Va bene che il mondo della politica ha regole sue proprie; va bene che gli estranei a questo mondo non le conoscono; va bene che, anche se le conoscono, poi non le capiscono. Ma la crisi finanziaria questo ha avuto di buono: quando mancano i soldi i teatrini si svuotano e gli impresari sono protestati. Qualcuno finisce anche in galera; e tutti si prendono pomodori in faccia.

Gabriella Carlucci, nota per qualche trascorso televisivo, è passata all’Udc; con lei c’era Alessio Bonciani, che di Tv non ne ha fatta. Altri fuggiaschi li hanno preceduti, ne ha fatto il conto Marco Travaglio qualche giorno fa; e altri li stanno seguendo in queste ore. Nella migliore tradizione marinara, il capitano vuole affondare a tutti i costi con la sua nave (una cosa scema, ma un po ’ lo riscatta dagli errori che l’hanno portata contro gli scogli); e i topi, che su quella nave si sono ingrassati (sia pure con gli avanzi), scappano arrampicandosi gli uni sugli altri. C’è poco da stupirsene, non si tratta di peculiarità della politica: gente così si trova dappertutto.

Quello che proprio mi lascia interdetto è che ci siano altri capitani di altre navi che questi topi se li pigliano, gli danno da mangiare e, anzi, gli promettono anche qualcosa di meglio degli avanzi; che so, un posto sul cassero. A che gli può servire imbarcare questi naufraghi volontari così particolari? Non lo sanno che, appena anche questa nuova nave sarà in pericolo, i topi (che sanno nuotare benissimo), la abbandoneranno; e che così faranno anche quando passerà nei pressi una nave più grande e che offre qualche avanzo migliore?

Ecco, a pensarci bene, lo sanno benissimo. Ma ragionano così. La nave mi serve per fare soldi, per menare una bella vita, andare in giro per il mondo e atteggiarmi a potente della terra. Nell’ambiente degli altri capitani come me la grandezza e l’importanza della nave è valutata sulla base della quantità di topi che si porta appresso: tanti topi significa tanti avanzi; tanti avanzi significa abbondanza; abbondanza significa appunto grandezza e importanza.

Quindi ben vengano i topi. Non contano niente, non aiutano la nave ad andar per mare, anzi rosicano e sporcano; però servono. Gli darò da mangiare tutto quello che posso, baderò a evitare di finire sugli scogli e starò alla larga dalle navi più grandi. Naturalmente questi sogni spesso non si avverano: naufragi e sfide con navi più grandi sono all’ordine del giorno; e tanti capitani, presto o tardi, finiscono male. Ma i topi se la cavano sempre. E siccome tanta gente se ne accorge che i topi hanno successo, il numero delle persone che decidono di trasformarsi in topi cresce ogni giorno. Altro che popolo di eroi! Popolo di roditori stiamo diventando!

Adesso che l’apologo è terminato, vediamo di trarne qualche conseguenza. Sei televisioni e un numero imprecisato di giornali hanno fatto sfracelli. Grandi Fratelli, Isole dei Famosi, Porte a Porte, Tg da Minculpop e articoli da killer hanno obnubilato una considerevole quantità di cittadini; e mi sa che alcuni li abbiamo perduti per sempre. Però una buona quantità non è stata infettata; e un’altra parte sta guarendo per via di una terapia d’urto a base di spread a quasi 500 e anche perché amorevolmente assistita da medici che saranno anche bravi (Fmi e Bce, per non parlare di Angela e Nicolas) ma che restano un po’ invadenti.

Queste persone sono mature per una grande e pacifica rivoluzione: imbarcarsi su navi senza topi, ma con un equipaggio affidabile. Che, fuor di metafora, significa votare per partiti che facciano piazza pulita non solo di delinquenti ufficialmente qualificati come tali, di delinquenti in via di conclamazione e di amici e fiancheggiatori di delinquenti; ma anche di gente da poco, professionisti della politica senza competenze professionali, piccole celebrità prive di cerebro, specialisti in chiacchiere, oratori da pance e non da teste. Insomma, partiti che si presentino con una lista di persone conosciute più o meno; ma con accettabili garanzie di integrità, intelligenza e professionalità.

Siccome non tutti i mali vengono per nuocere, l’attuale esecrata legge elettorale, può favorire questa rivoluzione. Pochi si fermano a pensare che il porcellum sarà anche una schifezza, ma che un vantaggio ce l’ha. Può (potrebbe se fosse correttamente utilizzato) eliminare la compravendita dei voti, i boss locali che si presentano con il loro “pacchetto”, le promesse illecite, gli adempimenti ancora più illeciti, in una parola il voto di scambio. Che è ancora il metodo più usato per arrivare in Parlamento.

I partiti potrebbero presentarsi con una lista di persone e non di topi. I cittadini potrebbero percepire che questo è il segnale del cambiamento, l’unico autentico perché non formato da chiacchiere, proclami, programmi pronti a essere ignorati il giorno dopo le elezioni. Certo, non sarà il partito dell’amore e della gnocca a rinunciare a piduisti, mafiosi e mignotte. Ma Idv, Pd e Sel potrebbero; anzi, dovrebbero proprio; gli errori passati a questo servono: a evitare di commetterli di nuovo. E che il cosiddetto Terzo polo affondi con il suo carico di topi migratori.

Il Fatto Quotidiano, 10 novembre 2011