Il governo berlusconiano al crepuscolo continua a calpestare la memoria delle vittime del nazifascismo. Rischia infatti di essere cancellato il progetto ‘Un treno per Auschwitz‘, che da sette anni parte da Carpi a fine gennaio in concomitanza con la Giornata della Memoria. La causa, stando alla risposta del viceministro dei Trasporti Aurelio Misiti ad un’interrogazione del Pd, sarebbe la minore disponibilità di treni dovuta all’entrata in vigore del nuovo orario e alla dismissione di convogli obsoleti: “Ferrovie dello Stato ha pensato che si è reso necessario ridimensionare i programmi che, considerato il carattere di straordinarietà, non hanno impatti sulla mobilità della clientela abituale, come quelli relativi ai treni charter utilizzati, tra l’altro, per il progetto in argomento”.

La notizia segue quella del taglio operato da un altro Ministero, quella della Cultura di Giancarlo Galan, di 50mila euro di contributo annuale per il parco della pace di Sant’Anna di Stazzema, il paese della Versilia dove il 12 agosto del 1944 i nazifascisti compirono una delle stragi più efferate della Seconda guerra mondiale (link al pezzo).’Un treno per Aushwitz’ è organizzato con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica per non dimenticare i luoghi simbolo dell’Olocausto. Dalla stazione ferroviaria di Carpi migliaia di ebrei e nemici politici, fra cui Primo Levi, internati dal dicembre 1943 all’ agosto 1944 nel campo di concentramento della frazione di Fossoli, partirono per i lager di tutta Europa.

Il progetto ha finora permesso di visitare il campo di sterminio polacco a 4mila studenti, 300 docenti, un migliaio di giornalisti, scrittori e musicisti. Ora, a due mesi dalla partenza prevista per il prossimo 25 gennaio, arriva una doccia fredda che potrebbe mettere a rischio analoghi viaggi della memoria organizzati da Enti e sindacati, dalla Cgil Lombardia alla Provincia di Milano, dalla Regione Piemonte alla Toscana passando per la Provincia di Torino.

Secondo quanto scrivono nell’interrogazione parlamentare i deputati Pd Manuela Ghizzoni, Emanuele Fiano e Silvia Velo “la motivazione del diniego opposto da Trenitalia risiederebbe nel danno di immagine che l’azienda genericamente, subisce ogni anno per le lamentele e per le richieste di risarcimento danni avanzate dai promotori dei viaggi della memoria in merito a disservizi e disagi sopportati dai partecipanti durante il viaggio (carrozze non riscaldate, bagni senza acqua).

Trenitalia attribuisce la responsabilità di tali inefficienze alla rete ferroviaria austriaca che ha una tensione elettrica più bassa di quella italiana e, di conseguenza, quando i treni oltrepassano la frontiera alcune carrozze vanno in blocco e così rimangono per tutta la durata del viaggio fino al ritorno in Italia”. Gli organizzatori hanno sempre sborsato cifre significative: ad esempio i 100mila euro versati lo scorso anno dalla Fondazione ex campo di concentramento di Fossoli che, se dovesse rivolgersi a compagnie ferroviarie straniere, non potrebbe sostenere un tale aggravo di costi.

La risposta del governo, affidata al viceministro Aurelio Misiti, parla invece di una “riorganizzazione di Ferrovie dello Stato dell’offerta base di media e lunga percorrenza che sarà attuata con il nuovo orario del prossimo dicembre, nonché della concomitante programmata dismissione di una parte del parco rotabili, divenuta ormai indifferibile in considerazione della sua vetustà, si determinerà una minore disponibilità di materiale rotabile di Trenitalia”. Da qui il sillogismo che considera rottamabile il viaggio della memoria: ”Pertanto, in questa prospettiva, al fine di assicurare la regolare effettuazione dei collegamenti previsti nella programmazione ordinaria dei servizi di trasporto passeggeri, Ferrovie dello Stato ha rappresentato che si è reso necessario ridimensionare i programmi che, considerato il carattere di straordinarietà, non hanno impatti sulla mobilità della clientela abituale, come quelli relativi ai treni «charter» utilizzati, tra l’altro, per il progetto in argomento.

Pur senza omettere di considerare l’indiscutibile valore etico e formativo di tale progetto- ha concluso il viceministro – devo comunque comunicare che Ferrovie dello Stato non ha potuto dare corso alla contrattualizzazione di tutte quelle richieste che comportavano l’esigenza di disporre di convogli dedicati, soprattutto per periodi di tempo prolungati, tra le quali rientra anche l’iniziativa in parola. Tuttavia il Governo, data l’importanza etica e culturale del progetto formativo, organizzerà un incontro tra il Ministero dei Trasporti e Trenitalia spa al fine di dare una risposta positiva alle richieste che provengono dalle associazioni interessate”.