Dopo aver ottenuto solo 308 voti alla Camera sul Rendiconto dello Stato, Silvio Berlusconi si è recato dal presidente della Repubblica che è riuscito a fargli dire che rimetterà il mandato a manovra e legge di stabilità approvate.  Sarà vero? Non avrà ragione Di Pietro a temere un nuovo mercato delle vacche come nel dicembre 2010?

Batti il ferro finché è caldo…

Consapevole del voto
che il governo che piloto
ha ottenuto in Parlamento,
preoccupato del momento

che richiede una risposta
della Ue alla proposta,
completato il mio dovere
che è l’Europa persuadere

che in Italia è tutto ok,
ritornando qui da Lei,
nostro capo dello Stato,
le rimetterò il mandato…
”.

Entusiasmo, acclamazioni:
Si è dimesso Berlusconi!
Un governo a larghe intese
salverà questo paese!

E’ un ingenuo che ci crede
e ritien degno di fede
questo ignobile caimano
che ha fregato l’italiano

in passato mille volte,
con veloci giravolte,
con smentite, con pretesti,
retromarcia disonesti,

con trucchetti da carogne,
scuse, sordide menzogne.
Ha ingannato Berlusconi
gli elettori creduloni,

mogli, capo dello Stato,
chi con lui s’era alleato,
i capoccia della Ue,
le sue donne, i suoi lacché,

la Giustizia, la Finanza
e fin gli uomini di panza.
Con la sua storia pregressa
manterrà quella promessa?

Al buon senso non par vero.
Con Verdini messaggero
al mercato delle vacche
comprerà vecchie baldracche

in politica migranti,
servitori, lestofanti,
gente senza dignità
oggi qui, domani là,

in funzion della mercede.
E alla fine che succede?
Con il voto in Parlamento
di quel maxiemendamento

sosterrà ch’è il salvatore
dell’Italia tricolore,
dell’Europa, del mercato,
che nessun l’ha sfiduciato

e non si è mai visto che
sfiduciato sia un premier
senza un voto in Parlamento.
Questo è un golpe, Giorgio, attento!

dirà al capo dello Stato.
Forse è tutto esagerato
e il doman sarà men brutto,
ma è ben esser pronti a tutto!