Tensione sempre più alta sul mercato dei titoli di Stato europei, con Parigi e Madrid che registrano spread record e spingono in ribasso le borse europee. Se, dopo la presentazione del programma del governo Monti, il differenziale tra Btp decennali e Bund è sceso sotto i 500 punti, dopo un massimo di giornata a 545 punti, nel mirino dei mercati sono soprattutto Francia e Spagna, che oggi hanno collocato entrambe titoli di stato. Ad accendere la miccia è stato un report di Fitch che minacciava un peggioramento dell’outlook delle banche Usa più esposte ai paesi dell’area euro. La giornata è quindi iniziata con lo spread tra gli Oat decennali transalpini e i bund che schizzava a un massimo storico sopra 200 punti, mentre lo spread tra Bonos spagnoli sfondava a sua volta la soglia tecnica e psicologica dei 500 punti per la prima volta dall’introduzione della moneta unica. Il morale è sceso ulteriolmente una volta pubblicati i risultati dei collocamenti. La Francia ha registrato un netto incremento dei rendimenti rispetto all’asta di ottobre (il tasso sui quinquennali, ad esempio, è passato dal 2,31% al 2,82%) e vede il suo rating ‘tripla A’ sempre più a rischio. Ma a preoccupare di più e la Spagna: non solo non è stato collocato per intero l’importo massimo offerto, pari a 4 miliardi, ma i rendimenti hanno superato quella soglia del 7% che spinse Portogallo, Grecia e Irlanda a chiedere aiuti. Le borse hanno reagito aggravando le perdite dopo una partenza già debole, influenzata dalla chiusura fiacca delle piazze asiatiche. A innervosire gli investitori sono inoltre le sempre maggiori divergenze tra Francia e Germania sul ruolo della Bce. Preoccupata dal balzo dei rendimenti, Parigi sta infatti appoggiando la richiesta statunitense di una Bce che agisca da creditore di emergenza come la Federal Reserve americana. Il cancelliere Angela Merkel, però, continua a non voler cedere e ha ribattuto che la soluzione della grande crisi potrà essere solo politica.

Intanto Piazza Affari ha chiuso in negativo (Ftse Mib -1,43%) tra scambi piuttosto fiacchi, pari a 1,7 miliardi di euro di controvalore, ossia 500 milioni in meno di quanto passato di mano nella vigilia. All’indomani del giuramento del governo Monti e in attesa del primo esame del nuovo esecutivo al Senato, le vendite hanno prevalso largamente sul listino delle blue chip. Sotto pressione Fonsai, Mediaset e Intesa Sanpaolo, mentre tra i pochi titoli in rialzo si è evidenziata Luxottica.

LA GIORNATA ECONOMICA ORA PER ORA

18.22 – Spread chiude a 494,7 punti base. Il btp e il bund tedesco archivia la seduta sotto i 500 punti base a 494,7. Il rendimento del decennale si attesta al 6,84%.

17.47 – Spread a 493 punti

17.34 – Piazza Affari chiude in calo. Chiusura di seduta negativa per la Borsa valori, che al pari degli altri mercati accusa i problemi della zona euro, oggi riacutizzati dall’aumento degli spread di Francia e Spagna. L’indice Ftse Mib segna così un calo dell’1,43%, a 15.198 punti, All Share -1,37%. Giù le banche, i tecnologici, Buzzi e Fonsai. Per Piazza Affari un’altra giornata nervosa e difficile. Questa volta nel mirino sono entrati i titoli di stato francesi e spagnoli, con lo spread schizzato a quota 200 e a 500 punti rispettivamente nel momento di maggior allarme. Per l’Italia, dopo un picco a 545 punti, lo spread e’ invece tornato sotto la soglia dei 500 punti. La Borsa pero’ e’ rimasta guardinga, poco propensa a prendere iniziative. Nessun aiuto da Wall Street, piatta nonostante le buone notizie macroeconomiche, con il calo dei sussidi settimanali di disoccupazione.

16.50 – Fmi: “Aiuti a Grecia dopo ampio sostegno politico”. Il Fondo Monetario Internazionale(Fmi) potrà concedere la prossima tranche di aiuti alla Grecia una volta che ci sarà un vasto appoggio politico sulle misure previste dal prestito. Lo ha detto il portavoce del Fmi, David Hawley. “Apprezziamo il nuovo governo di unità nazionale in Grecia perchè è un passo per una maggiore stabilità. E’ importante che il governo condivida l’impegno a attuare il programma economico”.

16.45 – Fmi: “Bene Monti, a novembre ispettori in Italia”. “La nascita di un nuovo governo dal progamma definito favorisce un chiarimento politico” e “costituisce un’evoluzione positiva” della situazione italiana. Lo ha affermato il portavoce del del Fondo Monetario Internazionale, David Hawley in una conferenza stampa tenuta oggi a Washington alla richiesta di commentare il varo dell’esecutivo guidato da Mario Monti. Nello stesso incontro con i giornalisti, Hawley ha anche annunciato l’arrivo della missione di ispettori dell’Fmi in Italia per la fine di novembre. Le visite della delegazione Fmi saranno a cadenza trimestrale, ha aggiunto Hawley, e saranno seguite dalla pubblicazione di una relazione.

