Dopo l’inchiesta Mediatrade, l’attenzione della Procura di Roma si sposta sulla Rai. I pm vogliono verificare se l’azienda di Stato abbia comprato film a prezzi maggiorati, rispetto a quelli di mercato. Per questo, la Guardia di Finanza due giorni fa è entrata negli uffici di “Rai cinema” e “Rai spa” e ha sequestrato la documentazione sugli acquisti di diritti tv, per prodotti cinematografici da trasmettere in televisione e nei cinema, e ha aperto un’indagine, al momento contro ignoti. Sono stati prelevati i contratti stipulati negli ultimi otto anni, per un giro d’affari da decine di milioni di euro. Probabilmente nei prossimi giorni saranno sentiti anche i direttori generali di viale Mazzini in carica nel 2003.

L’indagine punta a verificare l’esistenza o meno di un meccanismo di sovrafatturazione sulla compravendita dei diritti tv: tra i reati ipotizzati c’è l’evasione fiscale, la truffa e il falso in atto pubblico. I pubblici ministeri titolari del fascicolo sono gli stessi che si sono occupati dell’indagine sui diritti tv pagati da Mediatrade (società del gruppo Mediaset), chiusa prima dell’estate: tra le dodici persone indagate sono stati rinviati a giudizio il figlio del premier Pier Silvio Berlusconi e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Tra gli imputati c’è anche il produttore Frank Agrama, un egiziano che vive a Los Angeles e si occupa di tenere i rapporti con le majors. Il processo inizierà il 22 dicembre 2011 davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano, mentre l’attività istruttoria dei pm sul caso Rai, prenderà il via quando la Guardia di Finanza consegnerà ai magistrati la prima informativa sul materiale sequestrato.