Il deputato Pdl Marco Milanese

“Questo Parlamento, con atteggiamento malavitoso, ha posto in essere un voto di scambio, come si fa nelle associazioni criminali, impedendo ai magistrati di svolgere le loro azioni giudiziarie”: così il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro commenta il voto di oggi a Montecitorio contro la richiesta di arresto per il deputato Pdl Marco Milanese. Il tutto, continua Di Pietro, al solo scopo di “salvaguardare la permanenza del governo”. Insomma, tra Lega e Pdl c’è stato un vero e proprio voto di scambio, “tu mi lasci governare e io in cambio ti assicuro l’impunità di uno della tua casta”. E riferendosi al leader della Lega Umberto Bossi – al quale proprio ieri aveva rivolto un invito esplicito – dichiara che “in un Paese normale non dovrebbe più stare al proprio posto perchè, da ministro delle Riforme, non solo si sta prodigando per la secessione e la disgregazione sociale dell’Italia, ma oggi ha imposto ai parlamentari della Lega di votare un provvedimento contro gli stessi ideali del suo partito”.

Quanto accaduto oggi, ha continuato il leader Idv, riporta indietro nel tempo alla prima Repubblica, e, in particolare, al 1993, quando il Parlamento non autorizzò a procedere contro Bettino Craxi. All’epoca “qui dentro tutti hanno battuto le mani, fuori ci fu la rivolta sociale”, ricorda Di Pietro. Che aggiunge: “La colpa non è di chi lancia le monetine nè di chi come me avverte che sta per scoppiare una rivolta, ma di chi la provoca”.

Negativo anche il commento del segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani: “Oggi e’ stata una giornata amara per il Parlamento”, perché Milanese “al netto della persecuzione politica non può essere considerato diversamente da un altro cittadino”. E sull’accusa lanciata da Di Pietro dice: “Se il voto è stato ispirato dall’esigenza di far sopravvivere il governo, anche questo è da irresponsabili”.

Di “ennesimo schiaffo al principio di uguaglianza” parla il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, secondo il quale “questo voto dimostra che in carcere vanno solo i poveri cristi mentre i potenti possono continuare a comportarsi come se la legge e la giustizia non esistesse”. Poi attacca anche la Lega, che “ha dimostrato quanto è attaccata alle poltrone”, e in generale la politica italiana, divenuta “una vera e propria fogna”. Da Bonelli arriva poi un invito forte: ” I parlamentari delle opposizioni presentino in massa le proprie dimissioni, inviandone copia al Capo dello Stato, perchè non è possibile continuare a sedere accanto a chi oggi ha calpestato la Costituzione, il principio d’uguaglianza e la democrazia”.

Francesco Rutelli, leader dell’Api, sottolinea la “mancanza di credibilità internazionale” e la “spaventosa inadeguatezza in campo economico” dell’esecutivo, che “non capisce cosa accade fuori, nel mondo reale”. Per il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, il governo è oramai agli sgoccioli. Secondo indiscrezioni, infatti, avrebbe invitato alcuni colleghi di partito a prepararsi al voto: “Ormai è chiaro – avrebbe detto – che dopo oggi non vi è alternativa alle elezioni anticipate”. Cesa avrebbe invocato un “esecutivo di responsabilità nazionale”, aggiungendo che, però,  “senza sponde nel Pdl l’ipotesi è impraticabile”.