16.36 – Fmi: “L’Italia non ha chiesto aiuto”. L’Italia non ha richiesto aiutial Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Lo ha detto il portavoce del Fmi, David Hawley.

16.34 – Borse europee in calo. Le Borse europee proseguono la seduta in calo dopo l’apertura in negativo di Wall Street. L’indice d’area Stxe 600 cede oltre un punto percentuale con le materie prime in affanno (sottoindice dj stoxx -2,7%). Londra (-1,40%) e Stoccolma (-1,18%) sono le Piazze che accusano la flessione peggiore. Milano perde lo 0,83%. A pesare sul Vecchio Continente lo spread dei ‘bonos’ e il petrolio stabilmente sopra i 100 dollari. In sofferenza anche i bancari (-2,10%) con Kbc (-7,37%) e Lloyd’s (-4,84%) in prima fila.

15.51 – Fitch: “Italia forse già in recessione”. Probabilmente l’Italia è già scivolata in recessione e il rallentamento dell’attività economica nell’Eurozona renderà il compito del nuovo governo Monti più difficile. Lo afferma Fitch, spiegando che potrebbe tagliare il rating dell’Italia se il Paese dovesse perdere acceso ai mercati per finanziarsi.

15.44 – Piazza Affari incerta. Piazza Affari incerta. Dopo unbreve rialzo gli indici sono tornati in negativo. Il Ftse Mib cede lo 0,41% a 15.354 punti e il Ftse All Share lo 0,43% a 16.133 punti. Resta sotto pressione FonSai (-3,55%) con Mediaset (-2,37%) e Finmeccanica (-1,97%). In evidenza, invece, Enel Green Power (+1,03%). Tra le banche la migliore è Unicredit (+1,07%).

15.43 – Fitch: “Governo Monti credibile”. Il governo Monti dimostrera’ la suacredibilità nel portare avanti le riforme economiche, fiscali e strutturali e ha il potenziale per rimanere in carica fino alle elezioni del 2013. E’ quanto afferma Fitch, sottolineando che il primo test per il nuovo esecutivo è assicurarsi un ampio sostegno parlamentare e popolare sul piano di riforme.

15.35 – Fitch: “Ok liquidità gruppi Italia”
I grandi gruppi italiani dotati dirating “non affrontano per ora preoccupazioni di liquidità” ma devono fare i conti con un “esteso periodo” di rialzo del premio che devono offrire agli investitori perchè sottoscrivano i loro bond. E’ quanto afferma l’agenzia di rating Fitch in un report. Secondo Fitch è “probabile” che i premi delle obbligazioni ‘corporatè italiane saranno superiori a quelli di altri concorrenti che hanno uguali livelli di rating anche se l’agenzia considera gli attuali equilibri di cassa, i flussi di cassa liberi previsti e le linee di credito a disposizione “robusti” fino alla fine del 2012. I profili di liquidità si dovrebbero dunque dimostrare “resistenti a un prolungato allargamento dei costi di funding e a qualsiasi interruzione nell’accesso ai mercati che si dovesse prolungare non oltre la parte finale del 2012”. Fitch fa due esempi del rialzo del costo delle emissioni per le nostre società, legato alle turbolenze che vive il nostro Paese sui mercati: Enel (‘A-‘) ha emesso in ottobre un bond da un miliardo di euro con una cedola del 5,75%, contro la cedola del 4,125% offerta dal bond da 1 miliardo a sei anni emesso in luglio. Telecom (BBB-) ha dovuto offrire il 7% sull’obbligazione a sei anni da un miliardo emessa a ottobre: molto di più del 4,75% offerto su un’obbligazione di durata superiore (7 anni) da 750 milioni offerta a marzo. “In ogni caso – – fa notare Fitch – il contagio è stato fino ad ora più una questione di prezzi piuttosto che di accesso” al mercato. Fitch ribadisce inoltre che “non ritiene un default dell’Italia un evento probabile”.

15.23 – Milano gira in positivo: +0,13%. Piazza Affari, assecondando i futures americani in rialzo, passa in terreno positivo. Il Ftse Mib sale dello 0,13% anche se le oscillazioni proseguono e il listino appare ancora volatile. Inverte rotta Unicredit (+1,53%) e Banco Popolare (+1,58%). Bene anche Eni (+0,57%), Pirelli (+0,51%). Sempre debole Fonsai (-3,55%).

15.09 – Spread a 494 punti

14.18 – Tasso Btp 7%, Spread giù a 500 punti dopo Monti. Il rendimento del Btp decennalescende sotto la soglia del 7% (al 6,87%), e lo spread con il Bund si restringe a 502 punti. In calo anche il rendimento della carta quinquennale italiana con segna un ribasso di circa 20 punti base al 6,74%. Si raffredda anche lo spread della Francia che torna sui 180 dal record di 203 e quello della Spagna che stringe sui 480 punti.

14.12 – Si normalizzano i differenziali di Italia, Francia e Spagna. Il rendimento del Btp decennalescende sotto la soglia del 7% (al 6,87%), e lo spread con il Bund si restringe a 502 punti. In calo anche il rendimento della carta quinquennale italiana con segna un ribasso di circa 20 punti base al 6,74%. Si raffredda anche lo spread della Francia che torna sui 180 dal record di 203 e quello della Spagna che stringe sui 480 punti.

