Virginio Merola, sindaco di Bologna, e Francesco Sutti, presidente dell’azienda di trasporti pubblici Atc, sono stati questa mattina in Procura per portare ai magistrati che indagano sulla vicenda Civis il verbale di sospensione dei lavori datato 18 ottobre. I due hanno chiesto l’incontro ai titolari del fascicolo, il procuratore aggiunto Valter Giovannini e il pm Antonello Gustapane, tramite l’avvocato Giuseppe Giampaolo, che entrambi, Comune e Atc, hanno nominato in quanto parti offese.

Usciti dal palazzo a vetri di piazza Trento Trieste dopo circa mezz’ora di incontro, Sutti e Merola hanno spiegato ai cronisti di essere venuti in Procura volontariamente per consegnare il documento e spiegare le motivazioni di questa scelta agli inquirenti: “in questa fase di trattativa abbiamo ritenuto di fornire tutti gli elementi possibili alla magistratura”.

I due parlano inoltre della trattativa in corso con Irisbus, produttrice dei Civis, per ottenere la sostituzione del mezzo. Sostituzione motivata dalla decisione della Commissione interministeriale sulla sicurezza dei trasporti che i primi di giungo bocciò il mezzo Civis, un progetto da 140 milioni di euro che avrebbe dovuto collegare il centro di Bologna a San Lazzaro di Savena: inadeguato e pericoloso. I lavori della Commissione erano iniziati nel maggio del 2005. Sei anni di verifiche e controlli per sancire l’impossibilità di mettere in strada un mezzo considerato insicuro, rilevando che l’uso della guida ottica non ha offerto alcuna garanzia di sicurezza, ritenendo necessario riciclare il mezzo in altro modo, cioè utilizzandolo lungo la linea prevista in modalità manuale. Una relazione che dunque metteva in fila tutte le questioni relative al veicolo e al modo di guida. E oggi le trattative proseguono, anche se Merola e Sutti sembrano voler mantenere il più stretto riserbo.

“Siamo fiduciosi per questa trattativa – dichiara il sindaco di Bologna -. Per il momento non c’è alcuna scadenza. Al prossimo incontro vedremo le proposte di Irisbus”. “Pensiamo di avere fondate e buone ragioni per chiedere la sostituzione del mezzo” continua il sindaco. E “l’obiettivo è arrivare ad un accordo nel più breve tempo possibile. È nell’interesse della città un accordo. Quello che conta è avere un mezzo e concludere un’opera. È la cosa prioritaria per noi”. “Se la trattativa avrà esito positivo bene, altrimenti valuteremo l’ipotesi della risoluzione in danno del contratto” conclude Merola. “Non possiamo rimanere con un’opera incompiuta” aggiunge Sutti.

Inoltre, proprio dall’esito della trattativa e dal mezzo definitivo dipenderà una questione importante, cioè eventuali ritocchi ai lavori stradali già fatti, soprattutto in riferimento alle banchine che si trovano in mezzo alla strada. Il sindaco Merola non esclude che possano essere abbattute: “dipende dal mezzo, a seconda del quale saranno valutate le caratteristiche delle banchine. Sicuramente avendo individuato le caratteristiche del nuovo mezzo andranno riconsiderate anche le caratteristiche delle opere”.

Merola ha voluto più volte sottolineare il suo “apprezzamento e della città per il lavoro della magistratura di tutela e controllo della legalità, non solo su questa vicenda, ma anche su altre”.