Fu la figlia giovanissima Ylenia Moretti, appena 20 anni, a progettare l’omicidio del padre Rodolfo lo scorso 20 luglio Luzzara nella bassa reggiana. La baby “mandante” inoltre stava progettando anche l’omicidio della zia e di un’altra donna.

Dopo aver assoldato due killer nel tentativo, inizialmente fallito, di amazzare il padre la giovane riuscì,  come una novella “sirena del crimine” ad ammaliare lo zio 43enne Matteo Zanetti, e con il quale aveva intrapreso una relazione amorosa. L’uomo perdutamente innamorato ha ceduto alle richieste della ragazza, ammazzandole il 20 luglio scorso il padre.

E’ questa l’importante svolta nell’omicidio del luzzarese Rodolfo Moretti, che ha visto i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia arrestare nella tarda serata di  martedì la figlia della vittima. Ylenia ha così raggiunto in carcere lo zio ed amante Matteo esecutore materiale dell’omicidio.

I carabinieri reggiani hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Reggio Antonella Pini Bentivoglio che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Luciano Padula.

L’accusa nei confronti della giovanissima è concorso morale in omicidio. “Grazie a sofisticate indagini tramite anche intercettazioni telefoniche ed ambientali è emerso che in epoca precedente e prossima al 20 luglio quando fu perpetrato l’omicidio la giovane premeditò il gesto con lo Matteo Zanetti”, ha spiegato Padula. “A questo si aggiunge l’aggravante per futili motivi”, spiega il procuratore.

La svolta ha ricordato il magistrato “è arrivata il 24 ottobre  con l’interrogatorio in carcere di Zanetti che ha ricostruito con dovizia di particolari la collaborazione di Ylenia Moretti all’omicidio”.

Le dichiarazioni quelle del reo confesso  sono state vagliate e riscontrate e che hanno indotto il magistrato inquirente a chiedere e ottenere il provvedimento restrittivo per la figlia della vittima.

Ma non è finita. “Secondo quanto emerso – ha raccontato Padula – purtroppo Ylenia prima dell’omicidio del padre stava progettando, ma senza la responsabilità di Matteo Zanetti, anche l’omicidio della zia e moglie dello Zanetti, Dominique ,e di sua cugina”.

Tutto il movente gira attorno alla storia tra nipote e zio con Rodolfo Moretti che aveva espresso il proposito di rivolgersi all’autorità giudiziaria per allontanare la figlia da casa propria. “Matteo Zanetti completamente soggiogato dalla nipote che gli aveva raccontato di essere incinta, cosa risultata falsa, così terrorizzato di perdere l’amata aveva dato seguito alle sue richieste di omicidio”, spiega Padula.

Ricordiamo per la cronaca di questa folle e triste vicenda, che Rodolfo Moretti si ricorda era stato per due volte al centro di un complotto ordito dalla figlia Ylenia. La ragazza avrebbe assoldato in due diversi momenti, due killer per uccidere il padre. Ylenia era finita in carcere e dopo la scarcerazione, era stata trasferita agli arresti domiciliari nella casa di Gazoldo degli Ippoliti, nel Mantovano, dove viveva Matteo Zanetti, marito della zia Dominique. Fu proprio lì – ha concluso Padula – che il legame tra i due si rafforzò e si creò quella complicità che ha portato al folle gesto.