È lui, uno dei frondisti, è Giorgio Clelio. L’illuminato Stracquadanio, sdoganatore di comportamenti moderni e spregiudicati. Quello che dichiarò perfettamente legittimo per un uomo “essersi venduto per un posto in lizza” (chi lo ammette non è tenuto a lasciare la Camera) e per una donna far mercato della propria avvenenza non avendo altre doti da investire in politica (chi ha il cervello lo usi pure, chi ha la f … si arrangi con quello che ha).

È giusto che sia la sua minuscola persona, il suo nulla, unito ad altre basse stature, a far crollare l’incrollabile. Non posso soffocare un moto di empatia, per il premier in rimozione forzata. Non lo sapevi, povero vecchio B., che chi si è venduto si venderà di nuovo e non più a te, anche se un certo comodo di cassa ce l’hai ancora, ma contro di te? Finché la barca va, remano, mentono, leccano e spergiurano, sono capaci di interpretare imperturbabili qualsiasi farsa (Paniz e la nipote di Mubarak), quando la barca affonda, lesti come topini, saltano giù. Andranno a rodere altrove? E dove?

Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2011