Che gusto c’è a essere un autore tacciato di plagio? È quello che mi chiedo pensando alla vicenda che riguarda il format che Mediaset vorrebbe far partire alla fine di settembre dal titolo Bailà. Il programma, secondo Milly Carlucci e la Rai, sarebbe una copia di Ballando con le Stelle.

Che la Rai punti i piedi contro Mediaset, di questi tempi, non è cosa da poco dato che, al momento di andare online, Silvio Berlusconi è ancora Presidente del Consiglio. Dico questo perché troppo spesso, e anche di recente, dalla Rai sono state accompagnate alla porta persone notoriamente a lui non gradite. E pensare a una serie di coincidenze, per me, significa credere agli asini che volano.

Ma il carico da novanta arriva dalla Bbc.

In UK, il diritto d’autore è una cosa molto seria. E il format Ballando con le stelle, in inglese Dancing with the Stars, è di proprietà della Bbc Worldwide. Si tratta, inoltre, del più famoso reality al mondo perché venduto in ben 35 Paesi. Così si sono mossi anche gli avvocati oltremanica.

Un portavoce del colosso televisivo inglese ha dichiarato: “Bbc Worldwide prende la protezione dei suoi diritti d’autore estremamente sul serio e sta svolgendo un’azione legale in Italia per proteggere i propri Dancing with the Stars”. La sentenza è prevista per il 23 settembre. Mediaset ha negato la copia del programma, sostenendo l’esistenza di differenze fondamentali. Sorge spontanea la domanda: perché allora non mostrarlo?
La “differenza fondamentale” in realtà – secondo le dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi – sarebbe una soltanto: Bailà manda in onda celebrità che danzano con ballerini amatoriali, mentre Ballando con le stelle mostra celebrità che ballano con professionisti. Sarà. Ma in gioco c’è il diritto d’autore che è una cosa importante. Che senso ha fare un lavoro come quello di autore Tv, se poi qualcun altro cambia una virgola e prende l’idea?

Non sappiamo ancora se questo sia il caso, ma è significativo che Mediaset, per difendersi, abbia dichiarato che non si possa giudicare una trasmissione non ancora andata in onda. Chi fa televisione sa benissimo che un programma viene preparato molti mesi prima di proporlo al pubblico, inoltre prevede sempre la famosa “puntata zero” che è una specie di prova generale. Insomma il format sarà sicuramente pronto da un pezzo se deve debuttare il 27 settembre come annuncia il palinsesto. È ovvio quindi che sia la Rai sia la Bbc abbiano tutti gli interessi a bloccarlo prima della messa in onda, per non danneggiare il proprio prodotto.

Cosa mi piacerebbe? Mi piacerebbe che gli autori di questo programma, per onestà intellettuale, si rifiutassero di farlo. Mi piacerebbe esistesse una sorta di “sostegno autorale” capace di seppellire la brutta moda di copiare le intuizioni altrui.

Mi piacerebbe che in Italia, chi scrive programmi, canzoni, libri, vivesse senza la paura di vedersi soffiare il lavoro da sotto il naso. Mi piacerebbe che nell’ambito della creatività si puntasse a fare gare d’inventiva, originalità e freschi aneliti.