Ottobre è appena cominciato, ma a Milano è già allarme smog. Dopo che le centraline dell’Arpa hanno registrato dodici giorni consecutivi di sforamenti delle soglie limite per le polveri sottili (50 mcg/m3 è il limite per il PM 10) il Comune ha fatto scattare i primi provvedimenti della stagione: blocco del traffico veicolare domenica 9 ottobre, dalle 8 alle 18, e intanto divieto di circolazione – 24 ore su 24 – a partire da oggi  su tutto il territorio comunale per autoveicoli benzina Euro 0 e diesel Euro 0, Euro 1, ed Euro 2 non dotati di filtro antiparticolato.

Ma lo smog è così alto solo a Milano? Il rapporto “Mal’aria di città 2011” di Legambiente racconta una storia ben diversa: sono tutte le aree urbanizzate della Pianura Padana a “soffrire di smog”. Su 48 città italiane fuorilegge – cioè che accumulano più dei 35 giorni di sforamenti all’anno consentiti dall’Unione europea – trenta sono padane, e fra queste peggio di Milano (con 87 giorni di sforamento nel 2010) si classificano Torino (134), Asti (98), Padova (94), Monza (92), Brescia (89) e Alessandria (89). Stesso risultato per Vicenza (87).

La maglia nera dello smog padano dunque sarebbe Torino: un risultato confermato dai dati diffusi qualche settimana fa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: terzo risultato peggiore d’Europa per il Pm 2.5 e tredicesimo per il Pm 10. Possibile allora che in questi giorni non si parli di smog a Torino? Cinque giorni consecutivi di sforamento ci sono stati anche a Torino, centralina Grassi, dal 24 al 28 settembre, ultima data Arpa disponibile. L’Arpa regionale piemontese, da quando c’è Cota, fornisce quotidianamente su Torino solo i dati della centralina Lingotto, quelli dove l’aria è migliore. In genere inferiore di 7-8 microgrammi rispetto alle altre.

Nella stessa situazione troviamo anche Alessandria, con 6 sforamenti certi dal 24 al 29 settembre, e si attendono – anche qui – i dati successivi. Insomma, lo smog è alto, anche in questi giorni, non solo a Milano. Nella capitale lombarda i nervi sono più sensibili e almeno l’attenzione è più alta, e i dati sono tempestivi.

I provvedimenti del blocco dei più inquinanti nei feriali e del blocco domenicale sono stati presi sulla base di uno schema di ordinanza già in vigore con la Moratti. Contemporaneamente si stanno discutendo l’inasprimento del pedaggio “Ecopass” per l’accesso delle auto nel centro Cerchia dei Bastioni e l’inasprimento dei provvedimenti antismog cosiddetti emergenziali. Inoltre il sindaco Pisapia ha proposto ai Comuni dell’hinterland e alla Provincia di provare a concertare un calendario di blocchi domenicali programmati, almeno uno al mese.

Elena Donà Paolo Hutter