Il ministro Bossi, con raro sprezzo delle istituzioni e della Costituzione, ha annunciato che forse, un giorno, promuoverà un referendum per staccare la Padania dall’Italia. E l’Italia “una e indivisibile con capitale a Roma?”. Chi se ne frega tanto la legalità vale solo per i gonzi, quelli che ancora si indignano nel veder disonorata ed oltraggiata la Repubblica e il suo ordinamento.

Il referendum “eversivo” forse non si farà mai, e semmai dovessero provarci siamo sicuri che le forze dell’ordine lo impediranno, a differenza di quanto accadde nei giorni della marcia su Roma, comunque lo impediranno milioni di cittadine e di cittadini a mani nude e a volto scoperto, impugnando solo e soltanto bandiere tricolori e la carta costituzionale.

Nell’attesa che Bossi, dopo aver salvato Roma ladrona, proceda a convocare il suo corteo non autorizzato contro la Repubblica, sarà il caso di correre a firmare l’unico quesito referendario davvero in campo: quello contro la legge porcata, come ebbe a definirla, in un raro momento di sincerità, il ministro Calderoli, anche lui in camicia verde.

Conosco i dubbi e le preplessità di alcuni amici sul referendum in sé e sulla legge elettorale che ne uscirebbe in caso di vittoria dei sì, ma non è qusto il momento delle polemiche. Questo referendum, nel contesto odierno, ha una carica liberatoria, riconsegna ai cittadini una opportunità, fa pesare l’insoddisfazione per un sistema bloccato, mette in mora chi non vuole riforma alcuna perché preferisce avere parlamentari docili, obbedienti, servili, pronti persino a far finta di credere che il satrapo abbia chiamato davvero in questura per salvare la nipote minorenne dell’ex presidente egiziano.

Non a caso i media di sua proprietà e, quasi tutto il polo Raiset, hanno decretato l’ennesima congiura del silenzio attorno alla raccolta delle firme, a dimostrazione di quanto costoro abbiano in odio qualsiasi iniziativa che ponga al centro il tema della libertà, della trasparenza, della autonomia, del controllo dal basso.

Certo il referendum non è l’unica iniziativa possibile, certo sarà opportuno partecipare alle manifestazioni già previste, certo spetterà alle autorità istituzionali e costituzionali porre uno sbarramento a queste pulsioni eversive, ma anche questa firma ha il suo valore, anzi ha un immenso valore democratico.

Per questo ci sembra giusto non solo firmare, ma anche chiedere a tutte e a tutti di farlo e di attivarsi, affinchè in questi ultimi giorni siano promossi centinaia di banchetti aggiuntivi ovunque sarà possibile, oppure recandosi di persona nelle sedi dei comuni e delle municipalità e chiedendo di poter firmare, come per altro prevede espressamente la legge.

Per qualsiasi altra informazione utile potete comunque consultare il sito ufficiale.