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Ferruccio Fazio, il ministro imprenditore che ha fatto affari con Don Verzè

Durante il governo di Silvio Berlusconi, la Tecnodim dell'ex titolare della 'Salute' ha visto proliferare il suo fatturato: dai 467 mila euro del 2008 al milione e settecentomila euro del 2010. Con la tomoterapia, forma di radioterapia poco diffusa in Italia

Ferruccio Fazio, il ministro imprenditore che ha fatto affari con Don Verzè

Nel mondo accademico e scientifico l’ex ministro della salute Ferruccio Fazio è conosciuto come il pioniere della tomoterapia. Ovvero una forma di radioterapia che, secondo gli esperti, consente di curare con maggior efficacia alcune forme di tumore. Per Fazio però la tomoterapia è diventata un’occasione di business personale. E a fargli da spalla, secondo quanto emerge dalle indagini sul dissesto del San Raffaele, c’era don Luigi Verzè, il prete manager (amico di lunga data di Fazio), finito anche lui sotto inchiesta per il buco da 1,5 miliardi euro nei conti del gruppo ospedaliero milanese.

Tutto ruota intorno alla società Tecnodim, un acronimo che sta per “tecnologie diagnostiche in medicina”. Ebbene, negli anni, a partire dal 2008, in cui Fazio è stato al governo con Silvio Berlusconi, la sua Tecnodim ha fatto affari d’oro con il San Raffaele. L’azienda fondata dall’ex ministro, che ha sede a Bologna presso il commercialista di fiducia di Fazio, si occupa in particolare della manutenzione delle sofisticate apparecchiature utilizzate per la tomoterapia. Tra il 2008 e il 2010 la Tecnodim ha visto crescere alla grande il suo fatturato. Dai 467 mila euro del 2008 si è arrivati al milione e settecentomila euro dell’esercizio scorso. Un gran balzo, soprattutto se si considera che nel 2006 e nel 2007, quando al governo c’era Romano Prodi, il giro d’affari non ha superato i 60 mila euro.

La crescita è anche spiegabile con la diffusione della tomoterapia in Italia. Nel 2006 il San Raffaele era l’unico ospedale a offrire questo tipo di cura sperimentata negli Stati Uniti. Ma con Fazio al ministero la nuova tecnologia ha trovato molti estimatori tra i primari da un capo all’altro della Penisola. E così adesso sono una quindicina i centri specializzati in cui è disponibile questa terapia. Come dire che per la Tecnodim le occasioni di affari, almeno in teoria, si sono moltiplicate. Fazio però respinge ogni sospetto di conflitto d’interessi. “Quando sono diventato ministro ho affidato l’azienda a mio figlio”, ha dichiarato al Fatto Quotidiano l’ex ministro. Che aggiunge: “Tutti i rapporti d’affari di Tecnodim con le strutture ospedaliere si sono svolti in assoluta trasparenza”. Fazio rivendica per sè come un grande merito lo sviluppo e l’introduzione in Italia della tomoterapia, che, sostiene, “ha portato enormi benefici ai malati di tumore”.

Sui benefici della nuova cura il dibattito è in realtà ancora aperto in ambito scientifico. Un fatto è certo però: lo sviluppo della tomoterapia ha portato nuovi affari alla Tecnodim, che ha mantenuto stretti rapporti soprattutto con il San Raffaele. Del resto Fazio non è esattamente uno sconosciuto nei corridoi dell’ospedale di don Verzè. Prima di approdare al governo, il fondatore della Tecnodim è stato a lungo il primario di medicina nucleare e radioterapia al San Raffaele. Negli anni scorsi, alcuni tecnici specializzati sono passati dal reparto di medicina nucleare dell’ospedale milanese all’azienda di famiglia di Fazio, dove hanno proseguito il loro lavoro con una casacca diversa. Per dirla con un termine (tristemente) in voga di questi tempi, il San Raffaele avrebbe fatto un outsorcing a favore dell’azienda del ministro.

C’è di più: tra le carte dell’ospedale spunta una fattura di 240 mila euro, che risale al 2010, per servizi, recita il documento, di “project manager per l’attività di ristrutturazione dei nuovi laboratori di medicina nucleare”. Va segnalato un altro fatto: le attività di manutenzione di apparecchiature radiologiche venivano pagate dal San Raffaele a multinazionali del calibro di Ge medical Systems (gruppo General Electric) anche se materialmente i lavori erano svolti da tecnici Tecnodim. L’azienda di Fazio nasce nel 1999 e sin da principio praticamente tutti gli azionisti sono targati San Raffaele, nel senso che lavorano o hanno lavorato nella struttura sanitaria alle porte di Milano. Tra loro Luigi Gianolli, attuale primario di medicina nucleare. E poi Adelmo Grimaldi, destinato a seguire Fazio come capo della segreteria del ministro. Una piccola quota viene acquistata anche da Mario Cal, il braccio destro di don Verzè morto suicida nel luglio scorso, quando le indagini della procura stavano per entrare nel vivo. Appena Fazio diventa ministro le sue azioni, oltre il 70 per cento del capitale, vengono prima girate al figlio Alessandro e poi intestate a una finanziaria del suo commercialista, Luigi Recchioni. Ma adesso che l’ex primario ha lasciato la poltrona di ministro tutto potrebbe tornare come prima. Compresi, forse, gli affari con il San Raffaele.

da Il Fatto Quotidiano del 23 novembre 2011


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