“Furono De Corato , Masseroli e la Lega ad impedire ad Albertini, nel marzo del 2006, di vendere il 18,6% del capitale sociale di Milano Serravalle detenuto dal Comune di Milano. Il 10 marzo di quell’anno la società Argo Finanziaria S.p.A., del gruppo Gavio, fece pervenire al Comune un’offerta per l’acquisto della totalità delle azioni Milano/Serravalle possedute dal Comune per un prezzo di 8 euro ciascuna, per un totale di circa 268 milioni di euro. Il giorno dopo Albertini da Betlemme dichiarò ai giornali: “ L’offerta di Gavio è un affare” e continuò “dobbiamo vendere a 8 euro. E’ una condizione fantastica. Addirittura insperata. Non ce la possiamo lasciar sfuggire.” Infatti a soli tre giorni di distanza dall’offerta di Gavio il sindaco convocò una Giunta straordinaria che approvò la delibera (P.G. 247312/2006) che aveva per oggetto “cessione in blocco per 18,6% del capitale sociale di Milano/Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A. detenuto dal Comune di Milano previo espletamento di procedura di gara”. Per la delibera presentata, dagli allora assessori a Trasporti e mobilità, Giorgio Goggi e Bilancio, Mario Talamona, esaminata favorevolmente nella seduta di giunta del 13 marzo 2006, nulla ostava per l’inoltro alla presidenza del Consiglio Comunale per i successivi adempimenti. Ma contro la delibera si scagliò il vice sindaco, De Corato, e si frappose la contrarietà e l’inerzia dell’allora presidente della Commissione Bilancio, Carlo Masseroli, che dilazionò per un approfondimento non necessario il via libera alla delibera. Per superare le inerzie e le contrarietà nei giorni successivi al 13 marzo 2006 Albertini arrivò a dichiarare nel suo pressing per far approvare la delibera in Consiglio: “Grave danno non vendere.” Il 3 aprile 2006 Albertini scrisse a Masseroli e ribadì l’urgenza di approvare la delibera in Consiglio. “La proposta pervenuta da Argo Finanziaria” scriveva il Sindaco “è importante in quanto valorizza in modo sostanziale la quota di minoranza del Comune. La mancata vendita, a fronte di un’offerta interessante, porterebbe a un mancato introito di circa 268 milioni di euro. “ In buona sostanza nella missiva Albertini spiegava il grave danno che si poteva generare nel patrimonio del Comune se non si fosse sfruttata l’offerta. Albertini ebbe così la responsabilità di non aver accettato l’offerta di acquisto delle quote Serravalle del Comune che gli feci pubblicamente, un anno prima, nel 2005 prima dell’acquisto delle azioni di Gavio da parte della Provincia. Ora Albertini chiarisca quali sono stati i motivi che hanno impedito la vendita nel marzo/aprile 2006, bloccando la gara e rinunciando a un più che probabile, se non quasi certo, introito di ben 268 milioni di euro per il Comune. Albertini chiarisca chi ha la responsabilità di aver generato un danno nel patrimonio del Comune, come lui stesso ha scritto nella lettera alla commissione bilancio il 3 aprile 2006, e chiarisca perché, dopo che la vendita non si è realizzata, non ha ritenuto opportuno segnalare l’accaduto alla Corte dei Conti”.

Filippo Penati

Milano, 28 settembre 2011