A pochi minuti dal voto alla Camera decisivo per la sorte del governo Berlusconi, i “malpancisti” che arrivano a palazzo Grazioli trovano il Cavaliere che maneggia un foglietto. Uno schema a tutta pagina con alcuni punti interrogativi in evidenza. “Prendo la fiducia? Lascio? Governo tecnico? Reincarico?”. A ogni domanda il Cavaliere ha inserito sul foglio una risposta, un percorso, evidenziando – riferisce chi è stato in via del Plebiscito – i pro e i contro delle ipotesi in campo.

Dal Pdl riferiscono che ieri sono state affrontati tutti gli scenari possibili e il presidente del Consiglio ha continuato a ripetere di avere intenzione di andare avanti. Anche oggi il premier ha ribadito di voler andare alla conta: devono avere la forza per buttarmi giù, mi devono far cadere, non sono uno che si arrende dall’oggi al domani, è il ragionamento del Capo dell’esecutivo che in questi giorni sta ascoltando tutti i ‘fedelissimi’ per poi trarre le conclusioni. I vertici di via dell’Umiltà sono convinti che si supererà l’asticella dei 310 voti. Il timore, però, è che il Quirinale possa tornare a invocare garanzie di governabilità.

Agli ospiti ricevuti, Berlusconi dice di fidarsi ancora di Giorgio Napolitano che, a suo dire, si è comportato sempre correttamente. L’obiettivo è sempre quello di superare lo scoglio della Camera e porre poi la fiducia al Senato sulla lettera della Bce. Ieri a confortare il premier è stato in particolar modo la figlia Marina, mentre – sostengono fonti ben informate – gli altri figli, e soprattutto Eleonora, Barbara e Luigi, avrebbero chiesto al premier di evitare lo scontro a tutti i costi. In ogni caso il Cavaliere è ancora convinto di farcela.

Ieri ad Arcore c’è stata anche una prima riunione sull’eventualità di un voto anticipato: sono stati prenotati gli spazi elettorali, sono spuntati i primi bozzetti con la scritta ‘Italia sempre’ e ‘Italia viva’, con logo e colori che si ispirano a quelli della vecchia Fi. La prima data utile per le elezioni è quella del 20 febbraio, sostengono fonti parlamentari del Pdl. “Questi malpancisti – dicono alcuni parlamentari di via dell’Umiltà – non hanno capito che così facendo accelerano il voto anticipato”.

Oggi Umberto Bossi ha detto pubblicamente di aver chiesto un passo indietro al premier per far posto ad Angelino Alfano. Ieri sera a palazzo Grazioli si è discusso anche di un tandem Monti-Letta, ma il premier ha preso tempo. In serata ha ripetuto il suo disappunto per chi si appresta a non votare il rendiconto generale, annunciando prima di lasciare Arcore di avere un appuntamento con i Radicali. Secondo i calcoli fatti anche dal Pdl, una ‘maggioranza politica’ non c’è più. Se fosse questo il riscontro del voto di oggi bisognerà capire le intenzioni del Quirinale.