Il volantino dell'inaugurazione della nuova sede di Forza Nuova Lario

Forza Nuova Lario apre una nuova sede in via Napoleona, la kasbah di Como. Dopo sei anni dalla chiusura della vecchia sede (e a meno di un anno dalle elezioni amministrative), questa mattina Forza Nuova ha inaugurato la propria sede comasca in una via ad alta concentrazione di immigrati. Un fatto che non è sfuggito all’attenzione delle organizzazioni antifasciste e a quelle più vicine alla sinistra radicale, che hanno espresso preoccupazione per una convivenza che si annuncia difficile.

La scelta della location è stata una casualità, come assicura Salvatore Ferrara, coordinatore regionale di Fn, intervistato da QuiComo.it: “è stata una scelta dettata dal destino – ha detto -. Ci interessa ripartire da qui per riprendere la via di Como ormai chiamata la via araba. Questo naturalmente facendo sentire la nostra presenza a tutti gli italiani che hanno abbandonato questa via, che ormai è diventata meta per negozi di kebab, massaggi cinesi, e durante la notte è diventata un luogo pericoloso”.

Tuttavia, quella sede di partito con tanto di insegna tricolore, aperta proprio accanto ad un rivenditore di kebab e a due passi da uno store indiano, stride un po’. Come si diceva, non sono mancate le polemiche, sollevate in particolare dalla sezione cittadina dell’Anpi, che ha pubblicato un documento durissimo sul ritorno a Como di Forza Nuova, facendo sapere di aver “appreso con viva preoccupazione l’apertura in Como, a partire dal 19 novembre, di una sede di Forza Nuova, movimento neofascista che ha dimostrato, in questi ultimi anni, la volontà di una restaurazione autoritaria contraria ai principi costituzionali di democrazia e libertà”. Secondo Anpi, Como è una città democratica, custode del monumento alla Resistenza europea, una città che “non può tollerare un simile affronto”. I rappresentanti dell’associazione nazionale dei Partigiani hanno dichiarato di aver fatto presente al Prefetto le loro preoccupazioni e di averlo “invitato ad attivare misure di vigilanza in una città per nulla interessata all’affermazione dei diritti di libertà anche di quella religiosa per gli islamici come i fatti dimostrano”.

Anche l’Arci di Como ha espresso le proprie preoccupazioni scrivendo al Prefetto della città lariana: “Forza Nuova è un’organizzazione dichiaratamente razzista ed è motivo di forte preoccupazione il fatto che vada ad insediarsi in un quartiere ad alta densità di immigrazione”. Poi hanno raccontato che non più di un mese fa la stessa organizzazione ha affisso un manifesto di provocazione sulla facciata di una sede Arci, in occasione di un’iniziativa della campagna per i diritti di cittadinanza organizzata a sostegno del diritto di voto amministrativo agli immigrati.

Parole a cui ha risposto lo stesso Salvatore Ferrara, che ha anche fatto accenno ai presunti problemi di convivenza con gli stranieri di via Napoleona: “Forza nuova ha dimostrato in questi anni la sua legalità e la sua voglia di fare politica al fianco e in difesa degli italiani – ha detto -, in maniera forte con le parole, ma senza accettare provocazioni. Rimandiamo ai mittenti la loro indignazione, dal momento che Anpi e altri centri sociali o politici ci tacciano sempre di fascismo, argomentazioni ormai datate, vecchie di oltre 75 anni, noi siamo Forza nuova, siamo un movimento del 2011, un movimento politico, identitario, in difesa e al fianco degli italiani”.

La scelta sarà stata anche dettata dal destino, ma un destino che calza a pennello rispetto alle esigenze di Forza Nuova, tanto che nel comunicato in cui si annuncia l’inaugurazione, pubblicato sul sito ufficiale del partito, si dice: “La nuova sede è proprio dove se ne sentiva di più il bisogno, nel cuore dell’area/ghetto del comune di Como, ormai completamente colonizzata da arabi, indiani, africani e cinesi, una zona lasciata da tempo a se stessa, nella totale indifferenza delle istituzioni: piazza san Rocco, precisamente in via Napoleona 1”.

Nello stesso comunicato Forza Nuova dice di porsi “come ultimo baluardo di civiltà in una società che sta scivolando sempre di più sul piano inclinato del relativismo morale, della decadenza e dell’inciviltà. In un mondo dove valori come Dio, Patria e Famiglia vengono dimenticati dai più”.

Insomma, una presenza che si annuncia non solo come “un presidio costante in quella zona – ormai degradata – della città”, ma sarà caratterizzata anche “da un’azione dinamica e propositiva”.