Berlusconi non ha più la maggioranza, la conta delle pecore in Parlamento si è fermata a 308, un numero leggermente superiore a quello degli spartani alle Termopili, ma che richiama con forza la Peugeot… quasi un monito simbolico a ricordare l’ombra incombente della Francia dell’amico Sarkozy.

Il numero 308 è magico: per la Smorfia napoletana, 3 rappresenta la gatta, 8 la madonna… potrebbe voler dire “Madonna! C’è la gatta”… forse una traccia della Merkel che con Sarkozy ci ha messo lo zampino. E il bello è che non c’è nemmeno il lardo… lardo… parola stimolante… anagrammandola si ottiene “ladro”… roba che è già più facile da reperire.

Ma non è tutto. La somma 3 + 8 dà 11, numero che rappresenta “i topolini”… però 1 è “l’Italia” e 11 può anche essere visto come Italia-Italia… per cui, tutto sommato (e “tutto sommato” non è male come battuta in questo contesto), nel 308 sono presenti dei topolini italiani, altrimenti detti “le pantegane dell’Enotria”.

Chi sono questi roditori? Considerando che la differenza 8 – 3 = 5 richiama “la mano” o più semplicemente un Canale in mano (per l’appunto) al presidente del Consiglio e che 30 sono “le palle del tenente”, tutto ciò potrebbe significare che i sorci inseguiti dalla gatta a bordo della Peugeot o sono quelli che si riconoscono in Canale 5 e sono tenuti insieme dalle palle del ‘tenente’, oppure sono quelli che militano nelle file della Lega (in questo caso si può parlare di “sorci verdi”).

Ovviamente, queste sono solo supposizioni che magari divertono, ma lasciano il tempo che trovano.

Quello che deprime, invece, è il drammatico problema di fondo: Berlusconi ha ritardato le dimissioni, rivelando nuovamente la sua indole antidemocratica e – al di là delle sue dichiarazioni che sostengono il contrario – il suo amore (obbligato e smisurato) per la cadrega. Ormai è un tutt’uno con lo scranno. Per eliminarlo bisognerebbe abolire la figura del primo ministro. Occorrerebbe cioè buttare il bambino coi panni sporchi, metafora in cui il bambino è, comprensibilmente, la carica di presidente del Consiglio.

Per il momento B. si è salvato in calcio d’angolo e punta ai supplementari (so che adora questi paragoni calcistici). Per l’occasione ha varato una nuova concezione politico-istituzionale: il governo di minoranza (concetto che, collegato alla situazione del bulbo capillare del capo, potrebbe essere definito “minority riport”). Tale nuova formula di potere esecutivo sarebbe giustificata dal fatto che vanno approvate le misure richieste dall’Europa, perché sono arrivati ordini precisi, ci vuole responsabilità e le opposizioni devono dare una mano… cioè in pratica occorre un governo di larghe intese con Berlusconi inamovibile nel ruolo di premier. Una bella trappola. In Italia sono i topi che mettono le trappole e le persone ci cascano. Non prendiamoci per il c…: le stesse misure così necessarie possono – se devono – essere approvate da un altro governo non guidato da lui…

Ha ragione Bersani: non è finita.

Io mi aspetto un colpo di coda. Perché con questa mossa da scafato scacchista (d’altronde in Russia avrà pure imparato qualcosa…) B. ha preso tempo. Era quello che gli serviva: tempo per riflettere e tempo per agire. Adesso conosce la situazione (se l’è appuntata, alla Mourinho, sul taccuino) e correrà ai ripari… c’è una lista di traditori, vanno fatti due conti per risalire la china e i soldi non mancano.

Perché ci sono cose che non si possono comprare… ma non sono queste.

E vedrete che (e sarò solo lieto di essere smentito e di essere giudicato cattivo se non pessimo profeta) “Berlusconi risorgerà più bello e più potente di prima”.

Bravo! Grazie!