13.57 – Dopo Monti, subito giù lo spread Btp-Bund. Il differenziale tra Btp decennali e Bund cala sensibilmente durante il discorso al Senato del neo premier Mario Monti, che sta illustrando il programma di governo. Lo spread è sceso a 505 punti base, dopo aver toccato un picco a 545 punti nel corso della mattinata. Il rendimento è sceso al 6,9%.

13.44 – Cgil, a fine anno tiraggio Cig 500 milioni di ore: “E’mostruoso”. Il tiraggio della cassa integrazione “negli ultimi mesi dell’anno tende ad aumentare e, prevedibilmente, il dato si attesterà sulle 500 milioni di ore effettivamente utilizzate”. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, commentando i dati diffusi oggi dall’Inps. Si tratta, spiega il sindacalista, di “100 mila in meno rispetto allo scorso anno ma pur sempre un dato mostruoso per il terzo anno consecutivo”.

13.30 – Record spread in Francia. Lo spread tra i bond francesi e i bund tedeschi tocca un nuovo record superando oggi i 200 punti. Il differenziale, che ha toccato un massimo di 204 punti, attualmente si colloca a 195 punti, il livello di apertura.

13.28 – Allarme in Spagna per l’aumento dello spread. Allarme in Spagna per lo spread, balzato al livello record di 499 punti, dopo che il tasso di interesse per collocare nell’asta di oggi 3,562 miliardi di euro è ormai al 7%. Per la stampa di Madrid, la Spagna è “in zona di salvataggio”, a tre giorni dalle politiche di domenica. “La crescita del premio rischio riguarda anche altri Paesi”,dice a El Mundo l’analista di Ig Markets Daniel Pingarron, “ma la velocità del rialzo di quello spagnolo è maggiore”, e, rileva il quotidiano un intervento della Bce ora è “urgente”.

13.20 – Ancora in calo le Borse europee. Alta tensione sul debito e future americani in calo. Su queste basi accelera la discesa delle Borse europee con Londra e Stoccolma che arrivano a cedere oltre il 2 per cento. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: Londra -2,17%, Parigi -1,60%, Francoforte -1,40%, Madrid -0,85%, Milano –0,30%, Amsterdam -1,39%, Stoccolma -2,29%, Zurigo -0,91%.

13.10 – Crisi, Rajoy: “Nessun vuoto di potere in Spagna dopo voto”. Il candidato premier del Partido Popular alle politiche di domenica, probabile futuro capo del governo secondo i sondaggi, Mariano Rajoy, ha escluso oggi che ci possa essere un vuoto di potere in Spagna dopo le elezioni e fino alla formazione del nuovo esecutivo se la crisi richiederà interventi urgenti. Il nuovo parlamento si riunirà il 13 dicembre e la formazione del nuovo governo non è prevista prima del 20. Con il premier uscente, il socialista Josè Luis Zapatero, ha detto Rajoy in una intervista alla radio privata Cadena Ser, sugli sviluppi della crisi “c’è un dialogo fluido” fin d’ora. “Se ci fosse qualche tipo di problema” prima della formazione del nuovo governo, “non credo ci sarà alcuna difficoltà – ha chiarito Rajoy – per raggiungere un accordo in difesa dell’interesse generale di tutti”. “Sono assolutamente convinto, ha aggiunto, che non ci sarà il minimo problema da parte sua o dalla mia”.

12.52 – Borse deboli a metà seduta. Resta debole il mercato azionario a metà seduta, di riflesso al rialzo degli spread per diversi paesi dell’area euro, in primo luogo Spagna e Francia. Resta alto anche il dato per l’Italia, a 533 euro, con rendimenti dei Btp al 7,1%. L’indice Ftse Mib cede l’1,27%, a 15.222 punti, All Share a -1,25%. Giù i bancari, Telecom, male Fonsai. Tra le banche Ubi perde il 2,2%, Intesa accusa un -1,8% il giorno dopo l’addio di Passera. Tiene Unicredit (-0,2%). Bpm sul -0,2% resta a 0,30 euro, prezzo dell’aumento di capitale. Fonsai accusa un altro passaggio a vuoto (-5,8%) dopo il taglio del rating da parte di S&P e coinvolge Premafin con un -3,3%. Tra gli altri titoli guida, Telecom cede il 2,9%, nell’energia giu’ A2A per un report negativo, male i cementi. Tod’s perde il 3,2%. Torna a perdere Prelios (-7,2%).

12.50 – Ministro Economia tedesco: “Sbagliato acquistare titoli di Paesi deboli”. Il ministro dell’Economia tedesco Philipp Roesler ha criticato stamani il continuo acquisto di bond dei Paesi deboli dell’eurozona, come l’Italia, da parte della Banca centrale europea. La Bce è certamente indipendente, ha precisato il ministro parlando al forum economico organizzato a Berlino dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung, ma si possono valutare criticamente alcune decisioni dei difensori della moneta di Francoforte. Roesler ha messo in dubbio che sia intelligente comprate titoli di Stato togliendo così la pressione degli interessi sul debito a Paesi come l’Italia. In questo modo “c’è il pericolo” che si riduca la pressione per le politiche di risparmio. Berlino, ha infine polemizzato il ministro, detiene sempre il 27,1% del capitali della Bce, ma ha solo un voto. “E la Germania in queste scelte ogni volta è messa in minoranza”, ha concluso Roesler.

