La Lega nord annuncia il suo no, compatto. Il Pdl, ufficialmente, pure. Pd e Idv diranno sì. L’Udc lascerà libertà di coscienza. Queste le dichiarazioni alla viglia del voto sull’arresto del deputato berlusconiano Marco Milanese, già braccio destro del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, accusato di corruzione altri reati dalla Procura di Napoli nell’inchiesta “P4”. Quindi all’apparenza Milanese dovrebbe salvarsi dalle manette, ma il voto segreto rende il quadro più incerto, soprattutto dato il clima di grande incertezza che regna nella maggioranza di centrodestra.

Non a caso Umberto Bossi annuncia che lui voterà “per non far cadere il governo”. Seguito dal capogruppo leghista alla Camera Marco Reguzzoni, ancora più chiaro: la Lega voterà no “senza se e senza ma”. Un annuncio che arriva solo in tarda serata. E il ministro Roberto Maroni promette di attenersi alla linea, e con lui i presunti “maroniani”.

Interviene anche il ministro Tremonti, auspicando che “l’accusa e la difesa, i fatti e il diritto, e infine il giudizio possano e debbano essere separati dalla politica”. Tremonti, che dai rapporti con Milanese ha tratto qualche imbarazzo, è una sorta di convitato di pietra. Secondo un ragionamento che circola nella Lega, votare per l’arresto potrebbe comportare il rischio di rafforzare ancora di più Silvio Berlusconi, che potrebbe approfittarne per mettere all’angolo Tremonti, diventato per lui “una spina nel fianco” nel governo.

La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha reso ufficiale che si deciderà con il voto segreto, dopo aver respinto la richiesta avanzata dal presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto di usare, al posto del voto elettronico, il sistema delle palline colorate. E in presenza del voto segreto, si osserva nel centrodestra, “può sempre accadere di tutto”. Anche perchè stavolta tutti assicurano che nessuno controllerà più (come è accaduto per il voto sul’arresto di Alfonso Papa) il modo in cui i parlamentari voteranno. Se con l’indice puntato verso il pulsante verde o quello rosso delle loro postazioni.

Cicchitto assicura che non ci saranno franchi tiratori. Ma nessuno è pronto a giurare davvero che anche nelle varie “correnti” createsi nel partito l’ordine di scuderia verrà rispettato. Ci sono quelli, infatti, che dicono di non nutrire troppe simpatie nei confronti del “collega” o nei confronti di Tremonti. E ci sono quelli che non credono che “l’agonia” del governo possa durare ancora a lungo. D’altro canto potrebbe prevalere l’istinto di conservazione, dato che in caso di sconfitta della maggioranza la situazione potrebbe precipitare.

L’opposizione invece, non ha dubbi: Pd e Idv diranno sì alle manette. Solo l’Udc lascerà libertà di coscienza. Un ultimo elemento da considerare: la relazione di minoranza redatta da Federico Palomba dell’Idv sostiene che il Carroccio e il Pdl hanno deciso di salvare Milanese solo perché “questo è ancora molto potente”, così come “lo è Tremonti”.