“Ragazzi chi è il Presidente della Repubblica?”. Sono in una classe seconda ed è normale che non lo sappiano. Provo in quarta. Cade il silenzio. Si guardano in faccia smarriti. Qualche secondo ed ecco la risposta convinta: “Berlusconi!”.

Una giovane e attenta collega mi aveva avvertito: “Vedrai che tutti diranno solo Berlusconi e il nome di Giorgio Napolitano non verrà fatto”. Eppure in tutte le scuole, in un angolino del corridoio o in qualche aula insegnanti, c’è il quadretto impolverato con la fotografia del presidente della Repubblica. Ma nessuno spiega a questi ragazzi chi è quel signore nel quadro. Quando mi è capitato di farlo qualche collega mi ha subito ammonito: “Non si parla di politica a scuola”. Venerdì Napolitano ha inaugurato al Quirinale il nuovo anno scolastico ma è buona cosa che il presidente sappia che nelle scuole italiane non conoscono nemmeno più chi guida il nostro Stato.

Quando ero piccolo in camera avevo un poster di Sandro Pertini. Non mi occupavo, certo, già allora di politica e di giornalismo ma la maestra mi aveva insegnato chi era Pertini, mi aveva spiegato cosa faceva il presidente della Repubblica.

Che cosa è successo in questi 20 anni circa? Provo a capirlo prendendo in mano il libro di storia, geografia, scienze, matematica e cittadinanza (è proprio così, sono tutte assieme in un libro) per la classe quarta. Al capitolo “cittadinanza” sono dedicate due scarse pagine tra i Babilonesi e gli Assiri. Eppure l’anno scolastico 2009-2010 è stato interessato dall’introduzione dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, come dettato dall’articolo 1 della legge n. 169/2008 e ribadito nei più recenti regolamenti attuativi della riforma del Sistema scolastico. Purtroppo capita che nemmeno gli insegnanti conoscono la Carta Costituzionale e tanto meno chi ci governa. Nessuno dei miei colleghi arriva a scuola con in mano un quotidiano. Pochi si informano via internet. Lo scorso anno una collega mi ha chiesto: “Scusa ma il Lodo Alfano è un monumento alla memoria di uno che è morto?”. Non potevo crederci.

Quest’anno nelle classi non ho trovato su nessun banco la Costituzione e nemmeno tra i libri in adozione. Come ogni anno alla fine della scuola la regalerò io ai bambini dopo avergliela spiegata e dopo averla vissuta in classe. Anche quest’anno l’inaugurazione dell’anno scolastico al Quirinale è stata fatta. Ma, come scrissi lo scorso anno in una lettera indirizzata al Quirinale e ripresa sulla stampa, c’è ben poco da inaugurare.