Dentro a Villa San Martino il bunga bunga. Fuori, invece, vita difficile per i clienti delle prostitute. O, come direbbe l’avvocato Niccolò Ghedini, per i loro utilizzatori finali. Perché ad Arcore il Consiglio comunale ha adottato il nuovo regolamento di polizia urbana. Che all’articolo 34 prevede una norma per contrastare il degrado causato dall’ “attività di meretricio”.

Le strade nei dintorni della residenza del premier, insomma, sono frequentate da donne di vita, per lo più straniere. E visto che le lamentele dei cittadini vanno avanti, il sindaco del Pd Rosalba Colombo ha proposto le nuove regole. Votate all’unanimità dai consiglieri, senza distinzioni di colore politico. Così d’ora in poi “in tutto il territorio comunale è fatto divieto di arrestare la marcia del veicolo per contrattare o concordare prestazioni sessuali, ovvero intrattenersi, con soggetti che esercitano attività di meretricio su strada”. Chi va in giro in auto per le strade di Arcore, senza poter contare su un invito del Mora o del Fede di turno, deve stare attento: “Consentire la salita o la discesa dal proprio veicolo di uno o più soggetti sopraindicati con­ferma in modo palese l’avvenuta violazione” del regolamento. E quindi rischia di essere punito con una sanzione dai 75 ai 450 euro.

FEBBRAIO 2009: BERLUSCONI, MARA CARFAGNA E L’APPROVAZIONE DEL DDL ANTI-PROSTITUZIONE

E il Cavaliere, che per avere aiutato e difeso Ruby a modo suo ora è a processo per prostituzione minorile e concussione? Cosa ne penserà di questo inasprimento contro gli utilizzatori finali meno facoltosi di lui, che magari si devono accontentare di un’auto anziché di un lettone di Putin? “Berlusconi ad Arcore per me non esiste – risponde con un certo fastidio il sindaco -. Per me è un cittadino. Punto e basta”. E ancora: “Chi se ne frega di quello che faceva là dentro. Basta accomunare Arcore al bunga bunga”.