Le dimissioni del premier Silvio Berlusconi per ora sono solo annunciate, ma a Bologna c’è già chi festeggia. A partire dai consiglieri regionali riuniti a viale Aldo Moro per l’assemblea, che armati di Ipad e cellulari sempre connessi hanno seguito le votazioni a Roma minuto per minuto. Al momento decisivo alcuni non son riusciti a trattenere l’emozione: “È andato sotto il governo!”.

La notizia ha fatto presto il giro dei banchi, mettendo in fibrillazione l’intera aula e costringendo il presidente dell’assemblea Matteo Richetti a richiamare i consiglieri come fanno gli insegnanti per riportare il silenzio in classe. “Chiedo scusa, ma c’è un po’ di emozione” si è giustificato il capogruppo del Pd Marco Monari, tra i sorrisi compiaciuti del democratici e gli sguardi torvi dei pidiellini. I festeggiamenti si sono poi spostati alla buvette, dove c’è chi giura aver visto stappare bottiglie di prosecco.

Dalla periferia al centro di Bologna, il crollo della maggioranza a Montecitorio tiene banco anche tra i bar e le vie intorno a Piazza Maggiore. Anche se in pochi sono sorpresi: “Mi aspettavo uno scossone già ieri – dice un giovane elettore di centrosinistra – ora l’alternativa c’è ed è un centrosinistra guidato da Nichi Vendola, appoggiato da una squadra forte”. Il nome del governatore della Puglia è sulla bocca di tanti. Ma c’è anche chi tira fuori l’ex premier Romano Prodi, ma “solo come tecnico”. E chi invece vede nella persona di Mario Monti l’autorevolezza giusta per traghettare l’Italia in un momento difficile come questo: “Serve un governo tecnico per riformare la legge elettorale e ridare così dignità agli elettori.”. Guidato da chi? “Mario Monti mi sembra la figura più seria”.

E se sui nomi non c’è accordo, l’ipotesi delle dimissioni del premier unisce tutti, elettori di destra e di centrosinistra. “Sarebbe onesto se si dimettesse subito” dice una signora correndo verso la fermata dell’autobus. “Spero che lasci nelle prossime ore, per poi andare a un periodo di transizione prima delle elezioni” spiega uno studente pugliese. “Se non ci sono i numeri è inutile fare inciuci – ammette con un pizzico di rassegnazione un elettore di centrodestra – il problema è trovare un altro nome: in questo momento sarebbe come fare sei all’Enalotto”. E qualcuno è anche più pessimista: “Dopo Berlusconi ci sarà il baratro – azzarda uno – Un’amministrazione guidata da Vendola, Bersani e Di Pietro non durerebbe neanche un anno”.

il video è di David Marceddu