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Gianluca Foglia
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Francesco e la favola che gli mette le ali

Mi togli la mosca dal braccio?”, Cesare deve solo sfiorare la pelle di Francesco e il problema è risolto. Il resto è una corsa contro il tempo, ma se quello ha le gambe lunghissime a Francesco restano solo le ruote e un gruppo di amici che ne spingono la sedia a rotelle ovunque ci sia una maratona metafora di vita, raccogliendo fondi per la ricerca contro l’ anomalia che lo affligge. Francesco Canali è malato di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), la peggiore barriera architettonica che potesse opporsi alla corsa di questo ragazzo classe ’68.

Nonostante sia una condanna senza appello, Francesco continua instancabile a raccontare la sua storia e ad essere un’esempio di coraggio soprattutto per molti bambini, gli stessi coi quali lavorare è un privilegio, imparare da loro un dono, ma scrivere insieme una favola che parli di Francesco è un rischio. Con Cesare decidiamo che il laboratorio di oggi sarà una storia ad “ostacoli”: dopo c’era una volta, al primo bivio narrativo saranno i bambini a superare gli imprevisti.

Nascono così Olmo e Alice, che vogliono incontrarsi, ma l’ascensore e le scale di Olmo impediscono il suo passaggio ruotante: “… tira fuori un paracadute per arrivare a terra!!”.

Siamo sul marciapiede, ma un motorino ostruisce la via di Olmo: “Schiaccia un pulsante e mette le ali!!”. L’autobus arriva, ma tra quello e il gradino… “Schiaccia un altro pulsante e scatta una molla!!”. Anche questa è fatta, ma quando Olmo arriva i campanelli sono troppo in alto: “Dai braccioli esce un braccio meccanico che ci pensa lui!!” I bambini risolvono e abbattono ogni muro, ma occorrono regole precise e chiediamo loro di elencarne alcune: “Cansemafori che mordono i polpacci di chi ostacola il transito dei disabili… dalle case esce una manona che li solleva per farli entrare!!”. E se qualcuno infrange le regole? “Deve mangiare 8 vermi… lavorare il doppio… sfidare un lottatore di sumo… trascorrere una giornata intera su una sedia a rotelle!!”
Francesco non può più scansare una mosca dal proprio braccio, non può reggere nemmeno un foglio, ma ci dà una lezione che non puoi scordare: durante la festa di chiusura di Giocampus gli leggiamo noi la favola e lui chiede a tutti di diffonderla ovunque, se possibile oltre, come fossimo un solo maratoneta che vince solo se non lascia indietro nessuno. Come scrivono i bambini da favola “perchè se è vero che le barriere si possono tirare su, è anche vero che si possono abbattere.”


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