La soluzione della crisi economica dipende in gran parte “dalle posizioni che saranno prese dalla Germania” nei prossimi giorni. Lo ha detto il ministro dell’economia Giulio Tremonti a margine del vertice Ecofin la cui chiusura è stata anticipata, dopo due giorni di lavori in Polonia, a causa della manifestazione organizzata dai sindacati europei per protestare contro le misure di austerità di bilancio e per chiedere maggiore tutela dei diritti collettivi.

Il prossimo 29 settembre il Parlamento di Berlino voterà la ratifica al potenziamento del fondo di salvataggio deciso dai leader europei lo scorso 21 luglio. Sull’Italia pesano anche le parole del ministro delle Finanze svedese, Anders Borg, il quale, pur ritenendo che “la manovra approvata dal Parlamento va nella giusta direzione”, ha sottolineato che nel nostro Paese “c’è un problema di debito piuttosto importante” e che è necessario “rafforzare la crescita e la sostenibilità dei conti”. Insomma, la strada è ancora lunga e l’Italia, se vuole avere davvero credibilità sui mercati, deve “implementare le misure già annunciate, specialmente sul versante delle spese”, ha aggiunto l’esponente dell’esecutivo di Stoccolma. Che poi, riguardo alla situazione delle banche europee, ha espresso la necessità di una ricapitalizzazione. “Il Fondo monetario internazionale – ha continuato Borg – lo ha detto in modo molto chiaro: il sistema bancario Ue ha bisogno di migliori ‘backstop’ finanziari, che consistono essenzialmente in un migliore capitale”.

Durante il summit dei ministri economici dei paesi Ue non è invece stata presa in considerazione, ha raccontato la responsabile delle finanze spagnole Elena Salgado, l’ipotesi di un default della Grecia. Anche se il ministro Borg ha sottolineato che il governo ellenico “non ha agito in modo consistente per raggiungere tutti gli obiettivi di bilancio e deve impegnarsi a tutti i costi a fare tutto il necessario per centrare il target”.

Una sferzata di ottimismo arriva da lle parole del Presidente della Bce Jean Claude Trichet, secondo cui “la situazione dell’Ue è più incoraggiante di quella di molte economie emergenti”. “Ci sono stati errori a livello di singoli Paesi e nella sorveglianza”, ha spiegato il numero uno di Eurotower. Che però dopo il vertice di Wroclaw Trichet ravvisa “unità d’intenti e di coordinamento” nell’Ue e sottolinea che “ci sono stati progressi molto importanti nella governance”. E alle affermazioni del segretario del tesoro Usa Timothy Geithner che ieri, dopo aver partecipato all’eurogruppo, aveva parlato di divisioni “molto dannose” tra i paesi Ue e la Bce, risponde con diplomazia: “non vedo bene che cosa abbia voluto dire”.

Per l’Europa ha parlato anche il commissario europeo al Mercato interno, Michel Barnier, avvertendo che è allo studio un affinamento degli stress test in vista del nuovo round di valutazione sullo stato di salute delle banche. “Molti progressi sono stati già fatti”, ha detto, in particolare per quanto riguarda “i legami con i debiti sovrani e le soglie di capitalizzazione”. Poi ha lanciato l’idea di invitare alla prossima riunione anche il ministro dell’economia cinese. “Trovo che sarebbe una cosa buona, così come ho trovato che sia stata una buona cosa invitare il segretario del tesoro americano Geithner”, ha detto Barnier. L’invito di Geithner aveva sollevato qualche polemica a causa dei divergenti punti di vista tra le due sponde dell’Atlantico sulle modalità di gestione della crisi. Mentre in merito alla proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie il commissario Ue annuncia che “su questo punto non c’è accordo”, ma ha precisato che l’intesa c’è stata invece “sugli altri aspetti della riforma della regolamentazione del settore finanziario”. Poi ha assicurato sul fatto che il presidente dell’esecutivo Ue Josè Manuel Barroso “presenterà nelle prossime settimane la sua proposta”, che avrà una “base larga”. Per Barnier l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie è “tecnicamente facile, finanziariamente produttiva, economicamente sostenibile e politicamente giusta”. Gli fa eco l ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble,che ha detto: “E’ chiaro che stiamo lavorando intensamente sull’introduzione di una Tobin tax in Europa”. Ma che si sia lontani da un accordo su questo punto appare evidente dalla risposta del presidente di turno dell’Ecofin, il ministro delle finanze polacco Jacek Rostowski, che ha gelato il commissario: “La Commissione propone, ma sono Consiglio e Parlamento europei a decidere”