12.46 – La situazione dello spread in Italia, Francia e Spagna. Lo spread Btp-Bund si mantiene sui 525 punti, mentre il differenziale tra i titoli decennali di Francia e Germania si è spinto fino al picco di 203 punti per poi oscillare a ridosso di quota 200, e quello della Spagna è a un passo dalla soglia dei 500 punti (a 497,1). Da segnalare anche il record dei credit default swaps sulla Francia: i contratti che misurano il rischio debito sovrano sono saliti di 11 punti base a 238.

12.44 – Ministro finanze tedesco: “Italia non ha bisogno di Fondo Salva Stati”. La situazione creata dall’aumento dei rendimenti dei Btp “è poco gradevole” ma “un paese con le capacità dell’Italia è in grado di gestirla senza alcuna difficoltà nel breve periodo”. E’ il commento di Joerg Asmussen, segretario di stato del ministero delle Finanze tedesco. Per l’esponente del governo Merkel che dal prossimo primo gennaio assumerà l’incarico di capo economista presso la Banca centrale europea “non esiste un’ipotesi Efsf” per il nostro paese nonostante l’impennata dei tassi di interesse del debito italiano.

12.41 – Borsa, Europa ancora in rosso. Piazze finanziarie europee ancora caratterizzate dai ribassi. Fin dall’apertura i principali indici continuano a muoversi in territorio negativo e ampliano le perdite. Alle 12.30 circa Milano lascia sul terreno l’1,28% a 15.221 punti, mentre Parigi cede l’1,45%. Ribassi di oltre un punto percentuale per Francoforte (-1,06%) Amsterdam (-1,13%) e Londra (-1,48%), cali frazionali per Lisbona e Madrid che perdono entrambi lo 0,75%.

12.36 – Anche Barroso incontrerà Monti. Il presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso “ha invitato” il premier italiano Mario Monti a Bruxelles, ma “al momento non c’è ancora una data precisa dell’incontro”. Lo ha detto la portavoce dell’esecutivo Ue, Pia Ahrenkilde, precisando che “Barroso ha parlato della questione nella conversazione telefonica che ha avuto con Monti lunedì scorso”. In un messaggio su Twitter, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha annunciato questa mattina che la prossima settimana avrà un incontro a Bruxelles con il nuovo premier italiano.

12.25 – Merkel: “Bce non è soluzione a problemi Eurozona”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito stamani a Berlino che la Banca centrale europea (Bce) non può essere la soluzione per la crisi del debito. Se la politica crede che la Bce possa risolvere il problema della debolezza dell’euro diventando prestatore di ultima istanza, ha detto Merkel secondo quanto riporta la Dpa, cerca di persuadersi di una cosa che non si realizzerà.

12.20 – Passera: “Nessun conflitto di interesse”. ”Sono solo ministro di questi due ministeri e non ho niente a che fare con altro”. Così il neoministro allo Sviluppo e alle Infrastrutture, Corrado Passera, risponde ai giornalisti che gli chiedono delle critiche sul suo conflitto di interessi per la partecipazione di Intesa Sanpaolo in Alitalia e Ntv. “Vedrete coi fatti”, ha aggiunto.

12.15 – Euro in lieve calo dopo aste titoli Spagna e Francia. Euro in lieve arretramento dopo il balzo dei rendimenti registrato alle aste di titoli di stato francesi e spagnoli svoltesi oggi. La moneta comune passa di mano per 1,3474 dollari e 103,71 yen, poco al di sotto dei livelli dell’apertura.

12.09 – Merkel: “Italia è Paese forte”. ”L’Italia è un Paese forte con una buona base economica”. Lo ha detto stamani la cancelliera tedesca Angela Merkel parlando al forum economico organizzato a Berlino dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Il nuovo governo italiano secondo la cancelliera deve “sfruttare velocemente la forza economica del paese” per superare la crisi. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Angela Merkel, incontrando gli industriali a Berlino.

12.02 – Ocse, crescita terzo trimestre, traina Giappone. La crescita media del Pil nell’area Ocse nel terzo trimestre rispetto al trimestre precedente è stata pari allo 0,6% trainata dal Giappone che ha registrato un aumento del Pil dell’1,5%. Lo rileva l’Ocse precisando che nell’area euro e nell’Unione europea ci si è limitati a una media di crescita dello 0,2%. Per l’Italia non è disponibile il dato del terzo trimestre. La Germania ha segnato una crescita congiunturale del Pil dello 0,5% così come il Regno Unito mentre la Francia ha registrato un +0,4%. Su base tendenziale la crescita del Pil nei paesi Ocse nel terzo trimestre è stata dell’1,8% mentre nell’area euro e nell’Unione europea è stata dell’1,4%. Il dato migliore nel terzo trimestre rispetto al terzo trimestre del 2010 è stato quello della Germania (+2,6) mentre il Giappone ha registrato un -0,2%.

