Dal 30 settembre al 2 ottobre 2011, il Festival di giornalismo “Internazionale” torna ospite della città di Ferrara. Alla sua quinta edizione, vedrà i grandi nomi del giornalismo e della cultura mondiale. I loro reportage, le inchieste e la curiosità che si fa impresa giornalistica, richiamano ogni anno decine di migliaia di persone da tutta Italia.

La giovane età del pubblico e le crescenti realtà che decidono di partecipare “dimostrano ancora una volta la rilevanza del festival nel panorama nazionale”, come nota il sindaco della città, Tiziano Tagliani. “Il Festival rappresenta una grande sfida in un momento difficile. La città ha sempre dimostrato di accogliere l’evento con grande entusiasmo: non più Internazionale a Ferrara ma Internazionale con Ferrara”, afferma. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, è un evento quello che ha luogo ogni anno ai piedi del Castello Estense e incastrato tra le viuzze in pietra del centro di Ferrara, che risponde a una realtà contemporanea difficile – per l’informazione e per la società in generale – con la voglia ancora presente di informarsi, partecipare, capire, reagire.

190 ospiti, provenienti da 35 paesi diversi, trai quali figurano i nomi di Jason Burke autore di “Al Qaeda: la vera storia”, e che racconta l’organizzazione islamica dopo la morte di Bin Laden; Horacio Verbitsky racconterà i retroscena delle elezioni argentine; mentre l’inquietante Russia del nuovo zar contemporaneo Putin verrà svelata dalla reporter Yulia Latynina, giornalista della coraggiosa Novaja Gazeta. Ancora lo spirito dell’attivismo porterà il suo fremito della scrittrice indiana Arundhati Roy, mentre il reportage di guerra di Elizabeth Rubin, inviata del New York Times, affascinerà molti degli aspiranti reporter che popolano la rassegna.

Non potrà mancare una nota autoctona: lavoro e precariato verrà affrontato dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso. In tutto, sono 80 gli eventi in programma, fra incontri, spettacoli, mostre, proiezioni di documentari, presentazioni di libri e workshop.

Come da tradizione, la rassegna si aprirà alle 11.30 con la consegna del premio per il giornalismo d’inchiesta dedicato ad Anna Politkovskaja. A riceverlo quest’anno Hossam el Hamalawy, giornalista egiziano, autore e fondatore del blog Arabawy. El Hamalawy ha seguito in prima linea e raccontato sul suo blog le rivolte in Egitto. Come gli altri giornalisti che hanno deciso di supportarlo in questa battaglia, è stato vittima di intimidazioni da parte delle forze armate per aver denunciato in un’intervista televisiva gli abusi perpetrati sui manifestanti dall’esercito egiziano durante e dopo le proteste.

Protagoniste della edizione 2011 saranno infatti le grandi rivoluzioni politiche e sociali con le voci della primavera araba dal Cinema Apollo: Ziad Majed, attivista politico della sinistra libanese e gli egiziani Issandr el Amrani, fondatore di The Arabist. La filosofa Michela Marzano, la scrittrice spagnola Beatriz Preciado e la giornalista britannica Natasha Walter daranno invece voce ai nuovi delicati ma incisivi femminismi.

Lo spettacolo prenderà forma nelle suggestive piazze della città estense grazie alla world music dei maliani Amadou e Mariam, e al curioso dj-set di Jovanotti, non nuovo tra i partecipanti. Nel Chiostro di San Paolo il Jazz Club di Ferrara organizzerà una serie di concerti e jam-sessions in tarda serata. Inoltre, anche quest’anno, grande ritorno di Gianni “Gipi” Pacinotti, ormai ospite fisso della rassegna, col suo film “L’ultimo Terrestre”, sbarcato anche a Venezia.

Soprattutto troverà uno spazio importante il capoluogo ligure con il documentario “Black bloc” di Carlo A. Bachschmidt, e la performance teatrale “I giorni di Genova”. Non da ultimo, la rassegna di documentari inediti di Mondovisioni, che  riporteranno le immagini delle presidente Omar al Bashir e delle sue persecuzioni nel Darfur; le testimonianze di Guantanamo, le rivolte studentesche viennesi, la rivoluzione del Cairo vista da dentro, e ancora la Colombia, il Ghana, il Nicaragua, tra corruzione e voglia di rivalsa.

E ancora: il dibattito sui social network con Evgeny Morozov, autore di The Net Delusion, e Bruno Giussani, direttore europeo di TED, organizzazione che promuove le conferenze internazionali rendendole note e fruibili. Altro grande protagonista sarà Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International, che parlerà di politiche ambientali e soprattutto delle battaglie affrontate dalla Rainbow Warrior contro governi e aziende, sigillando l’impegno ormai noto per un festival a impatto zero: tutti naturali e generatori di energia pulita, gli stimoli prodotti nella tre giorni ferrarese.

Promosso da Internazionale, Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia-Romagna, università di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Ferrara Terra e Acqua, Arci Ferrara e Associazione IF, e reso possibile tra gli altri dalla collaborazione di Medici senza frontiere, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e di Presseurop,Banca etica e numerosi altri sponsor, il risultato è ogni anno degno di nota.

“In uno scenario di oltre 1000 festival nazionali e di 187 sul territorio regionale – ha segnalato l’assessore alla cultura della regione emiliano-romagnola, Massimo Mezzetti – il Festival di Internazionale a Ferrara rappresenta un’unicità, un appuntamento di straordinaria eccellenza. L’aumentare esponenziale delle presenze dimostra il profondo radicamento del festival nel territorio, diventando quindi un patrimonio da gestire e difendere nonostante le difficoltà economiche che caratterizzano questi giorni”.