C’è un giudice a Berlino” è la celebre affermazione che avrebbe pronunciato un mugnaio prussiano quando, di fronte alla prepotenza del sovrano, il suddito vessato esprimeva così la sua fiducia nell’intervento di un giudice che avrebbe rimesso le cose a posto.

Qualcuno sembra non volere un giudice a Parma

Nelle ultime settimane polemiche strumentali e interrogazioni parlamentari hanno cercato di delegittimare e indebolire l’autorità giudiziaria di Parma e in particolare la Procura e il suo Capo: nel tentare di distrarre l’attenzione dalle gravi inchieste ancora in corso, si è arrivati a ipotizzare gravi situazioni di incompatibilità personale del tutto infondate, come i comunicati stampa che riporto al termine di questo post spiegano e testimoniano.

Non intendo usare questo blog per parlare di vicende processuali: sono profondamente convinto che sulle questioni di merito i magistrati parlino solo tramite i provvedimenti e con comunicazioni formali. Quello che mi preoccupa è il ripresentarsi anche in questo caso di due tecniche di difesa molto pericolose :

– la difesa dal processo, invece che nel processo;

– l’attacco all’accusatore, per distogliere l’attenzione dai fatti contestati all’accusato.

Le critiche sono legittime e anzi indispensabili in un sistema democratico e il lavoro della Procura di Parma deve essere e verrà verificato nei diversi gradi di giudizio che garantiscono ampio spazio al diritto di difesa, ma non è accettabile cercare di trasformare in azione politica questioni squisitamente giurisdizionali.

E’ importante ribadirlo: indagare e processare uomini politici sarebbe un atto politico solo se emergesse con evidenza l’assoluta infondatezza e pretestuosità delle accuse, ma allo stato questo non può certamente dirsi, vista la gravità dei fatti emersi, le misure cautelari confermate e le dimissioni di molti amministratori della cosa pubblica. Il rispetto della presunzione di colpevolezza non può comportare una delegittimazione sistematica dell’azione inquirente.

Il procedimento penale riguarda i fatti posti in essere dalle persone e non le persone medesime o le loro appartenenze politiche; dopo di che anche un bambino capisce che normalmente la corruzione si insinua e si espande tra coloro che detengono il potere e non si preoccupa certo di che colore siano le bandiere o le idee.

Siamo notoriamente il Paese occidentale e sviluppato con i più alti tassi di corruzione: quando una Procura, cercando di fare il suo dovere al meglio, approfondisce fenomeni corruttivi le istituzioni dovrebbero solo auspicare trasparenza, tempestività e legalità: tutte cose che attacchi strumentali all’ufficio non aiutano.

Ecco perché è importante che anche i Pubblici Ministeri restino indipendenti: perché la forza di affermazione della legalità e del principio di uguaglianza della legge si nutre in concreto anzitutto della capacità di accertamento dei fenomeni corruttivi e criminali da parte delle Procure, che non devono avere alcun programma o criterio politico ma solo l’obiettivo di far rispettare la legge, per tutti e da tutti.

Il Comunicato della Giunta Distrettuale dell’ANM :

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Parma dr. Gerardo Laguardia è pienamente compatibile con la sede che ricopre.

Lo ha deliberato ieri all’unanimità, in seduta pubblica plenaria, il Consiglio Superiore della Magistratura, conformemente alla proposta di archiviazione della 1^ Commissione, competente in materia.

Era stato lo stesso magistrato a segnalare tempestivamente per le valutazioni del caso, come previsto dalle norme di Ordinamento Giudiziario, la situazione relativa allo svolgimento delle sue funzioni l’Ufficio Giudiziario penale da lui diretto in Parma e all’esercizio della professione di avvocato, in campo esclusivamente civile, della figlia.

La decisione del CSM è in linea con la legge e con i precedenti in materia, che di norma escludono interferenze laddove i campi di rispettiva attività dei soggetti interessati siano ben distinti.

Si conferma l’infondatezza dei contenuti dell’interrogazione al Ministro della Giustizia presentata sul tema in data 27 ottobre scorso dal Sen. Avv. Filippo Berselli.

Una non difficile verifica presso il C.S.M. sullo stato avanzato delle pratica avrebbe dissolto non i dubbi, ma le certezze manifestate nell’interrogazione sulla mancanza di correttezza deontologica del magistrato.

La tesi formulata in due precedenti interrogazioni, citate in quest’ultima, della presunta faziosità del lavoro della Procura della Repubblica di Parma in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione ne esce indebolita.

Bologna, 3 novembre 2011

Il Presidente della Giunta distrettuale dell’A.N.M. – Emilia Romagna

Pier Luigi di Bari

Il comunicato della sottosezione ANM di Parma

Il presidente ed il segretario della sottosezione di Parma dell’Associazione Nazionale Magistrati esprimono viva preoccupazione per i contenuti ed i toni delle polemiche che hanno investito i magistrati titolari delle indagini attualmente in corso presso gli uffici giudiziari di questa città in ordine a varie ipotesi di reato contro la Pubblica Amministrazione.

Respingono con forza la tesi secondo la quale la magistratura farebbe deliberatamente un uso aberrante delle sue funzioni per perseguire scopi politici od addirittura vantaggi personali e sottolineano che questa distorta rappresentazione della realtà produce il gravissimo effetto di delegittimare nella sua interezza agli occhi dell’opinione pubblica una delle articolazioni fondamentali dello Stato.

Respingono con forza l’idea stessa che la magistratura sia un soggetto protagonista della lotta politica, pronto a scontrarsi con formazioni politiche o con altri poteri dello Stato.

Auspicano che le legittime critiche che in un ordinamento democratico possono essere formulate anche nei confronti dei provvedimenti giurisdizionali non degenerino nella sistematica e gratuita denigrazione dei magistrati di volta in volta chiamati ad occuparsi di vicende delicate e complesse, che potranno essere chiarite non con il clamore di impropri processi mediatici, ma con gli strumenti previsti dal codice di procedura penale e nel rispetto di tutte le garanzie previste dalla legge a tutela di chiunque si trovi ad essere sottoposto ad un’indagine penale.

Il presidente della sottosezione                                                Il segretario della sottosezione

dottor Gennaro Mastroberardino                                                   dottoressa Lucia Russo