Quando si chiuderanno i sondaggi e si apriranno le urne,
quando quelli del Pd si tireranno davvero su le maniche, e quelli del Pdl i pantaloni,
quando chi si vuole candidare lo dirà senza giri di parole, candidamente,
quando dire a uno “imprenditore di successo” sarà solo un complimento sincero,
quando sarà chiara a tutti la differenza tra decrescita felice e felicità decrescente,
quando Marchionne se ne andrà su Marte,
quando i politici, gli industriali, i comici,
quando ne avremo abbastanza,
quando smetteremo di dire cose come economia reale, tempo reale, realtà virtuale,
quando finiranno gli anni Ottanta,
quando dire a uno “operaio di successo” non sarà più una presa per il culo,
quando gli utilizzatori finali dell’Italia pagheranno la prestazione, contro regolare ricevuta fiscale,
quando si parlerà solo di Bil, benessere interno lordo,
quando i pubblici ministeri, i poliziotti, i testimoni di giustizia,
quando daranno le partite di rugby alla Rai,
quando ne avremo abbastanza,
quando Padania vorrà dire solo pà d’ània, “non di anatra” in piemontese,
quando l’elettorato moderato la pianterà lì con la moderazione,
quando “credere, obbedire, battere” non sarà più un motto calzante,
quando un capo di stato, per essere tale, dovrà osservare – sempre – questa regola: Da un grande potere derivano grandi responsabilità,
quando i pensionati, i giornalisti, gli impiegati,
quando a parlare alla pancia della gente saranno i cuochi, e basta,
quando finisce la campagna elettorale,
quando ne avremo abbastanza,
quando sentir parlare di rating, spread e outlook sarà come sentir parlare di bungee jumping: rischia (e va in ansia) solo chi decide di buttarsi,
quando l’industria della sfiga (indotto compreso) non converrà più a nessuno,
quando le pistole fumanti e le scie chimiche saranno metafore prive di senso,
quando troveremo Antigua e Hammamet sulla stessa pagina del sussidiario (ma esistono ancora i sussidiari?),
quando smetteremo di dire cose come inflazione percepita, bisogno latente, propensione al consumo,
quando gli operai, i professori, gli artigiani,
quando ci accorgeremo che la maggioranza degli italiani non ha mai votato per Berlusconi,
quando ne avremo abbastanza?