angolo del pianeta. Mi concentrerò esclusivamente sugli Horrors, visto e considerato che proprio in questi giorni sono in tour in Italia. La band proviene dall’Essex – Inghilterra orientale –  e  ha all’attivo tre album, di cui l’ultimo uscito nel 2011. Difficile anche solo catalogarli, non stiamo parlando del solito “gruppazzo” che copia e incolla i suoni dei Cure, gli Horrors fanno tremendamente sul serio.

La rotta tracciata li traghetta dalle parti del «garage» ma il percorso è lungo e tortuoso: Strange House è denso di riferimenti, tanto che il gusto trasversale per le citazioni si spinge “al di là dei soliti noti”: The Gun Club, Jesus and Mary Chain, Birthday Party, tutti gruppi che ispirano e non poco. Volendo guardare con la lente d’ingrandimento, si scopre un fitto reticolo di sonorità tipiche degli anni ’60. Pensare ai Sonics diviene una logica conseguenza, anche se – mettendo ulteriormente a fuoco –  è possibile notare che a ispirare il brillante disco di debutto, sono più che altro le canzoni di  Screaming Lord Sutch, il quale, in verità, ha  avuto diverse incarnazioni, non ultima “quella dentro gli anni ’80″.

L’album della consacrazione per la band giunge sugli scaffali nel 2009 e si chiama Primary Colors; l’intreccio di organetti e sintetizzatori del disco precedente si sgretola grazie al riverbero delle chitarre, divenute centrali nel nuovo corso, capaci di smantellare in un sol botto il suono grezzo e compiuto degli esordi; a ispirare questa volta ci pensano i Joy Division, i Bauhaus di Peter Murphy e udite udite… i Virgin Prunes! Madonna Santa! Accendete l’incenso e cominciate a sgranare il rosario, l’oscurità regna sovrana, ma la reiterazione psichedelica di alcuni passaggi grida quasi al miracolo, anche se “l’Apparizione della Vergine”, resta una chimera.

Vogliamo parlare del look? Gli Horrors incarnano alla perfezione l’immaginario gotico che c’è dentro ognuno di noi. Così, i capelli cotonati di Faris Badwan si infrangono nel trucco incipiente, le magliette attillate flirtano con gli skinny infilati dentro scarpe rigorosamente a punta; a definire il tutto, una magrezza imprescindibile, già perché solo Robert Smith a queste latitudini può permettersi qualche chilo di troppo…

Ai giorni nostri gli Horrors ritornano indietro – ancora una volta – per cercare nuovi orizzonti. I suoni declamanti della New Wave di fine anni 70 riemergono in tutta la loro potenza. Skying è il manifesto sul quale riscrivere quel periodo, grazie soprattutto alle fascinazioni elettroniche di gruppi come Simple Minds, Psychedelic Furs e Sad Lovers And Giants.

Giunti al terzo disco, i dubbi legati alla tenuta eventuale della band sono soltanto un ricordo; a confermare quanto affermato ci pensano i sold out in giro per il mondo oltre al successo di vendite del disco.

Come già detto, gli Horrors sono in Italia in questi giorni: il 22 hanno suonato ai Magazzini Generali di Milano, stasera bisseranno all’Alpheus di Roma mentre sarà L’Estragon di Bologna a chiudere il mini tour, domani 24 novembre.

Un filo di matita sotto gli occhi non me lo leva nessuno.

Ci si vede all’Estragon.

9 canzoni 9… “sgranando il rosario”

Lato A

Ulakanakulot • Virgin Prunes

Second Skin • The Chameleons

First and Last and Always • Sisters Of Mercy

Sumerland • Fields of the Nephilim

Lato B

Hanging Garden • The Cure

Helter Skelter • Siouxie and the Bunshees

Romeo’s Distress • Christian Death

Dark Entries • Bauhaus

Fields • Death in June