11.51 – Francia, asta coperta ma salgono tassi bond a 5 anni. La Francia è riuscita a collocare quasi il massimo importo programmato di 7 miliardi di euro nell’asta odierna di titoli a breve e medio termine: Parigi ha infatti assegnato in totale 6,976 miliardi di euro, ma per i titoli a 5 anni il rendimento medio è salito al 2,82% dal 2,31% del 20 ottobre scorso. ROMA, 17 NOV – Nello specifico, il Tesoro franceseha piazzato titoli a 5 anni per 3,332 miliardi con un rendimento medio del 2,82% e per 1,625 miliardi al tasso del 2,71%. Per i bond scadenza 2013 (950 milioni) il rendimento è stato pari all’1,85% e per quelli 2015 (1,069 miliardi) del 2,44%. Annunciata una nuova asta per il 21 novembre con l’emissione di titoli a 3 mesi per 4,5 miliardi, a 6 mesi per 1 miliardo e a 1 anno per 1,5 miliardi.

11.32 – Debolezza economica per nove famiglie su 10. Oltre nove famiglie italiane su dieci si trovano in condizioni di “debolezza economica”. Una su quattro non è in grado di affrontare spese impreviste. Emerge da uno studio del Forum Ania-Consumatori in collaborazione con l’Università di Milano si 3.202 capi famiglie, presentata oggi a Roma. Il 94% dei nuclei familiari, infatti, potrebbe essere in difficoltà di fronte a shock economici come la perdita del posto di lavoro, infortuni o malattie.

11.20 – In peggioramento le borse europee. Le Borse in Europa ampliano le perdite con i rendimenti dei Bonos decennali spagnoli a livelli record e lo spread tra i titoli governativi a 10 anni di Francia e Germania sui massimi. Ecco gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: Londra -0,96%, Parigi -1,13%, Francoforte -0,60%, Madrid -0,67%, Milano -0,97%, Amsterdam -0,95%, Stoccolma -1,43% e Zurigo -0,52%.

11.18 – Male l’asta dei titoli di Stato spagnoli. Non è andata bene l’asta di titoli decennali della Spagna che ha registrato un balzo dei rendimenti ai massimi dal 1997 e un calo della domanda senza riuscire, così, a collocare il massimo ammontare previsto. Madrid ha collocato 3,56 miliardi di euro (la forchetta di offerta era compresa tra 3 e 4 miliardi) e il rendimento medio è salito al 6,975% dal 5,433 dell’ultima asta del 20 ottobre scorso. Il rapporto tra domanda e offerta è calato a 1,5 da 1,7 precedente.

11.07 – Passera: “Ora si inizia a lavorare”. “Abbiamo fatto il primo passaggio di consegne e ora si inizia a lavorare”. E’ quanto ha affermato il neoministro allo Sviluppo economico e infrastrutture, Corrado Passera, incontrando i giornalisti al termine del passaggio di consegne con il ministro allo Sviluppo economico uscente, Paolo Romani. “L’impegno più immediato – ha aggiunto – è capire. Cambierà tutto ciò che serve per creare sviluppo sostenibile e trovare tutte le opportunità per creare posti di lavoro nel nostro Paese”. Rispondendo infine ai giornalisti che gli chiedevano se il superministero che accorpa le competenze di Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti non sia troppo gravoso, Passera ha affermato: “L’impegno ce lo metterò tutto”.

11.06 – Van Rompuy: “Prossima settimana Monti a Bruxelles”. Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ed il nuovo premier italiano Mario Monti si incontreranno la prossima settimana a Bruxelles. Lo ha annunciato lo stesso Van Rompuy in un messaggio su Twitter. Il presidente della Ue ha avuto un colloquio telefonico con il premier Mario Monti, nel corso del quale è stato concordato un incontro a breve, entro la prossima settimana. “Ho piena fiducia che l’Italia saprà risolvere i suoi problemi”, ha detto Van Rompuy su Twitter.

11.04 – Merkel a Monti: “Abbiamo sfide comuni in Eurozona”. Abbiamo ”sfide comuni”nell’eurozona. Lo afferma la cancelliera tedesca Angela in una mail inviata a Mario Monti e riportata dall’agenzia Bloomberg, sottolineando come il presidente del consiglio italiano debba fare fronte a riforme “decisive e necessarie”. ”Lei assume l’incarico in un tempo difficile per il suo Paese, come anche per l’eurozona tutta, che orienta su di lei grandi speranze e aspettative. Compete a lei e al suo governo approvare e realizzare le misure di riforma decisive e necessarie” ha scritto la cancelliera tedesca Angela Merkel al primo ministro italiano, chiedendogli di attuare subito le riforme: “”Tu e il tuo governo siete chiamati a decidere rapidamente ed applicare misure di riforma cruciali e necessarie”, ha detto il cancelliere in una lettera di congratulazioni al premier che oggi illustrerà il programma di governo al Senato.

11.00 – Spread spagnolo sopra quota 500. Lo spread tra ‘Bonos’ spagnoli decennali e Bund tedeschi equivalenti ha sfondato quota 500 punti per la prima volta dall’introduzione dell’euro. Oggi Madrid ha collocato titoli a dieci anni per 3,562 milioni di euro a un rendimento del 7,088%, il più alto di sempre.

