Spay in faccia a una manifestante. E' la foto-simbolo di Occupy Wall Street

NEW YORK – ”Guardate all’Italia, vi riguarda” perchè se “collassa l’Italia collassa l’euro e gli Stati Uniti non sono più al sicuro”. E, soprattutto, guardando l’Italia rischiate di guardare il vostro futuro se le cose non cambieranno. Roberto Saviano scende fra gli indignati di Zuccotti Park, porta loro il suo appoggio e la sua solidarietà. E lo fa con uno sguardo alle vicende italiane: “l’uscita di Berlusconi aiuta: ha mentito e ora il paese è in una situazione senza precedenti. Credo e spero che la mafia sia e sarà una delle priorità del nuovo governo”. Un governo che l’autore di Gomorra ancora non si sente di giudicare. E’ la soluzione “migliore”, ma dobbiamo dargli tempo, non troppo però”.

Saviano chiarisce che “ora non si sente di scendere” in politica e si dice “deluso” dal sistema e dalla crisi, frutto dell’avidità e del non aver creduto nello sviluppo ma solo nella possibilità di diventare ricchi, e dal modo in cui è stata ed stata affrontata. Ad ascoltarlo al quartier generale di Occupy Wall Street c’erano molti turisti italiani e fra il pubblico anche l’economista Nouriel Roubini, con il quale non è escluso che lo scrittore napoletano possa fare qualcosa insieme prossimamente.

Agli indignati americani parla di crimine organizzato e di mafia, che sono infiltrate nelle banche e hanno il denaro che manca alle aziende: i flussi di soldi criminali dopano i capitali, afferma Saviano. Li invita a ‘combatterè e ‘resisterè ed è convinto che, nonostante Zuccotti Park sia stata sbaraccata, la protesta andrà avanti e porterà i suoi frutti: “questo movimento – dice – sta cambiando il mondo, non poteva non essere così”, anche perchè questa protesta ha “qualcosa di bello”, ovvero parla a tutti, mette insieme la gente, è orizzontale nel suo modo di coinvolgere conservatori, liberali e progressisti. Gli indignati “non sono contro le regole sono per le regole, non sono per distruggere l’economia ma per salvarla: sono assolutamente dalla parte delle regole e della democrazia”. A preoccupare, negli Stati Uniti, – è l’analisi di Saviano – sono i Tea Party e i Repubblicani che “con il loro insistere sull’abolizione delle regole stanno spingendo gli Stati Uniti al disastro”. Poi fa una previsione: “guardando ai candidati repubblicani, ritengo che Obama ce la farà, anche se qui fra i ragazzi è molto criticato perchè si aspettavano di più”.

Saviano, in jeans e giubbotto rosso di pelle, parla per poco più di venti minuti, in inglese, senza microfono. A far riecheggiare le sue parole nella piazza sono le voci dei manifestanti che ripetono quanto dice in modo che tutti possano udirlo. “Quando ero bambino in Italia, parlavamo di ‘American Dream’ e immaginavamo una terra in cui talento e duro lavoro fossero abbastanza per trovare un posto nel mondo senza l’aiuto di famiglia e di politica. Ora non è più così. Nel protestare guardate all’Italia perchè quello che succede lì vi riguarda: per non “aver premiato il merito, per non aver investito nel talento, l’Italia sembra ora un paese in cui l’autorealizzazione è impossibile. L’unica possibilità è emigrare . E quando guardate all’Italia potreste guardare al vostro futuro. Ma in Italia c’è anche chi guarda va voi e mi augurano che riescano a fare le scelte che avete fatto voi”.

“Non c’è un mondo migliore. Ma c’è la possibilità di rendere questo mondo migliore. A una condizione: che è quello che volete veramente”. Saviano ringrazia, stringe le mani ai ragazzi che protestano, firma autografi. Il vostro invito mi ha stupito, commenta.