Genova docet. O almeno dovrebbe. Ha spaventato tutti in questi giorni quanto accaduto in Liguria. Per la prima volta tutti i miei bambini sapevano esattamente cos’è accaduto: “Sai maestro sono morte sei persone. Ho visto in televisione che mostravano le immagini scattate dai cellulari. A noi può capitare?”.

In queste ore il sindaco di Genova è sotto accusa per non aver fatto chiudere le scuole. Ma ci siamo chiesti se dovesse capitare nei nostri paesi un’alluvione, un terremoto cosa accadrebbe. Le nostre scuole sono sicure, hanno tutte le carte in regola?

Qualche settimana fa sono stato in un plesso scolastico da libro “Cuore”: una di quelli ancora con le porte di legno, gli infissi delle finestre con qualche spiffero e rigorosamente senza ascensore. Eh sì perché la metà delle scuole italiane secondo il rapporto di Cittadinzattiva “Sicurezza, la qualità e il comfort degli edifici pubblici” sono state costruite prima del 1974. Edifici vecchi dove ormai si stacca l’intonaco dalle pareti cadendo sulla testa dei ragazzi.

Non solo. Dati allarmanti arrivano da Legambiente che nel suo dodicesimo rapporto sull’ecosistema a scuola, presentato l’ottobre scorso, ha evidenziato “che i comuni capoluogo di provincia le cui scuole sono oggetto dell’ indagine dichiarano di avere più del 40% di scuole in zone a rischio sismico, circa il 10% in aree a rischio idrogeologico ed il 7,54% a rischio vulcanico”.

Sul sito del Miur, Ministero istruzione università e ricerca, il settembre scorso è apparso un comunicato ove si annunciava che finalmente l’anagrafe degli edifici scolastici è completata ma “attualmente l’anagrafe può essere consultata e aggiornata on line dalle istituzioni competenti”.

Ma perché non renderla pubblica? I genitori dei bambini hanno diritto di sapere in che scuola vanno i loro figli. A Genova non è stato fatto allarmismo e ora si piangono le vittime. Noi maestri continuiamo a fare prove di evacuazione compilando moduli ove scriviamo: zero feriti, zero morti. Gli allievi escono tutti in fila, silenziosi. Eppure sempre secondo il rapporto di Cittadinanzattiva su 4944 scuole prese in esame solo il 37% ha il certificato di agibilità statica.