Nella vicenda dei 13 nomi selezionati dal Comune di Bologna e anticipati dall’ex assessore comunale Antonio Amorosi, la procura di Bologna – si apprende oggi – ha aperto alcuni giorni fa un fascicolo conoscitivo e presto l’ex assessore, membro per pochi mesi della giunta ai tempi di Sergio Cofferati, verrà sentito dai magistrati di piazza Trento Trieste.

Amorosi aveva anticipato i nomi dei vincitori in una lista pubblicata sul sito affaritaliani.it. Lista che ha coinciso in tutto e per tutto con le nomine comunali. Tredici su tredici. Su questa vicenda la procura aveva già aperto un fascicolo conoscitivo, senza indagati, né ipotesi di reato, in seguito alla diffusione della notizia apparsa sul blog di Amorosi, sul quale l’ex assessore aveva pubblicato il bando di procedura di selezione per titoli e i curricula dei dirigenti che poi sono stati effettivamente selezionati.

Un atto dovuto, quello della procura, in seguito alle accuse lanciate dall’ex assessore. Gli inquirenti hanno scaricato tutte le informazione contenute nel blog, e presto Amorosi verrà sentito dai magistrati, per valutare le sue affermazioni. L’obiettivo della procura è anche quello di capire se di vero concorso si tratta, o semplicemente di una selezione. In quest’ultimo caso, infatti, è probabile che reati non siano configurabili, ma un problema politico si pone. Perché, infatti, creare un’apposita selezione se i nomi sono già stati decisi? Ieri il sindaco di Bologna Virginio Merola ha parlato di una semplice “coincidenza”, ma a logica e secondo statistica, si tratta di una giustificazione debole. Difficile, infatti, che su 275 curricula presentati tra il 1 e il 12 ottobre scorso, siano stati selezionati proprio quei tredici indicati da Amorosi, non uno di più, non uno di meno.

L’ex-assessore Amorosi, il 2 novembre scorso, aveva infatti pronosticato la nomina di 13 persone sul sito affaritaliani.it, facendo nomi e cognomi. Merola preannunciò querela e ieri in commissione comunale, il primo cittadino oltre a confermare la volontà di procedere all’azione legale nei confronti di Amorosi, ha dovuto ammettere che le nomine sono proprio quelle pronosticate. “Sulla coincidenza che i nomi siano quelli anticipati a mezzo stampa la prendo come tale: una coincidenza. Le procedure seguite, non hanno fatto alcun papocchio ma sono state molto rafforzate rispetto alle normative vigenti”, ha detto Merola.

La difesa del sindaco è che comunque non si tratterebbe di un concorso. Merola ha spiegato che la giunta ha pubblicato un bando anche se non era obbligata a farlo. Non si trattava – ha spiegato in sostanza Merola – di un concorso, i contratti in questione sono di diritto privato e la selezione poteva essere condotta, se si fosse voluto, dal solo Direttore generale, Giacomo Capuzzimati. “Sono state formate invece apposite commissioni – ha spiegato il sindaco – anche con professionisti esterni chiamati a valutare i candidati”.

Secondo Amorosi, invece, “vengono richiesti profili per singole posizioni così dettagliati da coincidere perfettamente con i dirigenti del Comune che già ricoprono quei ruoli e che alla pari di altri professionisti aderiscono al concorso e ai colloqui orali, tra lo sconforto dei partecipanti esterni che sanno che non c’è gara”, aveva scritto l’ex assessore nel suo articolo del 2 novembre.

Ora rimane aperta la questione di altri tre incarichi da dirigente in ballo. Anche per queste tre nomine, per le quali le procedure termineranno il 18 novembre, Amorosi ha già vaticinato i tre nomi. “Il Comune di Bologna ha già bandito tre concorsi per dirigenti di mobilità, sicurezza e ambiente che col 99% delle probabilità dovranno essere vinti dagli attuali che ricoprono l’incarico”, scriveva Amorosi.

Comunque, i risultati della “selezione per i profili di alta specializzazione” da assumere con contratti a tempo determinato nell’amministrazione, ha portato alla “vittoria” di quei tredici nomi, che già lavoravano per il Comune e ora, dopo le accuse di Amorosi e le “coincidenze” evocate dal sindaco, il dubbio che comunque tutto fosse stato deciso rimane.