Napoli – Quando ad aprile è stata ricandidata nelle liste Pdl della Municipalità del suo quartiere, San Lorenzo Vicaria, dopo essere stata eletta nel 2006 in Forza Italia, la giovane Nunzia Stolder, figlia del boss di Forcella Raffaele Stolder, affrontò così le inevitabili polemiche: “Io ho seguito una strada completamente diversa da quella della mia famiglia e voglio essere giudicata non per il cognome, ma per quel che sono”. Non venne rieletta, ma ha sfiorato la nomina di assessore alla Legalità della Municipalità a guida azzurra.

Ieri il blitz della Dia a Forcella ha confermato che il clan Stolder è ancora attivo e potente: racket, furti, rapine in banca con la tecnica del ‘buco’, riciclaggio dei proventi a San Marino, persino ‘conto terzi’, per i Casalesi di Setola e la mafia palermitana dei Fidanzati. Nunzia Stolder non è indagata. Ma spulciando le 276 pagine dell’ordinanza, si scopre che lo è suo marito, Antonio Esposito, con l’accusa di tentata rapina. I pm Amato e Simeone hanno chiesto per lui l’arresto, ma il Gip Iaselli ha detto no perché ”non si occupa personalmente delle rapine e dei furti, quanto piuttosto delle proprietà nelle quali il gruppo reinveste proventi illeciti”.

Viene citata un’intercettazione ambientale del marzo 2008 nella quale ”in auto Raffaele Stolder e la moglie commentano che devono parlare con Nunzia ed Antonio dal momento che quest’ultimo ha la possibilità di contattare un politico perché è ‘il periodo in cui si va a parlare con tutti i politici”. In un’altra intercettazione Patrizia Ferriero, moglie di Raffaele Stolder, chiede aiuto al genero, perche come sintetizza la Dia, la donna ”ha da poco acquistato un immobile – e chiede al genero Antonio di passare un attimo da casa, perché deve chiedergli una notizia relativa ad una casa della Curia, ubicata nei pressi della sua abitazione”.