Durante i disordini di sabato 15 ottobre a Roma ho manifestato, come moltissimi altri, la mia insofferenza nei confronti dei black bloc che stavano turbando il corteo. Ritengo che costoro abbiano leso il diritto, mio e di centinaia di migliaia di altre persone, di manifestare pacificamente, al solo fine  di mettere in scena il rito inutile e dannoso dello scontro di piazza, trasformando un’importante protesta politica in un surrogato degli scontri da stadio.

Solo un idiota può scambiare questa manifestazione di ribellismo giovanile, di per sé pienamente funzionale al potere, in un’insurrezione o anche solo in una rivolta. Tutt’al più si è trattato di una jacquerie, uno sfogo momentaneo di appartenenti a una generazione indubbiamente oppressa e privata dello stesso diritto al proprio futuro da parte di una classe politica ed economica dominante composta da irresponsabili, corrotti, egoisti ed incompetenti. Quest’ultima costituisce il peggio dell’Italia, senza dubbi, quei giovani ne sono invece solo le vittime, anche se a volte possono sbagliare. E’ compito del movimento, vario ed articolato, trovare rimedi efficaci a situazioni di questo genere, senza ovviamente rinunciare al fondamentale diritto di manifestare e di lottare.

La grande manifestazione di domenica in Val di Susa ha dimostrato come un movimento organizzato possa, anche nelle situazioni più difficili e complesse, evitare di farsi trascinare nella trappola dello scontro fisico con le forze dell’ordine e ciò nonostante il clima di allarme creato dalle dichiarazioni di Maroni. Una strada da percorrere, un esempio da studiare e diffondere.

Il dialogo con le forze dell’ordine, con i singoli poliziotti e carabinieri – a loro volta vittime della situazione creata da una classe politica irresponsabile, che ne mette a repentaglio le funzioni fondamentali, come nel caso della Dia – e anche con i responsabili dell’ordine pubblico – che, nell’adempimento dei propri compiti istituzionali costituzionalmente previsti e regolamentati, sono chiamati a tutelare in modo intelligente ed efficace tale bene pubblico fondamentale – è essenziale per dare uno sbocco positivo alle proteste e far crescere un movimento che giustamente aspira a rappresentare il 99% della società.

I seguiti giudiziari della manifestazione del 15 ottobre sono invece estremamente preoccupanti. Tutto lascia credere che si sia voluto colpire nel mucchio. Gli arrestati non hanno, secondo le testimonianze raccolte, avuto alcun ruolo negli scontri di piazza e sono stati presi a caso. Una aveva raccolto un bastone per difendersi da un gruppo di black bloc che in precedenza l’avevano picchiata. Altri quattro, secondo la testimonianza di una signora affacciata alle proprie finestre, non avevano compiuto alcun reato. Ciononostante, continuano a stare in galera, ma si tratta solo di capri espiatori. Uno Stato che colpisce nel mucchio è uno Stato debole con i forti e forte con i deboli, cioè uno Stato che non è all’altezza dei suoi compiti.

Ma anche qualora si tratti di persone che hanno partecipato agli scontri, come er Pellicciache ha lanciato un estintore vuoto verso gli agenti, e ha ammesso le sue responsabilità, dichiarandosi pentito, non dovrebbero essere inflitte pene detentive. Sia ben chiaro. Lanciare un estintore, sia pure vuoto, è un fatto indubbiamente deplorevole. Questi giovani hanno sbagliato, ma vanno recuperati al metodo democratico, mostrando loro che ci sono altri modi, ben più costruttivi e meno dannosi, per esprimere il proprio dissenso e anche la loro rabbia. E’ quindi preoccupante che non vi siano alternative a una detenzione preventiva che in questo caso risponde solo a considerazioni di “allarme sociale” e prescinde in buona misura da ogni intento di effettiva rieducazione in conformità all’articolo 27 della Costituzione.

Certo, le giovani generazioni non devono disperdere le proprie preziose energie in scontri inutili e violenza senza senso. Esse, al contrario, vanno messe in condizione di svolgere la propria funzione oggettivamente rivoluzionaria, raccogliendo l’esortazione di Antonio Gramsci: “Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza, organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza!”.

Le carceri, rimedio ad ogni modo di ultima istanza, vanno riservate a chi effettivamente compie azioni che producano un forte danno alla società. Per totalizzare un danno anche lontanamente pari a quello che compiono certi figuri, evasori fiscali, speculatori edilizi e finanziari, esponenti politici che hanno deturpato e ridicolizzato l’immagine dell’Italia nel mondo, ci vorrebbe un esercito di “Pelliccia” operanti a tempo pieno….