10.57 – Schizza lo spread tra Btp e Bund: quota 545. Continua ad allargarsi lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi, che è salito a 545 punti dopo i risultati dell’asta di titoli di stato decennali spagnoli. Il rendimento dei Bonos oggi ha superato la soglia critica del 7% per la prima volta dall’introduzione dell’euro.

10.56 – Spagna colloca 3,5 miliardi di bond. La Spagna ha collocato ‘bonos’ decennali per 3,562 milioni di euro a un rendimento del 7,088%, record dall’introduzione dell’euro. Un rendimento superiore al 7% viene considerato la soglia critica che ha spinto paesi come la Grecia e il Portogallo a chiedere aiuti internazionali.

10.53 – Sale ancora lo spread: raggiunta quota 536. Mattinata nel segno dei ribassi per Piazza Affari che, dopo una partenza in rosso, non riesce nel rimbalzo e continua ad ampliare le perdite. Alle 10 l’indice Ftse Mib perde lo 0,90%, poi in una manciata di minuti dimezza i ribassi, ma alle 10.47 l’indice principale perde l’1,50% a 15.187 punti mentre il differenziale tra Btp decennali e bund tedeschi torna sopra quota 535 punti. In flessione anche gli altri indici europei.

10.51 – Milano ampia perdite. Piazza Affari amplia il calo (-1%)con vendite a pioggia su tutto il listino. Colpite Fonsai (-2,08%), Tod’s (-2,18%), Telecom (-2,17%) e Ubi (-2,15%). Girano in calo anche Unicredit (-0,27%) e Fiat (-0,73%).

10.49 – Mussari (Abi): “Il 28 novembre sarà Btp-Day”. ”L’iniziativa di lanciare un appello affinché gli italiani acquistino il debito pubblico del Paese testimonia una ritrovata voglia d’impegno che non può cadere nel vuoto. E’ positivo che molte banche abbiano subito aderito alla giornata del Bot e del Btp, che potrebbe essere fissata il prossimo 28 novembre, rinunciando per quell’occasione alle commissioni connesse all’acquisto dei titoli di Stato”. Lo scrive il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari in intervento sul Corriere della Sera, il quotidiano che ha fatto sua la proposta partita dalla società civile. L’acquisto del debito pubblico “non basta, altre decisioni si impongono, e spettano alla politica”, scrive Mussari sottolineando il “sostegno pieno” al nuovo governo. Tuttavia, “da qualche parte si deve pur trovare una pietra su cui far presa per ripartire, un momento in cui muoversi tutti insieme per dire che l’Italia sta cambiando. Basta una scintilla, o anche uno scatto d’orgoglio come questo”.

10.47 – Tlc: Calabrò: “Spingerò per decisione su tariffe terminazione”. “Spingerò perché si prenda una decisione” sulle tariffe di terminazione fisso-mobile. Lo ha detto il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, a margine di un convegno. “Sono sempre stato determinato – ha proseguito – ci hanno convocato per una audizione e per rispetto al Parlamento finora abbiamo rinunciato”.

10.37 – Sorpresa in Inghilterra: salgono vendite al dettaglio. Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna hanno segnato un rialzo mensile dello 0,6% nel mese di ottobre, in accelerazione rispetto al +0,5% di settembre. Gli analisti avevano previsto un calo dello 0,2%.

10.30 – Record spread spagnolo. Lo spread tra i titoli di Stato spagnoli a 10 anni e quelli tedeschi, ha raggiunto questa mattina il nuovo massimo storico di 475 punti, il livello più alto dalla creazione dell’euro nel 1999. Il cosiddetto rischio paese ha segnato un nuovo picco poco prima che l’asta di titoli a dieci anni, con la quale il Tesoro spera di collocare circa 4.000 milioni di euro. L’interesse che il governo spagnolo dovrà pagare agli investitori sarà dei 6,5 per cento.

10.28 – Corte Giustizia Ue: multa da 30 milioni all’Italia. La Corte di giustizia europea ha condannato oggi l’Italia a pagare alla Commissione Ue una multa di 30 milioni per non aver recuperato presso i datori di lavoro gli aiuti, in forma di sgravi fiscali, per contratti di formazione lavoro. Inoltre, l’Italia dovrà pagare altre multe per ogni semestre di ritardo nel recupero degli aiuti.

10.27 – Borsa, Hong Kong chiude in calo. Chiusura in rosso per la piazza finanziaria di Hong Kong dove l’indice Hang Seng archivia la seduta a 18.817,47 (-0,76%), dopo aver oscillato tra 18.958,97 e 18.657,74 punti.

10.26 – Germania, Moody’s ribbassa rating banche regionali. L’agenzia di rating Moody’s ha rivisto al ribasso il rating di alcune banche regionali tedesche, in alcuni casi fino a tre livelli, precisando però che la nuova valutazione non ha a che vedere con la crisi del debito. Tra le banche più colpite la BayernLB, la LBBW, la NordLB e la Bremer Landesbank, il cui rating è stato ribassato di tre livelli. Dovranno probabilmente pagare di più per rifinanziarsi anche Helaba, HSH e SaarLB, declassate di due livelli. Anche se la particolare struttura azionaria delle banche regionali tedesche potrebbe proteggerle dall’esposizione al mercato creditizio interbancario. Rimane improbabile che il governo tedesco intervenga a sostegno degli istituti di credito colpiti, in gran parte a maggioranza pubblica, direttamente o indirettamente. Le nuove regole stabilite dalla Germania per la liquidazione delle banche prevedono infatti una maggiore partecipazione degli azionisti alle perdite di quanto non fosse in precedenza.

