“How many roads must a man walk down before you can call him a man?”
(Quante strade deve percorrere un uomo prima di poter essere chiamato “uomo”?)

Così cantava il grande Bob Dylan nel 1962 in Blowin’ in the wind… e mai domanda sembra oggi più azzeccata di questa, davanti al triste, patetico e per certi versi drammaticamente ridicolo epilogo del governo Berlusconi. L’interrogativo andrebbe girato non già al prode Silvio (a cui di domande i giudici ne fanno già abbastanza), ma ai suoi lacchè: dovevamo arrivare a questo punto per cominciare a comportarci da persone adulte? Dovevamo arrivare a questo punto per cominciare a dire di no in modo responsabile? Dovevamo arrivare a questo punto per darci una mossa? The answer is blowin’ in the wind... la risposta soffia nel vento.

E in effetti bisogna cambiare aria.

In queste ore gli eventi precipitano. Come direbbe Eraclito: panta rei… tutto scorre. Per questo motivo dobbiamo essere cauti nei giudizi.

Il berlusconismo non è un movimento politico, ma una religione. Tra gli adepti vige il timoroso rispetto del dogma papale (anzi, papale papale) e l’ipse dixit ha regnato sovrano fino a pochi giorni fa. Poi si sono manifestati gli eretici (i traditori) che adesso sbucano come funghi apocrifi proponendosi come eroi anti sistema. Iconoclasti last minute che osano ribellarsi al Grande Capo…

In realtà, più che di paladini della patria parlerei di piccoli topi che abbandonano la nave che affonda. Lo stesso premier uscente (quanto mi piace questo aggettivo…) fugge da se stesso e diventa favorevole all’ipotesi di un governo di transizione guidato da Mario Monti.

Colpo di scena: viene da dire… che uomo! Che senso dello Stato! Lui sì che ha percorso le strade di Dylan ed è maturato… Ma poi, analizzando bene la situazione, la frase giusta diventa: che parac…!

Visto che il Pdl si sta sfaldando e che il governo Monti con ogni probabilità si farebbe comunque, meglio stare dentro la partita per poi giocarsi la carta dell’assunzione di responsabilità nella futura campagna elettorale.

Come perdere l’occasione di rifarsi il look?

È finita l’era dell’enfasi spaccona, del delirio di onnipotenza manifestato nei talk show e disegnato sui volti da un sorriso sardonico perennemente presente, è tramontata l’arroganza linguistica del potente che sa di essere tale e deride e insulta l’avversario; da oggi inizia il medioevo del finto perbenismo, del falso fair play suadente e untuoso,, del “volemose bene” di circostanza…

Un passo indietro per andare avanti… una frenata per accelerare… gli ossimori si sprecano, anzi si spreadano…

Chissà se il disperato popolo italiano si berrà anche questa ennesima bufala berlusconiana… credo di sì, anche se spero di no. Staremo a vedere.