“Difendendo Saverio Romano, unico ministro al mondo imputato per mafia, la Lega cambia definitivamente il suo oggetto sociale e da partito del nord e della legalità diventa partito della difesa dei peggiori mali del sud”. Il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, analizza con estrema facilità la presa di posizione di Roberto Maroni contro la sfiducia al ministro delle politiche agricole. Il titolare del Viminale ha annunciato infatti che la Lega voterà contro la mozione presentata dall’opposizione salvando così Romano.

Ed è Felice Belisario, capogruppo dell’Italia dei Valori a Palazzo Madama, a sottolineare il ruolo di Maroni: “Dal ministro dell’Interno avrei gradito almeno un pallido tentativo di salvare la faccia; mi chiedo come faccia ad affermare che non ci siano motivi per sfiduciare Romano. Forse dimentica che stiamo parlando di un personaggio indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, sul quale anche il presidente della Repubblica, al momento di affidargli l’incarico da ministro, ha espresso perplessità”, ha detto. “Mi piacerebbe pensare ad un vuoto di memoria – conclude Belisario – la verita’ purtroppo e’ che questo centrodestra sta impietosamente imponendo al Paese una perdita totale di credibilita’, di futuro e di certezza del diritto. Pur di salvare loro stessi affondano il dito in una ferita che sarà difficile rimarginare. Prima se ne vanno a casa, prime le forze sane dell’Italia saranno in grado di voltare pagina”. La Lega “è disposta a vendere l’anima al diavolo pure di andare avanti e mantenere le poltrone”, conclude l’esponente dell’Idv.

Antonio Di Pietro sottolinea come la mozione di sfiducia sia l’occasione per far cadere il governo. E si rivolge ai partiti di opposizione ma anche alle anime della maggioranza che hanno mostrato dissenso nei confronti dell’esecutivo Berlusconi, come Beppe Pisanu. Romano, ricorda di Pietro, “è accusato di essere legato a Cosa nostra. E’ stato nominato ministro in cambio del voto con cui l’anno scorso ha salvato Berlusconi. E’ la bandiera – rileva il leader Idv – di questo Parlamento composto, in buona parte, da escort della politica. Oggi ricatta i suoi compagni di maggioranza e di merende, facendo sapere che se sarà sfiduciato farà cadere il governo. La maggioranza si prepara, mercoledì prossimo, a salvargli la poltrona col voto di una Lega che ha ormai tradito tutti i propri antichi ideali, in cambio delle lenticchie di Arcore. Solo se i cittadini si faranno sentire con forza e in ogni modo possibile questo ministro venduto e ricattatore smetterà di coprire di vergogna l’Italia. E subito dopo sarà il turno del piccolo Rais di palazzo Grazioli”.