10.21 – Spread Btp – Bund scende a quota 525. Lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano continua la sua altalena: dopo esser salito fino a 532,83 punti, ora è sceso a 525,35 punti. Il rendimento dei Btp ora è calato al 7,04%.

10.18 – Bce acquista titoli di Stato italiani. La Bce sta intervenendo sul mercato secondario per acquistare titoli di stato italiani. E’ quanto riferiscono alcuni trader, secondo quanto riporta Reuters.

10.14 – Borse europee estendono perdite, Parigi la peggiore. A un’ora dall’apertura le borse europee estendono le perdite. I mercati sono in attesa di dettagli sui piani anti crisi di Italia e Grecia e sono preoccupati dalle tensioni tra Francia e Germania sul ruolo della Bce e dall’allarme di Fitch sull’esposizione della banche Usa verso i titoli di Stato dell’eurozona. A guidare i ribassi è Parigi, che cede l’1% sulla scia dei livelli record toccati dallo spread tra i bond transalpini e i bund tedeschi. Il più colpito dalle vendite è il comparto bancario, con Credit Agricole a -2,97%, Bnp Paribas a -2,73% e SocGen a -2,21%. Sono invece gli industriali a pesare su Francoforte, con il Dax che arretra dello 0,86%. Peggiore del listino ThyssenKrupp (-4,53%), con forti flessioni anche per Infineon (-4,16%) e Bmw (-3,82%). Vendite diffuse in modo analogo su tutti i settori a Londra, che lascia sul terreno lo 0,63%. In calo rispettivamente dello 0,56% e dello 0,30% Piazza Affari e Madrid. Giù dell’1,31% l’Ase di Atene.

10.09 – Spread francese supera quota 200. Continua ad allargarsi lo spread tra titoli di Stato francesi e Bund tedeschi equivalenti, che oggi ha toccato un nuovo record a 201 punti base, superando per la prima volta la soglia dei 200 punti. Il rendimento è al 3,78%.

10.00 – Sale ancora lo spread per Francia e Spagna. Non si ferma l’impennata dello spread per i titoli di Stato francesi e spagnoli. I primi hanno raggiunto la quota storica dei 200 punti, mentre i titoli spagnoli hanno toccato i 475 punti. In attesa delle aste di oggi di Madrid (Bonos fra 3 e 4 miliardi) e Parigi (6-7 mld su scadenze 2013 e 2016), sale la pressione sull’obbligazionario: il rendimento dei Bonos ha raggiunto il 6,60% portando lo spread con il Bund sopra i 480 punti base (486). Ai massimi il differenziale tra gli Oat francesi e il Bund che ha superato i 200 punti.

09.53 – Financial Times: “I tecnocrati prendono il timone dell’Italia”. ”I Tecnocrati prendono il timone dell’Italia”. Così il titolo dell’apertura di oggi del Financial Times che nel raccontare la giornata segnata dalla nomina del nuovo governo Monti, sottolinea il “plauso dei leader europei e lo scetticismo dei mercati”. Il quotidiano finanziario sottolinea anche la scelta di Monti di assumere la guida del ministero dell’Economia e di nominare Corrado Passera al “superministero che unisce industria e infrastrutture”, e mette in evidenza il commento del leader dell’Idv Antonio di Pietro: “Finalmente abbiamo un governo competente, non uno di nani e ballerine”.

09.50 – Borse europee, chiudono in calo Shanghai e Hong Kong. Chiusura in calo per le piazze cinesi, influenzate dal cattivo andamento di Wall Street e dall’allarme di Fitch sull’esposizione delle banche Usa verso i titoli di Stato dei paesi dell’eurozona. L’Hang Seng di Hong Kong cede lo 0,76%. Lo Shanghai Composite Index perde lo 0,16% ai minimi di tre settimane.

09.44 – Scontro continuo tra Francia e Germania sul ruolo Bce. La nomina di Mario Monti alla guida di un esecutivo di tecnici in Italia e la fiducia concessa dal parlamento greco al governo Papademos potrebbero non essere sufficienti a calmare i mercati al termine di una delle settimane più convulse della storia dell’eurozona. Sulla moneta comune si sta infatti allargando l’ombra di un conflitto sempre più aperto tra Francia e Germania sul ruolo della Bce nella gestione della crisi. Preoccupata dagli spread e dai rendimenti record registrati negli ultimi giorni dai propri titoli di Stato, Parigi sta cercando di convincere Berlino a modificare i trattati per consentire all’Eurotower di fungere da creditore di emergenza per gli stati in crisi. Si tratta di una soluzione fortemente caldeggiata dagli Stati Uniti, che vorrebbero una Bce che pompi liquidità nel sistema attraverso misure di alleggerimento quantitativo sul modello della Bank Of Japan o della stessa Federal Reserve. “Sono fiduciosa che la Bce prenderà le misure necessarie per assicurare la stabilità finanziaria dell’eurozona, il ruolo della Bce non è solo assicurare la stabilità dell’euro ma anche la stabilità finanziaria dell’eurozona”, ha dichiarato la portavoce del ministro del Bilancio francese, Valerie Pecresse, commentando il forte rialzo del differenziale tra bond transalpini e bund tedeschi, da lei definito “ingiustificato”. Il ministro delle Finanze francese, Francois Baroin, ha rilanciato ieri l’idea di fornire l’Efsf, il fondo salva-stati europeo, di licenza bancaria, in modo da aumentarne la capacità effettiva attraverso la leva.

