Ha già raccolto 300 firme in nemmeno 24 ore la proposta di legge depositata giovedì scorso in consiglio regionale dai consiglieri Andrea De Franceschi del Movimento 5 Stelle e Giovanna Meo dei Verdi, per l’estensione del parco regionale del Secchia.

Un’iniziativa trasversale agli schieramenti partitici di viale Aldo Moro tanto che sono già diversi i sostenitore in consiglio regionale: Naldi (Sel), Moriconi (Pd- Socialisti) e Sconciaforni (FdS): “L’iniziativa vuole essere la più trasversale possibile – conferma Defranceschi – il Movimento 5 stelle non è ideologico, guarda alle questioni concrete di volta in volta seguendo il suo programma. Per questo è stato condivisa con altri colleghi”.

Una proposta di legge che si richiama all’idea formulata nel gruppo consiliare di Rubiera 5 Stelle e dal consigliere Claudio Pifferi e che include nel parco regionale del Secchia anche le aree della Corte Ospitale e di Palazzo Rainusso. L’obiettivo è quello di tutelare due preziose porzioni del territorio reggiano dalle cementificazioni, programmate oltre 10 anni fa dalle giunte comunali che si sono susseguite.

Cementificazioni senza senso di oltre 15.000 mq di verde agricolo – prosegue Defranceschi – col vecchio trucco delle permute in “verde pubblico” del resto dell’area. Ma se le parole ingannano, non lo fa la matematica. Se da 200mila mq di terreno agricolo che pur sempre verde è, ne tolgo 15.000 per cementificarlo, ne avrò 185.000 e non più 200mila, lo si chiami agricolo o “verde pubblico”.

Nella seconda parte della proposta depositata, si preme per la tutela di tutta l’area intorno alla Corte Ospitale e Palazzo Rainusso che diventerebbe così parco regionale: “Tra l’altro i terreni agricoli privati interessati potrebbero accedere a fondi europei per lo sviluppo rurale e sostenibile. Quindi si tratta solo di cambiare marcia e mentalità sul modello di sviluppo: basta cemento e si punti su natura, agricoltura, cultura”.

Il progetto riguarda nel suo insieme il bacino fluviale del Secchia, con i comuni modenesi interessati oltre a quelli reggiani di Rubiera, Castellarano, Casalgrande, e parte dal percorso condiviso negli anni dai comuni della zona e dalle associazioni ambientaliste. La proposta andrà in discussione entro la fine dell’anno: “Le firme che stiamo raccogliendo – spiega il consigliere di Rubiera 5 Stelle, Pifferi – vengono da cittadini di ogni parte politica. Mi auguro che la giunta capisca che questa non è iniziativa “contro qualcuno”, ma a favore del territorio. Non esistono i diritti acquisiti di qualche edificatore. Rubiera non ha bisogno di appartamenti, esistono già tantissimi alloggi sfitti e si può trovare una soluzione per evitare questa inutile cementificazione programmata anni fa da un’altra giunta. Volere è potere. I cittadini si stanno muovendo”.

d.t.