La storia che state per leggere narra di una vecchia, rossissima Casa del Popolo in un crocevia di Pistoia, di una cooperativa di genitori con figli disabili (la Don Chisciotte), di un cuoco appassionato (Alessandro, che di cognome fa Borrelli, ma con cui non ho legami nel modo più assoluto, giuro!), e di una fatina, Chiara, più la varia umanità del quartiere, vera anima del posto.

La fatina protagonista si chiama Chiara Belliti. Di mestiere fa la editor (e anche di gran classe), ma è innamorata del volontariato, del suo quartiere in periferia di Pistoia (Capostrada, dove si diramano le strade che portano a Bologna e Modena), della cucina a kilometri zero, dei libri e della gente.

Suo padre era un medico chirurgo che la gente di Capostrada l’aveva visitata tutta e Chiara è rimasta attaccata a quei luoghi (abita ancora lì) e a quelle persone.

La Casa del Popolo (poi circolo Arci, poi cooperativa Don Chisciotte), pur malandata, era ancora l’ombelico della vita di Capostrada, eppure: “Un giorno mi dico che è giusto che in un Circolo si vada avanti a partite di tressette, merende grasse, cicchetti, bocce e bestemmie, ma forse un briciolo di cultura non avrebbe danneggiato nessuno, anzi”, racconta Chiara.

Chiara non ci sta a vedere invecchiare nell’inedia il luogo quasi magico della sua infanzia, dove si cantava Bella Ciao e l’Inno dei Lavoratori e si brindava e mangiava tutti assieme.

Con un ‘manipolo’ di volenterosi – dal presidente della Cooperativa, Marcello Magrini, ai ragazzi (che gratuitamente servono ai tavoli) assieme a fornitori-sponsor (librerie, fornai, pasticcieri, gelatai, macellai, affinatori di formaggi…) – il vecchio Circolo diventa un bar, una biblioteca (la Don Chisciotte) e un ristorante (il Sancho Panza, e chi se no?). “Improbabili avventori prendevano i libri in prestito, trattandoli come fossero preziosi. Certo, qualche pagina tornava sporca di unto o di vino, ma eran tutti suggelli di Dio.”, continua a raccontare Chiara. Un giorno le viene in mente di far venire scrittori – gente che parla bene! – che avrebbero avuto piacere a chiacchierare e mangiare un boccone con tutti loro, a Capostrada, periferia di Pistoia.

La cosa piace tanto alla comunità che cominciano ad arrivare nomi noti: da Allan Bay (un mio personale idolo, perché non so cucinare) a Igles Corelli (completamente gratis, comprese le materie prime, e ha portato con sé tutta la sua squadra), e poi Chiara Rapaccini (una vera forza della natura come disegnatrice e scrittrice, nonché compagna di Monicelli), Elena Varvello, Giuseppe Cederna, Lidia Castellani, Federico Baccomo e tanti altri con una storia speciale da raccontare.

Il tutto si autofinanzia, perché chi si ferma a cenare con l’ospite di turno – intervistato da Chiara in uno spartano due-poltrone-due-billy-e-una-lampada-Ikea -, paga una quota (davvero minima per la qualità del cibo offerto) che copre tutte le spese del circolo. La tv locale (Tvl) riprende la serata integralmente (la trasmissione s’intitola Biblioteca da Bar) e tutti rimangono felici e contenti. L’intero guadagno va in libri e in corsi per i ragazzi: della serie ‘pane&cultura’.

Ora a Pistoia e dintorni si fa a gara ad essere in calendario alla Don Chisciotte.

Sono ripartiti giovedì 17 con il programma per la nuova stagione, organizzando un dibattito pubblico su poesia, scrittura, amicizia, cooperazione, romanzi, cibo, idee, sogni e desideri. Sono già in scaletta Marco Missiroli, Lucio Cavazzoni (di Alce Nero), Daniele Brolli (di Comma 22), Pierfrancesco Pacoda, di nuovo la Rapaccini e ancora tanti altri.

Chiara, la fatina – della cui amicizia sono onorata – ha anche detto: “In questa squinternata Casa del Popolo c’è il futuro del mondo. A noi, il melting pot ci fa un baffo. Il vecchio e il nuovo si fondono straordinariamente, diamo da mangiare agli affamati, compreso un ragazzo africano ospite fisso a carico nostro. Ho imparato tanto in questo nostro microcosmo, compreso che spesso i ‘diversi’ sono quelli ‘normali’.”

È proprio una bellissima storia.

di Marika Borrelli