Travolti dall’immanente esegesi del pensiero “telefonico” berlusconiano, rischiamo di dimenticare che siamo un paese e un continente in perenne stato di guerra. Truppe dispiegate ad est e a sud del mondo europeo, per una ripetizione all’infinito dell’ossimoro “missione militare per riportare la pace”.

Anche per questo ha senso ricordare che dal 25 settembre fino alla fine di ottobre avrà luogo la settima edizione di Segnali di Pace, iniziativa organizzata dalla Provincia di Bologna, che si svilupperà sull’intero territorio bolognese dagli Appennini fino alla pianura con incontri, dibattiti e spettacoli.

Una manifestazione nata a seguito della costituzione del “tavolo per la pace” nel marzo 2005, fortemente voluto dalla presidente Draghetti in collaborazione con i Comuni della provincia, associazioni, onlus, istituti scolastici, nonché la scuola di pace di Monte Sole.

Raccolta quest’anno attorno al tema della “non-violenza” con l’obiettivo di sensibilizzare soprattutto gli adolescenti, Segnali di pace vedrà salire in cattedra anche Francesco Guccini. Il cantautore modenese sarà ospite il 6 ottobre a Pianoro sul tema L’obbedienza non è più una virtù – C’è chi dice no. Il primo di quattro incontri dove si argomenterà di disobbedienza civile non violenta e di gestione dei conflitti. Del resto Guccini lo cantava già nel 1965 con Dio è morto: “Ma penso, che questa mia generazione è preparata, a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi”.

Nello stesso giorno, tra l’altro, inizierà anche il Terre di Tutti Film festival, consueta kermesse di documentari con focus il Sud del mondo, organizzata dalle onlus Cospe e Gvc e ospitata al cinema Lumiere di Via Azzo Gardino, fino al 9 ottobre.

Segnali di pace ha comunque in calendario una settantina di iniziative, dislocate sul almeno 26 comuni della provincia di Bologna e coinvolgerà più di un centinaio di associazioni: “Iniziamo il 25 settembre proprio nel giorno della Marcia della Pace Perugia-Assisi”, afferma la Draghetti, “E come tavolo di pace abbiamo già lunghe file di nostri aderenti in attesa”.

Un’iniziativa di dialogo e di confronto pronta anche a lanciare messaggi che una volta si definivano politici: la serata del 4 ottobre a Casalecchio di Reno per promuovere la campagna che chiede di attribuire il Nobel per la pace 2011 alle donne africane; il 15 ottobre in piazza Nettuno a Bologna per la giornata contro la povertà e infine il seminario su religione e immigrazione organizzato dal Cd Lei di Bologna (20 ottobre).

Per ogni informazione www.segnalidipace.it

(d.t.)