09.40 – La posizione della Germania. La Germania, però, continua a non voler sentir parlare di un Eurotower che crei inflazione e insiste sull’austerità e le riforme come uniche strade per calmare gli investitori. “Dal nostrio punto di vista, sulla base dei trattati la Bce non ha la possibilità di risolvere determinati problemi”, ha ribadito ieri il cancelliere Angela Merkel. Le ha fatto eco il suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, che ha definito una Bce sul modello Fed come “la soluzione sbagliata” alla crisi, nonche’ “fonte di problemi nel lungo termine”. Continua intanto con sempre maggiore insistenza il pressing della Casa Bianca. “Finché non metteremo in campo un piano concreto e strutturato che mandi un chiaro segnale ai mercati che l’Europa è schierata in difesa dell’euro, continueremo ad assistere alle turbolenze di mercato di questi giorni”, ha affermato Barack Obama dall’Australia. E gli ultimi dati macroeconomici, con inflazione in calo nonostante l’ingente liquidità pompata dalla Federal Reserve nel sistema, e vendite al dettaglio in rialzo, parrebbero dargli ragione. Quel che è certo è che, con la Germania ai ferri corti anche con Londra e un’incrinatura dell’asse Parigi-Berlino è l’ultima cosa della quale hanno bisogni i mercati.

09.41 – Apertura in rosso anche per le banche. Piazza Affari inizia la mattinata all’insegna della volatilità, con gli indici che, dopo un avvio in rosso, sono rientrati in territorio positivo per poi riscendere in calo. A mezz’ora dall’inizio delle contrattazioni, il Ftse Mib perde lo 1,25% a 15.222 punti, mentre l’All Share è in calo dell’1,15% a 16.011 punti. Il listino italiano, come le altre piazze europee, è nervoso in attesa delle aste di titoli di stato francesi e spagnole previste per oggi, oltre che dei dati macro su disoccupazione e costruzioni che arriveranno nel pomeriggio dagli Usa. In calo il settore creditizio: Intesa Sanpaolo, dopo l’addio del consigliere delegato Corrado Passera, perde l’1,63%; giù anche Unicredit, che lascia l’1,27%, mentre Mps perde l’1,84%. Piatta la Bpm; in calo, invece, il risparmio gestito. Flette l’energia: Enel perde l’1,01%, Tenaris l’1,74%. Male A2A (-3,52%), maglia nera del paniere principale dopo la bocciatura di Exane, che ha rivisto a underperform il proprio giudizio sulla multiutility, ribassando a 0,85 euro il prezzo obiettivo. In calo l’industria, con Fiat che perde l’1,46% e Finmeccanica giu’ del 2,09%. Giu’ anche Pirelli (-1,02%) e Ansaldo Sts (-0,21%). In deciso calo Telecom ITalia (-2,34%). Scivola il lusso: Tod’s perde l’1,84% e Luxottica lo 0,79%.

09.38 – Allarme Fitch per esposizione banche Usa verso paesi euro. Fitch potrebbe ridurre da ‘stabile’ a ‘negativo’ l’outlook di alcune grandi banche Usa a causa della loro esposizione ai titoli di Stato dei paesi dell’Eurozona. Lo si legge in una nota dell’agenzia di rating, che teme un effetto contagio. “Se la crisi del debito non verrà risolta in modo tempestivo e ordinato, le prospettive generali per le banche statunitensi si offuscheranno – afferma Fitch – I rischi di uno shock negativo stanno aumentando”. Il report di Fitch è stato tra i fattori che hanno portato ieri Wall Street a una chiusura in netto calo. Sulla scia dell’allarme dell’agenzia, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno infatti lasciato sul terreno rispettivamente il 4,2% e l’8%. Non è ancora noto in modo preciso l’ammontare dei bond dell’Eurozona nel portafogli degli istituti di credito americani, che negli ultimi mesi hanno comunque ridotto sensibilmente l’esposizione verso Paesi come la Grecia. Il timore è invece che dall’Italia il contagio si allarghi a Francia e Germania, due paesi dove le banche Usa hanno sensibilmente aumentato gli investimenti nel corso dell’ultimo anno.

09.30 – Leggero calo dello spread, che tocca quota 525.

09.10 – Apertura in rosso per le Borse europee. Avvio negativo per i listini europei. Maglia nera per Francoforte che cede lo 0,69% a 5.872 punti, seguito da Londra (-0,56% a 5.477) e Parigi che perde lo 0,44% a 3.051 punti. In flessione anche Amsterdam (-0,44%).