Parola d’ordine, dimissioni. Per tutte le opposizioni. Le “cene galanti”, le ragazze sull’aereo presidenziale, l’intreccio tra sesso e affari e, soprattutto, le conversazioni scabrose tra il cavaliere e Gianpaolo Tarantini sono l’argomento del giorno nell’agenda delle forze politiche di minoranza, che chiedono a gran voce un passo indietro al capo del governo.

“No a un premier a mezzo servizio”: il leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini, ha preso spunto dalle intercettazioni sul caso escort per sparare a zero contro Silvio Berlusconi e tutto l’esecutivo. “Auspico un nuovo governo con un nuovo premier” ha detto Fini, che sull’inchiesta di Bari sul sistema Tarantini preferisce “non giudicare”, pur ammettendo che l’immagine dell’Italia “continua ad aggravarsi” . “Il governo ha sempre presentato un Paese che non c’era, un Paese dei balocchi – ha detto Fini -. Dicevano: non serve alcuna manovra: la situazione è sotto controllo, il nostro è un Paese solido. Non si può negare, invece, che i segnali della crisi c’erano e, quando questa è esplosa in tutta la sua forza, il governo, che non l’aveva prevista e in qualche modo negata, ha messo in atto tante misure più o meno casaccio, cambiando per quattro volte nell’arco di un mese la manovra, con un impatto sull’economia che vedremo nelle prossime settimane. Ammesso che la manovra sia sufficiente per tranquillizzare l‘Unione Europea”.

Alla festa futurista di Novedrate, in provincia di Como, il presidente della Camera ne ha avute anche per la Lega: “L’Italia esce dalla crisi tutta intera e non ha bisogno di carnevalate padane, ma di un governo che governi e di un premier che non dica scherzosamente che lo fa a mezzo servizio perché ha la mente impegnata altrove. Credo che, al di là delle dichiarazioni di questo o di quello – ha aggiunto Fini – gli italiani, anche tanti che hanno votato per il centrodestra, abbiano capito che così non si può andare avanti”. I propositi secessionisti di Bossi, invece, per Fini sono “parole che non offendono solo gli italiani dal Po in giù, ma gli italiani tutti. Oggi la nostra Italia si trova in un momento in cui deve saper ritrovare il senso di essere una nazione“.

Concetti simili espressi dal Pd, che ha chiesto espressamente a Berlusconi di farsi da parte. “Nella maggioranza comincia a emergere disagio – ha detto in serata il segretario dei democratici Pier Luigi Bersani – E’ora che si stacchi la spina”. Per Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Partito democratico “l’Italia, con i suoi gravi problemi, non si può permettere un esecutivo che governa a tempo perso. Le parole sono finite. Berlusconi si rechi al Quirinale e rassegni le dimissioni”. Il vice presidente dei democratici al Senato, Luigi Zanda, invece, ha usato parole dure nei confronti degli altri esponenti della maggioranza. “Le cose sono arrivate a un punto tale che i parlamentari della maggioranza che dovessero continuare a sostenere Berlusconi – ha detto Zanda – si renderebbero personalmente corresponsabili del discredito internazionale e dell’umiliante degrado civile che stanno travolgendo l’Italia”. Zanda, poi, è ritornato sul comportamento del presidente del Consiglio, che “conferma un reiterato e intenzionale tradimento dei suoi doveri e delle sue responsabilità”.

Sulla stessa linea d’onda l’Italia dei Valori, con il portavoce Leoluca Orlando che ha annunciato un’interrogazione parlamentare per avere chiarimenti sulle spese sostenute dal premier per le ragazze. “Berlusconi deve dire agli italiani se, per far viaggiare le escort, si è avvalso dei voli di Stato pagati con i soldi dei contribuenti. E’ già abbastanza indegno – ha chiesto – che in un momento così difficile a guidare il Paese ci sia un premier a tempo perso. Sarebbe oltremisura esagerato se, a questo, si aggiungesse anche il fatto che per i suoi festini privati Berlusconi mettesse anche le mani nelle tasche dei tartassati cittadini italiani. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione urgente alla presidenza del Consiglio dei ministri ed esigiamo una risposta nel più breve tempo possibile”. Dalla festa del partito a Vasto, invece, Antonio Di Pietro si è rivolto direttamente alla Lega: “Bossi sia coerente: se considera che il governo sia arrivato alla fine, stacchi la spina. Se non lo fa – ha sottolinea il leader Idv – Bossi diventa complice, cioè si comporta come Tarantini o Lavitola, ricattando il governo per cercare di ottenere qualcosa in più”. Per il post-Berlusconi, invece, Di Pietro ha proposto una sorta di Ulivo2: “Noi dell’Idv ieri sera (sabato, ndr) con Sel e Pd abbiamo posto le basi per una coalizione politica e di programma, perché per vincere le elezioni non bisogna solo mettersi insieme per fare numero ma costruire un Paese diverso da quello di Berlusconi”.

Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, ha auspicato un atto di coraggio di Berlusconi, invocando una soluzione politica interna: “Il presidente del Consiglio faccia subito un gesto di generosità nei confronti degli italiani e si dimetta dal suo incarico. Si difenda nel modo migliore ma spinga il suo partito a iniziare una nuova fase politica dando l’occasione di arrivare a un governo di responsabilità nazionale”. Ipotesi sostenuta anche da Pierferdinando Casini, che del meeting annuale della Confesercenti a San Martino in Campo, ha affermato che “c’è bisogno che le grandi forze politiche, il Pd e il Pdl, insieme concorrano a un governo di responsabilità nazionale. Noi – ha assicurato il leader centrista – non pensiamo a un governo del 51 contro il 49. Sarebbe altra perdita di tempo”. Sull’inchiesta Tarantini, invece, Casini si è unito al coro di tutte le opposizioni: dimissioni subito. “Sulle intercettazioni non do giudizi morali, ma faccio una constatazione ha detto Casini – : che Berlusconi da tempo, come io avevo visto, ha perso ogni voglia di governare gli italiani, è impegnato in altre cose. Per cui oggi faccia un passo indietro e consenta all’Italia di essere governata da qualcuno che ci crede, per cambiare le cose, perchè questo è necessario”.

Durissima la presa di posizione del segretario di Sel, Nichi Vendola: “Spero che quanto prima si possa chiudere questa pagina schifosa, che si possa dare all’Italia una traccia di speranza, una qualche prospettiva di salvezza”.